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Nella prima giornata di Rivoluzione Bio presentati i dati dell'Osservatorio Sana 2023

Biologico italiano: crescita a valore confermata, rallentano i volumi venduti

Il biologico italiano continua a crescere: lo confermano i dati su superfici agricole, operatori ed export. Positive anche le performance del mercato interno, grazie al traino dei consumi fuori casa e a una ripresa a valore dei consumi domestici. Quest'ultima certamente spinta dalle dinamiche inflattive, data la lieve flessione riportata a volume nella distribuzione moderna.

"L'interesse del consumatore per il biologico è confermato, ma l'attuale contesto economico, i consumi in forte revisione per lo scenario inflattivo e gli stili di vita e alimentari in continuo mutamento rappresentano fattori di condizionamento del mercato".

A dichiararlo è stata Silvia Zucconi (nella foto sotto), chief operating officer di Nomisma, durante la presentazione dei dati dell'Osservatorio Sana 2023, nel corso della prima giornata di Rivoluzione Bio 2023, gli Stati generali del biologico, organizzati in collaborazione con FederBio e AssoBio, realizzati con Nomisma, nel quadro del progetto BEING ORGANIC IN EU gestito da FederBio, in partenariato con Naturland DE e cofinanziato dall’Ue nell’ambito del Reg. EU n.1144/2014.

"La crescita a valore è confermata, ma a fronte di un rallentamento dei volumi venduti. Fondamentale dunque promuovere efficaci azioni di informazione verso i consumatori con l'obiettivo di rafforzare conoscenze e consapevolezza sui valori del biologico e sulle garanzie sottostanti la certificazione. In questa logica, determinanti le opportunità legate alle iniziative del Piano di Azione Nazionale per l'agricoltura biologica, a partire soprattutto dalla scuola e dal coinvolgimento delle nuove generazioni, che rappresentano oggi più che mai i pilastri per porre le basi di una corretta educazione alimentare".

"Inoltre - ha aggiunto Zucconi - è fondamentale sgombrare il campo da elementi di confusione, relativi al profilo della sostenibilità ambientale di un prodotto. Il 40% dei consumatori è confuso dalla presenza di green claims, favorendo attività informative sul punto vendita che per il 92% dei consumatori rappresentano un elemento molto efficace per comprendere le caratteristiche di sostenibilità ambientale del prodotto biologico".

I risultati della consumer survey Nomisma su 1.000 responsabili degli acquisti alimentari italiani hanno mostrato come la consumer base di prodotti bio sia rimasta costante rispetto allo scorso anno (89% della popolazione 18-65 anni ha acquistato consapevolmente almeno un prodotto alimentare bio nell'ultimo anno). Chi acquista bio sceglie principalmente in base all'origine: il 29% seleziona prodotti bio 100% italiani, un ulteriore 17% quelli di origine locale/km 0 e l'11% cerca l'ulteriore presenza del marchio Dop/Igp. Anche la marca gioca da sempre un ruolo fondamentale nella scelta dei prodotti bio da mettere nel carrello (l'8% preferisce la marca industriale e il 7% la marca del supermercato).

Italia: top exporter di prodotti agroalimentari biologici
Positiva anche quest'anno la performance dell'export di prodotti agroalimentari italiani bio che raggiunge i 3,6 miliardi di euro nel 2023, segnando una crescita dell'8% (anno terminante a luglio) rispetto all'anno precedente. Nonostante si registri una crescita più contenuta rispetto allo scorso anno, comunque in linea con l'export agroalimentare nel complesso, il riconoscimento per il bio made in Italy sui mercati internazionali risulta rafforzato dall'evoluzione di lungo periodo (+189% rispetto al 2013) e dal crescente ruolo del bio sul paniere dei prodotti made in Italy esportati (il peso nel 2023 ha raggiunto oggi il 6% a fronte del 4% registrato dieci anni fa).

"L'Italia si conferma top exporter di prodotti agroalimentari Bio in Europa. Qualità dei prodotti, apprezzamento dei consumatori per il made in Italy e sistema di tracciabilità garantito dal marchio bio sono stati i principali fattori di successo secondo le nostre imprese", dichiara dichiara Evita Gandini (nella foto sotto), head of market insight di Nomisma. "L'intera filiera necessità però di sostegno in questo momento di grande criticità, che vede un aumento vertiginoso dei costi dell'energia e delle materie prime: oltre l'80% delle aziende segnala questo come ostacolo principale da affrontare nei prossimi 6-12 mesi".

Le aziende bio italiane dimostrano dunque la loro resilienza, nonostante un contesto fortemente condizionato da scenario inflattivo, emergenze energetiche e climatiche. "In tale contesto, resta fondamentale la collaborazione fra ICE Agenzia, FederBio e Nomisma attraverso la piattaforma ITA.Bio a supporto dell'internazionalizzazione delle imprese bio italiane".