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Una panoramica sul mercato russo – 44ma settimana

La 44ma settimana sul mercato ortofrutticolo russo è stata caratterizzata da scambi lenti, con più o meno la stessa attività della settimana precedente. Solo un paio di giorni sono risultati abbastanza attivi, in parte a causa delle festività di inizio settimana, in parte per via dell’inizio della stagione marocchina.

Le condizioni climatiche sono risultate piuttosto calde in tutte le regioni della Federazione Russa. A Mosca si è quasi battuto il record delle temperature, con circa 12-14 gradi centigradi sul finire della settimana. Tale situazione ha comportato una bassa domanda su tutte le tipologie di agrumi. Gli scambi commerciali nelle varie regioni del paese sono risultati anche meno dinamici rispetto ai grandi centri urbani di Mosca e San Pietroburgo.

Gli arrivi di nuova merce dal Marocco – 5.600 pallets – hanno superato quelli provenienti dai paesi produttori dell’emisfero meridionale (con soli 4500 pallets). Il dollaro americano è andato oscillando su e giù per poi stabilirsi a quota 27,10 rubli sul finire della settimana.

In generale, il mercato ha dato preferenza ai prodotti locali e dei paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CIS), la cui merce ha cominciato ad essere scambiata anche laddove si offrivano tradizionalmente prodotti ortofrutticoli d’importazione.

Arance
La tendenza del mercato ha girato al ribasso, nonostante la presenza di volumi non abbondanti sul fronte degli arrivi. I prezzi per la merce sudafricana sono scesi a 0,96 $/kg. Per le arance argentine la domanda è stata anche inferiore, con conseguente ridimensionamento del prezzo fino a 0,89 $/kg.

Limoni
I limoni non hanno incontrato una forte domanda sul mercato nel corso della 44ma settimana. I prezzi sono rimasti al livello della settimana prima. Non si sono registrati nuovi arrivi di merce dall’Argentina, mentre la Turchia ha dosato meglio i volumi spediti, cosicché nelle zone meridionali della Russia i prezzi (finalmente e logicamente) sono diminuiti rispetto a Mosca – 1,475 $/kg contro 1,625 $/kg.

Mandarini
La merce marocchina ha occupato una posizione dominante sul mercato, immediatamente dopo l’arrivo in porto. I prezzi sono diminuiti a 1,66 $/kg. Nondimeno, le vendite di merce spagnola hanno rallentato nettamente, con prezzi che si sono allineati a quelli dei mandarini marocchini – 1,59 $/kg. Anche il prodotto turco è sceso a 1,33 $/kg.

Pompelmi/Pomelo
I prezzi per i pompelmi sudafricani sono diminuiti a 1,45 $/kg sebbene fossero in grado di competere, in quanto a qualità, con quelli del nuovo raccolto turco. Questi ultimi sono stati offerti a 1,55 $/kg. I pomelo cinesi hanno visto fortemente ridimensionata la propria quotazione fino a 1,11 $/kg, cosa che tuttavia non ha stimolato le vendite, in quanto la domanda è rimasta su livelli bassi.

Mele
Ancora difficile il mercato per le mele. Una discreta domanda si è manifestata nei riguardi delle Granny Smith, nonostante la disponibilità di mele verdi cinesi sul mercato, le quali non hanno incontrato alcuna domanda malgrado il prezzo estremamente competitivo – 1,40 $/kg contro gli 1,70 $/kg per le mele di produzione francese. La merce polacca è stata venduta in un range di prezzo compreso tra 0,96 e 1,10 $/kg. Le mele di produzione serba hanno quotato da 1,10 $/kg in su, anche se la domanda su questa merce non è stata particolarmente attiva. Le mele Jonagold dal Belgio sono risultate le più costose della settimana – 1,75 $/kg, contro un prezzo di 1,62 $/kg per le mele Golden francesi.

Pere
Gli scambi sul mercato delle pere sono risultati più vivaci rispetto alla situazione delle mele. La varietà Lucas di produzione polacca è stata collocata a 1,40 $/kg. Le pere Conference hanno quotato 1,66 $/kg, mentre le Alexandrine spagnole sono state vendute a 1,475 $/kg e le Rocha portoghesi a 1,56 $/kg. Scarsi volumi di Conference provenienti da Belgio e Olanda sono stati scambiati a 1,97 $/kg per il calibro 65+ e a 2,10 $/kg per il calibro 70/80. Limitate le quantità disponibili, così come limitata è risultata la domanda su questi livelli di prezzo.

Uva da tavola
La Sultana turca è aumentata di prezzo fino a 2,11 $/kg, con scambi piuttosto attivi. Le uve nere di produzione moldava sono state collocate a 1,77 $/kg, sostituendosi alla Sultana. La situazione con l'uva Taifu di produzione uzbeka è rimasta invariata rispetto alla settimana precedente. Anche le uve italiane hanno trovato mercato, favorite dagli scarsi quantitativi importati. La Red Globe si è apprezzata ad un livello superiore rispetto alla varietà Italia - 2,85 $/kg contro 2,40 $/kg rispettivamente.

Kiwi
L'assenza di domanda ha fatto scendere i prezzi della merce italiana rispetto ad una settimana prima, anche in quanto non poteva essere stoccata più a lungo. La quotazione è scesa a 1,62 $/kg. La merce italiana ha lasciato dunque il passo alla merce proveniente dall'Iran, la quale ha mantenuto invariata la propria quotazione - da 1,55 $/kg in su.

Melograno
I prezzi registrati a Mosca sono risultati uguali a quelli di Novorossijsk - 1,62 $/kg per la merce di produzione egiziana. Alcune partite di melograni spagnoli sono state disponibili sulla piazza di San Pietroburgo per un prezzo di circa 3,37 $/kg.

Verdure
Il prezzo per patate e cipolle olandesi è aumentato a 0,44 $/kg sulla scia della domanda per questo tipo di prodotti. Nondimeno, lo spezio sul mercato è stato sufficiente tanto per i prodotti d'importazione quanto per quelli di produzione locale - questi ultimi proposti a 0,33 $/kg. Le carote sono ulteriormente aumentate a 0,66 $/kg, mentre quelle locali hanno quotato su un livello di 0,295 $/kg. All'inizio della settimana si è registrato un aumento anche nel prezzo dei pomodori - da 2,58 $/kg, a calare poi fino a 1,845 $/kg sul finire della settimana. I cetrioli disponibili sul mercato sono stati quelli di produzione iraniana (1,29 $/kg), spagnola (da 1,475 $/kg in su) e quelli provenienti dall'Azerbaigian (2,77 $/kg). A fine settimana, il prezzo dei peperoni olandesi è notevolmente cresciuto, fino a 3,69 $/kg.

Frutta estiva
I meloni hanno concluso la propria stagione commerciale su un livello di prezzo di 1,66 $/kg, mentre le angurie sono state ancora disponibili su una quotazione di 0,37 $/kg. L'unico prodotto della categoria che ha avuto ancora mercato sono state le susine, partite da una quotazione di 2,03 $/kg sull'avvio della 44ma settimana, per poi ripiegare a 1,60 $/kg sul finire della stessa.

Pavel Bandurovsky
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