Provare a cambiare qualcosa: mentalità, obiettivi, tecniche di coltivazione, tipologie di prodotti, metodi di vendita. Insomma, occorre fare qualcosa e non rimanere immobili se si vuole salvare l'agricoltura. Se ne è parlato mercoledì 15 aprile 2026, durante un convegno organizzato dalla lista civica "Siamo Longiano" (Forlì-Cesena).
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itAll'evento ha partecipato una quarantina di persone
Relatori sono stati Gabriele Ferri, direttore di Naturitalia, Alessandro Giunchi, amministratore Unico del Mercato di Cesena e Nicolas Gobbi, titolare dell'azienda Family Farm. Ospite d'eccezione Patrizio Neri, presidente di Macfrut.
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itGabriele Ferri
"Senza cambiamento si perde competitività – ha detto Ferri – ma in quest'ottica il mancato ricambio generazionale è deleterio per il sistema. Negli anni abbiamo perso tantissime coltivazioni, per motivi svariati, anche a livello locale. Penso, ad esempio, alla importante produzione di piselli che vi era in queste colline, specie a Roncofreddo, e che oggi è praticamente scomparsa. Ma anche le ciliegie potrebbero tornare ad essere una buona opportunità, sia in pianura sia in collina. Poi però, questi buoni propositi, si scontrano con una dura realtà fatta di mancanza di manodopera, carenza di acqua in certe zone, bassa disponibilità di molecole efficaci per la difesa".
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itAlessandro Giunchi
Giunchi ha ricordato che i consumi, e i metodi di acquisto, stanno inesorabilmente cambiando, e da questo deriva la crisi dei mercati all'ingrosso in Italia. "Per trovare nuove opportunità e per superare la difficoltà di reperire personale, i mercati devono adeguarsi all'anno in cui siamo, cioè il 2026. Pensare che oggi possa funzionare un modello che è tale da decenni, è utopistico. Magari negli anni 70-80 era normale lavorare di notte, oggi non è più così. Per questo occorre virare verso un cambiamento di orario, che sia diurno, per facilitare non solo la vita degli operatori del mercato, ma anche dei clienti, specie quelli che vengono da più lontano. Perché un mercato deve essere un hub non solo logistico, ma di produzioni di alta qualità coltivate nei territori".
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itPatrizio Neri
A Patrizio Neri, presidente di Macfrut, è stato chiesto (dalla platea in cui era seduto come uditore) di intervenire per invitare alla imminente fiera. "Sono molto contento – ha detto – perché davvero l'edizione 2026 sarà inclusiva e tutti gli operatori, espositori e visitatori, si sentiranno come a casa, la casa dell'ortofrutta".
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itNicolas Gobbi
E' stata poi la volta del 32enne Nicolas Gobbi, titolare di un'azienda agricola nel territorio. "Coltivo quasi 3 ettari di albicocchi, poi olivi, vigneto, estensive. Abbiamo un agriturismo con ristorazione e possibilità di pernottamento. In media abbiamo 3000 presenze l'anno, per lo più dall'estero. Parlo più in inglese e in tedesco che non in italiano, durante la giornata. I turisti cercano territori belli da vedere, in cui rilassarsi, e prodotti autentici da comprare. Vino, olio, frutta, confetture: questa è la nostra ricetta e siamo molto soddisfatti".
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itGobbi, Ferri e Giunchi
Fra gli interventi del pubblico da annotare quello di Germano Gabanini, presidente dell'Associazione Agricoltori Romagnoli Attivi. "Come associazione svolgiamo noi quel ruolo che altri dovrebbero fare, cioè un'azione sindacale. Il mondo agricolo deve prendere sempre più consapevolezza di sé e anche incontri come questo, con la competenza di esperti, aiutano a non sentirsi abbandonati e ad avere nuove idee e nuovi spunti imprenditoriali. Il confronto è molto importante".