È ormai da qualche anno che la castanicoltura, grazie anche al contributo tecnico scientifico del Centro di Studio e Documentazione sul Castagno di Marradi (CSDC) fa bella mostra di sé attraverso la sua partecipazione a Macfrut.
"Le castagne – spiega l'esperto Luciano Trentini, referente del Centro Studi e Documentazione sul Castagno di Marradi - quasi sempre annoverate fra la frutta a guscio, devono invece essere considerate (insieme ai marroni) frutta fresca. Il castagno, vista la sua importanza in termini di superficie coltivata (oltre 40.000 ettari in Italia) è in grado di fornire una produzione superiore alle 60.000 tonnellate di frutti freschi. Questi numeri collocano la specie fra le principali specie frutticole italiane più coltivate".
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Il 90% di castagneti presenti in Italia appartengono alla specie di Castanea sativa, comunemente chiamato "Castagno europeo". Le varietà di castagne attualmente coltivate sono circa 150. In alcune regioni ha una grande importanza il marrone presente soprattutto in Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, ma anche al centro Sud. Questo frutto si differenzia dalle castagne per le sue caratteristiche organolettiche e per questo, sul mercato, spunta prezzi decisamente superiore rispetto alla castagna. In questi ultimi anni sono stati introdotti ibridi euro giapponesi che occupano complessivamente una superficie modesta, circa 3000 ettari. Queste nuove varietà sono apprezzate soprattutto per la loro precocità e il calibro, ma non tutte per la loro qualità organolettica.
"Come si può dedurre da queste brevi note – continua Trentini - è la castanicoltura tradizionale, quella storica, quella che fornisce la maggiore quantità di frutti raccolti in castagneti coltivati molti dei quali hanno ormai più di cento anni. Fra loro si trovano anche esemplari, i così detti "Patriarchi" che hanno raggiunto i 300 anni e più. La castanicoltura italiana trova la massima espressione produttiva nella regione Campania dove la superficie coltivata si avvicina ai 14.000 ettari; segue la Calabria con 7.500 ettari, la Toscana e il Lazio con 5.500 ettari cadauna e l'Emilia-Romagna con circa 3.000 ettari".
Secondo dati stimati, si può affermare che castagne e marroni raccolti in Italia ed immessi sul mercato come materia prima fresca, possano rappresentare un valore complessivo che si aggira intorno ai 180- 200 milioni di euro, considerati franco azienda produttore. "A questa produzione (60-65.000 tons) occorre, per soddisfare il fabbisogno nazionale, aggiungere il prodotto importato che, nel 2025, nonostante la buona produzione nazionale, pare avere superato un valore di 35 - 40 milioni di euro. Molto importante per il nostro paese è l'export che supera i 55 milioni di euro fra castagne fresche e sgusciate".
Trentini conferma inoltre che, "a fronte di un invecchiamento dei castanicoltori, è necessario anche un ammodernamento dei castagneti per attrarre un numero sempre crescente di giovani. Bisogna continuare quindi l'azione di recupero di vecchi impianti già intrapresa, affiancando però a questa l'impianto nuovi castagneti-frutteto, operazione indispensabile per integrare la produzione mancante e ridurre nel contempo le importazioni. Questi nuovi impianti, più facilmente gestibili e meccanizzabili, facilitano il compito del castanicoltore".
Un secondo aspetto molto importante è legato ai consumi che tendenzialmente calano. È necessario fare conoscere castagne e marroni alle nuove generazioni perché i giovani consumatori sono quelli meno avvezzi ad alimentarsi di questo frutto che invece è ricco di caratteristiche nutritive importanti.
Foto d'archivio Macfrut 2023: al centro, Luciano Trentini ed Elvio Bellini del Centro Studi e Documentazione del Castagno di Marradi. Primo a sinistra, Renzo Panzacchi
I dati relativi al consumo di castagne e marroni nella GDO italiana individuano nel 27% l'indice di penetrazione nelle famiglie italiane e confermano che solo il 6% dei consumatori sotto i 34 anni lo acquistano. Gli ultra sessantacinquenni, sono invece quelli che trainano gli acquisti (45% del totale). Serve dunque un'azione incisiva per promuovere castagne e marroni e le loro proprietà nutrizionali.
"Il CSDC e altre importanti imprese del settore produttivo e commerciale – prosegue Trentini - dopo i lusinghieri risultati ottenuti negli anni scorsi hanno scelto ancora una volta Macfrut per portare questa specie in una delle fiere più importanti del settore ortofrutticolo. Dal 21 al 23 Aprile infatti Macfrut, sempre in collaborazione con il CSDC nell'area Meeting Castagno posizionata nel Padiglione A1, organizza una serie di incontri tecnici che prendono in considerazione aspetti relativi alla coltivazione del castagno, aspetti economici, fitosanitari, promozionali, organizzativi, di ricerca.
"Sarà anche l'occasione per il CSDC - conclude Trentini - per presentare la nuova Xiloteca oggi in via di completamento che vedrà protagonista il castagno insieme ad altre specie frutticole di rilievo. Una importante opportunità per tutti coloro che sono alla ricerca delle ultime novità del settore".
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