Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto

State utilizzando un software che blocca le nostre pubblicità (cosiddetto adblocker).

Dato che forniamo le notizie gratuitamente, contiamo sui ricavi dei nostri banner. Vi preghiamo quindi di disabilitare il vostro software di disabilitazione dei banner e di ricaricare la pagina per continuare a utilizzare questo sito.
Grazie!

Clicca qui per una guida alla disattivazione del tuo sistema software che blocca le inserzioni pubblicitarie.

Sign up for our daily Newsletter and stay up to date with all the latest news!

Registrazione I am already a subscriber
Dall'analisi di Nomisma per la piattaforma ITA.BIO

Biologico in Messico: frutta e verdura fresca tra i prodotti più acquistati

"In una fase di mercato in cui il biologico mostra delle difficoltà sul mercato interno europeo, è necessario ampliare l'orizzonte anche ad altri mercati, con prospettive quantitativamente importanti. Il biologico in Messico è ancora un settore di nicchia, ma ha ampie potenzialità di sviluppo, considerando che solo nell'ultimo anno le vendite di alimenti bio hanno fatto registrare un incremento del 12%". Così Paolo Carnemolla, segretario generale di FederBio, in occasione del sesto forum ITA.BIO, la piattaforma online di dati e informazioni per l'internazionalizzazione del biologico Made in Italy curata da Nomisma e promossa da ICE Agenzia e FederBio. L'evento dal titolo "Internazionalizzazione del BIO Made in Italy: focus Messico" si è tenuto nel pomeriggio di ieri, 7 giugno 2023.

"Il Messico è dunque un mercato interessante per le aziende dell’agroalimentare bio italiane, che puntano a crescere a livello internazionale. Nel Paese, il biologico italiano è percepito come sinonimo di alta qualità. In questo contesto la piattaforma ITA.BIO, dedicata all’internazionalizzazione del bio made in Italy, rappresenta un importante strumento di supporto per le imprese che vogliono posizionarsi o incrementare la presenza in questo mercato, fornendo contatti e informazioni utili per orientare le strategie commerciali".

Diverse le evidenze emerse dall'indagine sui consumatori messicani (mille interviste, a responsabili degli acquisti che risiedono nelle principali città messicane, con una profilazione che ha privilegiato le famiglie a medio-alto reddito), illustrate da Silvia Zucconi, responsabile market intelligence Nomisma.

"Il Messico è stato uno dei mercati di interesse, sollecitato dalle aziende che seguono www.ita.bio - ha esordito Zucconi - Il Messico conta 129 milioni di abitanti, oltre la metà ha un'età inferiore ai 28 anni. Lo scenario macroeconomico del Paese è positivo: il PIL sta crescendo, con un'inflazione rallentata rispetto all'Italia. Al di là del focus sulla giovane età che caratterizza il mercato, quello sulla salute non deve essere trascurato: il 72% degli adulti messicani è sovrappeso o obeso. Il Messico è, infatti, il secondo Paese al mondo a rischio obesità. Sono in atto politiche di prevenzione, come la Soda Tax del 2014 e il divieto di bibite zuccherate per i minori del 2020".

"Questo è un elemento positivo per delineare le potenzialità del biologico nel Paese - ha continuato Zucconi - Anche perché in Messico, il bio è ancora relegato a una sorta di nicchia, dal punto di vista dell'offerta. Seppure in crescita del 10% rispetto al 2020, le superfici sono limitate a 238mila ettari, con uno 0,2% sul totale della SAU".

Con un valore di 59 milioni di euro, il Messico si posiziona solo al 35esimo posto nella classifica globale del bio in termini di quota di mercato. Il trend è però molto positivo, con una crescita del 12% solo nell'ultimo anno e una previsione di un 7% medio annuo in più fino al 2026, guidato da una consumer base giovane e sempre più attenta a benessere e salute.

Il consumatore bio in Messico
Dunque trend salutistici e maggiore attenzione alla qualità dei prodotti che i messicani portano a tavola. Negli ultimi 2-3 anni il 46% degli intervistati ha aumentato in generale il budget dedicato alla spesa alimentare, il 36% ha speso di più per acquistare prodotti gourmet di importazione e il 28% dichiara di aver incrementato gli acquisti di prodotti di origine vegetale.

In tale contesto si inserisce il consumo di prodotti biologici, che risulta infatti legato principalmente a una scelta salutistica: il 72% dei consumatori che acquista prodotti biologici lo fa perché sono più sicuri per la salute, perché possiedono proprietà nutritive migliori (secondo il 54%) e, in generale, perché hanno qualità superiore (37%).

Il ruolo del biologico nei criteri di acquisto, oggi
"Un elemento sicuramente importante che guida le scelte alimentari dei consumatori messicani è la marca. L'elemento bio raggiunge invece solo il 10%. Poi c'è l'area del prezzo, con un 25%. Le imprese italiane, che hanno un focus sul mercato messicano, devono lavorare quindi sulla riconoscibilità e sulla reputazione della marca principalmente".

Se è vero che il biologico in Messico passa soprattutto da iper e supermercati generalisti (Walmart, La Comer, Chedraui), tanto che quasi due terzi acquista bio principalmente presso questo canale, i ristoranti e i wine bar evidenziano comunque grosse potenzialità: ad oggi solo l'8% ha consumato pasti bio fuori casa. Dalla fine del 2021 ad oggi, però, i consumi away from home in Messico presentano un trend di crescita costante, con una quota crescente di consumatori che ritiene importante la presenza di ingredienti o piatti bio nel menù di un ristorante. Altri canali di interesse per il biologico sono gli specializzati bio (punti vendita come Hanseakit o Ingredienta) che vengono scelti come punto di riferimento dalla consumer base.

Prodotti per cui il biologico è la prima scelta del consumatore messicano
"Il consumatore riferisce che molto spesso l'elemento bio è la prima scelta di acquisto in alcune categorie. Questo accade soprattutto per le tipologie di prodotti collegati alla frutta e agli ortaggi freschi. Il 59% di chi acquista ortofrutta bio riferisce che l'elemento portante della prima scelta è proprio quello del biologico. Questo stesso discorso vale per i prodotti di origine animale (latte, carne, formaggi e salumi). Ma sono formaggi, pasta e vino i prodotti per i quali il consumatore messicano è più interessato al binomio biologico/Made in Italy", ha spiegato Zucconi.

L'italianità è un elemento positivo e importante: rappresenta un valore per il consumatore messicano. Senza dubbio, il Made in Italy bio ha ottime prospettive di sviluppo in Messico: 2 consumatori su 3 si dicono certamente interessati ad acquistare un prodotto biologico italiano se lo trovassero presso il punto vendita che frequentano abitualmente. Per gli incerti, il prezzo elevato è l'ostacolo rilevante che potrebbe però essere superato, grazie a una buona comunicazione e informazione sul prodotto, in particolare in merito al buon impatto sulla sua salute.

"La possibilità di conoscere i prodotti tramite assaggi o materiali nella Grande distribuzione o presso i ristoranti potrebbe risultare una delle leve più efficaci per avvicinare il bio Made in Italy al consumatore messicano, fortemente sperimentatore ma, al contempo, bisognoso di rassicurazioni riguardo le proprie scelte alimentari, e di informazioni sui prodotti alimentari che acquista", ha concluso Zucconi.

Grandi opportunità in Messico per il bio italiano
"Siamo in un Paese giovane e in crescita costante, che sta cercando di modificare, almeno nella fascia più alta di consumo, le abitudini di vita e alimentari per vivere meglio e in maniera sana", ha dichiarato il direttore di ICE Messico, Giovanni Luca Atena. "Con un'adeguata campagna di informazione nutrizionale, principalmente legata alla politica del governo messicano, un'alimentazione più salutare vedrà certamente protagonista il biologico italiano crescere sulle tavole dei messicani".