È sorridente Patrizio Neri, presidente di Cesena Fiera, la società che organizza Macfrut. Lui è un ottimista di natura, ma in questo caso è anche sospinto dalle prospettive positive di una grande rassegna. "Sapete qual è l'aspetto che mi rende più felice? Che non ci sono state preclusione da parte di nessuno. Tante aziende e associazioni sono presenti perché vogliono esserci, non perché si sentissero obbligate".
Macfrut 2026 aprirà i tornelli domani, 21 aprile, presso il centro fieristico di Rimini. Nonostante le incertezze geopolitiche, non si sono registrate disdette di espositori da oltreconfine, così come sono confermate le centinaia di buyer prenotati. Vi sarà una nutrita la presenza di importatori dal nord-est Europa sui quali la fiera ha concentrato un'intensa attività di promozione.
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itPatrizio Neri
Freshplaza (FP): Presidente Neri, come imprenditore ha partecipato fin dall'inizio, negli anni '80, a Macfrut, mentre questa è la prima edizione da presidente. Emozionato?
Patrizio Neri (PN): Direi di sì, ma un'emozione sana, positiva. Sono emozionato dai pensieri positivi che mi arrivano dagli operatori, dalle aziende. Noto una buona effervescenza, una voglia di incontrarsi sul territorio nazionale. Dobbiamo essere orgogliosi del nostro comparto ortofrutticolo che, sebbene può e deve migliorare, è comunque uno dei più avanzati al mondo. Il settore sente la necessità di stringersi e confrontarsi in una kermesse che non sia solo mera esposizione.
FP: Il lavoro, anche quest'anno, è stato tanto?
PN: Certo, e per questo devo ringraziare pubblicamente tutta la squadra di Cesena Fiera. Ci sono tanti giovani pieni di entusiasmo e competenza, affiancati da persone con più esperienza: un mix perfetto. Allo stesso modo va elogiato il Consiglio di Amministrazione. Abbiamo continuato ad investire tempo e risorse per missioni all'estero e tutto il lavoro ha portato buoni frutti. Ma anche in Italia abbiamo avvicinato tante aziende, in modo particolare quelle che si erano allontanate e aspettavano solo una chiamata: in taluni casi la risposta è stata non solo affermativa, ma entusiasta.
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FP: Il suo essere imprenditore l'ha facilitata in questo ruolo?
PN: Credo di sì. La mia lunga esperienza nel settore, dovuta anche, ahimè, alla carta di identità, mi ha fatto conoscere nel tempo tantissime imprese. Inoltre, come imprenditore sono consapevole delle esigenze di un'azienda che investe soldi in una fiera per avere visibilità: abbiamo cercato di lavorare proprio in questa direzione, vale a dire creare possibilità di incontri, mettere tanti contenuti scientifici e valorizzare le istanze di ciascuno senza esclusioni.
FP: A proposito di contenuti scientifici, come vi siete mossi?
PN: La reintroduzione del Comitato tecnico-scientifico ha dato una spinta decisiva nei contenuti. In fiera ci saranno tantissimi incontri, sia organizzati direttamente dalla fiera, sia dalle aziende ed enti di ricerca. Se un imprenditore o un tecnico cercano le ultime scoperte scientifiche e tecniche in campo ortofrutticolo, non possono mancare a Macfrut.
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FP: C'è un evento in particolare che le sta a cuore?
PN: Sono tanti, difficile citarne uno. Ma, dato che me lo chiede e considerata la stagione, direi che il Summit internazionale sulle drupacee rappresenta un appuntamento da non perdere per chi produce e commercializza questa categoria di frutta. Si terrà mercoledì 22 alle 15 e delineerà le prospettive future del comparto pesche e nettarine dell'area mediterranea proprio all'approssimarsi della campagna. Sono certo che, grazie all'elevata scientificità dell'evento, sarà un successo che diventerà un appuntamento fisso. Macfrut, in questa collocazione temporale, è la rassegna ideale per fare il punto della campagna estiva.
FP: Nessuna competizione con altre fiere?
PN: Assolutamente no, ad esempio rispetto a Madrid ci si compensa, considerata la loro collocazione nel calendario. Secondo me questo periodo di aprile è il migliore per Macfrut, con un eventuale scostamento di qualche giorno a seconda di quando cade la Pasqua.
FP: L'Italia deve vendere all'estero per mantenere alta la propria competitività…
PN: Certamente, per questo abbiamo lavorato tanti mesi per raggiungere imprese in tutti i continenti. Un grazie particolare va ad Agenzia ICE che ha rafforzato il suo impegno verso Macfrut, a sostegno dell'internazionalizzazione della filiera ortofrutticola italiana. ICE porterà in fiera 800 operatori esteri da 80 Paesi che, sommati all'intensa attività nel corso dell'intero anno del nostro Ufficio estero, fanno di questa edizione la più internazionale di sempre. Merito anche di un rinnovato approccio nell'attività di scouting con azioni mirate che ci hanno consentito di intercettare specifici buyer dell'intera filiera.
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FP: Le imprese però faranno il proprio bilancio alla fine della kermesse
PN: Ne sono consapevole, da imprenditore quale io sono. Ma sono molto fiducioso: una fiera di successo è frutto dell'entusiasmo e del lavoro svolto non solo dall'ente organizzatore, ma anche dalle aziende che si preparano, invitano, partecipano con azioni propositive. E fino ad oggi ho toccato tutto ciò. Un grazie di cuore quindi a tutte le aziende che ci hanno accordato la propria fiducia.