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Addio a Mario Colapietra: figura storica e pilastro della viticoltura da tavola

Il comparto ortofrutticolo italiano, e in particolare il settore dell'uva da tavola, perde uno dei suoi più grandi e appassionati studiosi. Si è spento domenica 3 maggio 2026, all'età di 76 anni dopo una grave malattia, il Dott. Mario Colapietra. Già Primo Ricercatore in forza al CREA Viticoltura ed Enologia (sede di Turi), Colapietra ha dedicato oltre 40 anni di attività di ricerca allo studio, alla divulgazione e alla valorizzazione dell'uva da tavola. I funerali si sono svolti ieri pomeriggio a Bari, presso la Chiesa di Sant'Andrea.

Nato a San Severo (FG) il 29 agosto 1949 e laureatosi in Scienze Agrarie all'Università Aldo Moro di Bari, Colapietra è tuttora considerato uno dei principali esperti italiani di viticoltura dell'uva da tavola, tecniche colturali e gestione del vigneto, innovazione varietale e sostenibilità produttiva, lasciando un'impronta indelebile. La sua instancabile attività scientifica è stata sempre indirizzata al miglioramento delle pratiche colturali sia per le uve precoci che per quelle tardive. In particolare, si è distinto per i fondamentali lavori scientifici su fitoregolatori, nutrizione idrica e minerale, e tecniche di impianto. È stato inoltre coordinatore scientifico di importanti progetti nazionali (PON) focalizzati sulla sostenibilità della viticoltura e sull'innovazione nella filiera dell'uva da tavola.

© Rossella Gigli | FreshPlaza.it

Autore di oltre 220 pubblicazioni scientifiche, lascia in eredità al settore opere monumentali: oltre al noto "L'uva da tavola: la coltura, il mercato, il consumo", edito da Il Sole 24 Ore, ha firmato il fondamentale manuale "Il comparto dell'uva da tavola – Aspetti tecnici, produttivi e commerciali". Un volume poderoso di circa 800 pagine e 22 capitoli che rappresenta la sintesi magistrale delle conoscenze maturate in tutta la sua carriera.

Non è stato, tuttavia, un ricercatore chiuso nei laboratori: la sua è stata una vita spesa sul campo e tra gli operatori. Dal 1997 ha organizzato e presieduto in innumerevoli edizioni il Congresso Nazionale sull'uva da tavola, un evento divenuto punto di riferimento cruciale per l'intera filiera. Sua anche l'idea, insieme ad altri, nel lontano 1979, nell'istituire il Premio Internazionale "Il Grappolo d'Argento - Città di Rutigliano", nato per dare prestigio al territorio e alla coltivazione, a cui sono seguite altre iniziative come il premio "Bacca d'Oro".

Il suo lascito più grande vive nel ricordo dei professionisti e dei tecnici che lo hanno conosciuto.

L'imprenditrice Teresa Diomede ne ricorda l'indole instancabile: "Ha messo l'uva da tavola al centro della sua esistenza, in ogni sua declinazione: con eventi, libri e scuole di formazione". Pur con un carattere a volte percepito da alcuni come spigoloso, Diomede sottolinea come il motore di Mario Colapietra fosse "solo un grande entusiasmo per quello che faceva", ricordandone la sensibilità nell'aver "voluto mostrare e premiare la professionalità delle donne nella filiera viticola".

Un ruolo, quello di formatore e divulgatore, evidenziato anche dall'agronomo Maurizio Simone, che individua in Colapietra una delle poche figure che negli anni hanno dato un'impronta decisiva per la creazione di un settore oggi altamente tecnico. "Era un ricercatore tenace, che si dava moltissimo da fare" racconta Simone, ricordando in particolare la Scuola di viticoltura da lui creata nel periodo post-pensionamento: "Teneva corsi di 30 lezioni, dove chiamava esperti a insegnare ai tecnici e alle aziende agricole nozioni che spesso non si trovano sui libri accademici. È stato uno dei più grandi contributi che ha dato al territorio".

Infine il ricordo di Vittorio Filì, past president ARPTRA, che con Colapietra ha condiviso non solo la professione ma anche la seduta di laurea, restituisce l'immagine di una figura chiave per la tenuta del comparto in momenti storici complessi: "Tra la fine degli anni '90 e i primi 2000 la filiera manifestava una crisi profonda. Il merito maggiore di Mario è stato mantenere il comparto unito grazie al suo Congresso, raggruppando centinaia di coltivatori ed esportatori e contrastando l'individualismo". Filì lo definisce un "progressista", che guardava sempre al futuro, tanto da "organizzare corsi completamente gratuiti rivolti a giovani coltivatori, per formarli sull'impiantistica e sulle nuove coperture, a dimostrazione del suo profondo amore per la filiera". E riassume così la sua eredità: "Non credo che l'evoluzione della filiera avrebbe potuto raggiungere i livelli di oggi senza l'impegno e l'attività di Mario".

La scomparsa di Mario Colapietra lascia un vuoto incolmabile, ma anche la solida speranza che il "testimone" della sua opera divulgativa e del suo Congresso venga presto raccolto dalle nuove generazioni di professionisti che lui stesso ha così tenacemente contribuito a formare.

La Redazione di FreshPlaza si unisce al cordoglio di familiari, colleghi e amici.

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