Terminato il tour de force delle feste natalizie, con tutto lo stress annesso e connesso alimentato da attese più o meno realistiche, picchi di richieste e ansia da prestazione, gennaio parte con volumi soft, anzi in leggera contrazione e alcuni segmenti tipici del periodo che faticano a prendere quota.

Il mondo brassiche ha latitato a inizio mese, con il prodotto nazionale quasi inesistente a causa dei ritardi di maturazione in campo; al contempo, tutti gli agrumi siciliani sono al minimo di ritirato in virtù dell'andamento climatico anomalo che non suggerisce quei fabbisogni aggiuntivi di vitamina C nella dieta quotidiana.

Giancarlo Amitrano responsabile ufficio acquisti ortofrutta della catena Cedigros

Da metà mese in poi, però, i tasselli del puzzle si sono ricomposti e l'assetto ortofrutticolo nazionale ha ripreso il suo vigore standard per il periodo.

Ovviamente giocano a favore sia il ristabilirsi delle quote produttive di cavolfiori vari negli areali nazionali più vocati sia un ribasso delle temperature verso gradi consoni al mese in corso e che tipicamente favoriscono i consumi di verdure da cuocere e di frutti a carica vitaminica.

Se da un lato la produzione non presenta quindi ammanchi di merce tali da costringere a sfiancanti ricerche delle quote necessarie, le vendite stentano però a rialzare la testa e sonnecchiano al limite delle controcifre. Urge la necessità di alimentare le proposte a sostegno dei volumi per incentivare i mercati al ritiro e uscire dal purgatorio del boring marketing.

In questo senso, ho notato un proliferare della azioni spot weekend a tema ortofrutta su varie insegne, in particolare veicolate tramite i canali radio, che vanno a comporre una nuova figura ibrida nel panorama GDO tricolore: il nuovo genoma EDLP (Everyday Low Prices, in italiano "politica dei prezzi bassi tutti i giorni") misto a promozionale standard.

Del resto, la buona disponibilità di merce in campo ben si presta a contrattare tagli prezzo a fronte di promesse di volumi aumentati, concentrati o meno che siano nel fine settimana. Inoltre, tale metodo permette di riposizionare più velocemente i listini verso il basso dopo i picchi avuti nel periodo di latitanza di prodotto. Sì, perché si nota una rapidissima proattività nel panorama fornitori a chiedere gli aumenti, a volte ancor prima che ci siano effettivi cali di produzione, bensì meri sentori, e una proporzionale assenza di propositività al momento dei ribassi.

In questo gioco degli opposti, il buyer deve barcamenarsi tra il lesinare le concessione nella prima fase e il prevedere tagli nella seconda, perché è un attimo che la referenza si blocchi completamente alla minima avvisaglia di posizionamento fuori mercato.

Ormai i punti vendita, e non so se avete anche voi colleghi buyer questa avvisaglia di evoluzione darwiniana, sono diventati dei veri fenomeni di fruttamanzia: triplicano inesorabilmente gli ordini al sentore di possibili inevasi, con la stessa velocità con cui li dimezzano nei momenti di esubero!

Senza voler paragonare l'ortofrutta al mondo delle referenze industriali, occorre però sollevare anche nel nostro settore un forte richiamo alla corretta formulazione dei listini: nel ricordare la decisione sorprendente presa da alcune insegne di sospendere noti brand dall'esposizione a scaffale a causa di aumenti ritenuti ingiustificati, è corretto prospettare sospensioni similari, più o meno temporanee, per i prodotti della terra che continuino ingiustificatamente a rimanere sulla luna!

Giancarlo Amitrano
responsabile ufficio acquisti ortofrutta
catena Cedigros

(Rubrica num. 35)