Nel settore ortofrutticolo, il packaging sta assumendo un ruolo sempre più strategico: non solo protezione, ma anche sostenibilità, comunicazione e valore aggiunto per il prodotto. Accanto alle soluzioni tradizionali, stanno emergendo nuove tecnologie in grado di ridurre l'impatto ambientale e migliorare il posizionamento dei prodotti sugli scaffali, aprendo scenari interessanti per produttori e distribuzione.
Tra queste, si inserisce l'approccio sviluppato da Bonfitaly, che propone un packaging edibile e biodegradabile realizzato da sottoprodotti agroalimentari. L'idea è semplice quanto radicale: non gestire il rifiuto, ma eliminarlo alla base. Una visione che trova applicazione anche nel comparto ortofrutticolo, dove il packaging può diventare parte integrante dell'esperienza di consumo o scomparire naturalmente senza lasciare traccia.
© Bonfitaly
Elżbieta Danielska (fondatore e Ceo) e Sandro Bonfini (co-fondatore) di Bonfitaly
Per rispondere alle esigenze della Grande distribuzione organizzata e del settore ortofrutticolo, l'azienda ha avviato una collaborazione con un partner agricolo delle Marche, con l'obiettivo di creare contenitori su misura, sia nella forma sia nella composizione. Il percorso non è stato immediato: i primi prototipi, a contatto con ortaggi come il radicchio e sottoposti a lunghi periodi in celle frigorifere, tendevano a perdere resistenza e struttura.
Attraverso una serie di test e miglioramenti progressivi, si è però arrivati a un risultato concreto: vaschette capaci di mantenere integrità e funzionalità per 10-15 giorni in refrigerazione. "Questo traguardo rende possibile il loro impiego quotidiano nelle linee di confezionamento, semplificando la gestione dei prodotti all'interno dei punti vendita – spiega Elżbieta Danielska, fondatore e Ceo di Bonfitaly – Un ulteriore vantaggio emerge nella fase finale del ciclo di vita: quando il prodotto non è più commerciabile, l'intera confezione può essere smaltita direttamente nell'organico. Ciò significa meno operazioni manuali, minore impiego di personale e una significativa riduzione dei costi legati allo smaltimento".
Come sottolinea Danielska: "Chi utilizza le nostre vaschette ottiene un risparmio concreto in termini di tempo, risorse umane e costi. Sebbene la bioplastica sia teoricamente compostabile, nella realtà finisce spesso tra i rifiuti indifferenziati. Con i nostri materiali questo rischio viene eliminato: si degradano naturalmente, senza lasciare residui".
© Bonfitaly
La start-up ha già sperimentato con successo le proprie soluzioni su una vasta gamma di prodotti: dal radicchio alle cipolle, dal sedano alle carote, fino a mirtilli, funghi e persino salsicce. Ogni applicazione richiede una formulazione specifica, poiché la crusca, materia prima alla base del processo, presenta caratteristiche variabili che impongono adattamenti mirati.
Partecipazione a Macfrut
Dal 21 al 23 aprile 2026, Bonfitaly sarà presente in fiera con un proprio spazio nell'area startup (Stand 21), dove sarà possibile vedere e toccare con mano i materiali, capire le applicazioni concrete per l'ortofrutta e confrontarsi direttamente con il team. "Per chi opera nel settore, si tratta di un'occasione per osservare da vicino una direzione che potrebbe cambiare il modo in cui il packaging viene progettato, utilizzato e percepito lungo tutta la filiera", sottolinea Danielska.
Questo approccio sarà al centro della conferenza "Ortofrutta senza rifiuti - Dal campo al packaging del futuro", organizzata da Bonfitaly, insieme a professionisti e aziende della filiera, in programma il 21 aprile alle 13:30 nella Start-Up Arena (Padiglione B1) di Macfrut. Interverranno diversi attori del settore agricolo, dell'innovazione e della sostenibilità, per confrontarsi su come il packaging possa evolvere da costo a leva strategica.
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Per maggiori informazioni:
Elżbieta Danielska - fondatore e Ceo
+39 377 35 13 199
Bonfitaly Srl
Via G. Mameli n. 42 scala A int. 114
61121 Pesaro (PU) - Italy
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