Uve pugliesi: buoni presupposti per la nuova stagione, ma il caldo fa tremare produttori

La campagna dell'uva da tavola pugliese è ai nastri di partenza. Nonostante ci sia qualche imprenditore che ha già iniziato a commercializzare le primissime cassette di uva Victoria e Black Magic già dallo scorso weekend, la maggior parte delle aziende partirà con la raccolta solo dalla prossima settimana (la 28esima del 2022).

L'andamento climatico degli ultimi 40 giorni ha permesso un'accelerazione della fase di crescita della pianta e del frutto, facendo così recuperare quei giorni di ritardo accumulato nei mesi primaverili, ma ora a preoccupare gli agricoltori è proprio il caldo torrido, oltre che la frequenza e la durata degli anticicloni africani sul nostro Paese. I grappoli si presentano qualitativamente ottimi dal punto di vista estetico e del sapore.

Da quanto ci riferiscono alcuni produttori della provincia di Taranto e Bari, al momento per l'attuale annata si prevedono rese per ettaro soddisfacenti (quasi come il 2021) e una qualità delle produzioni sicuramente maggiore rispetto a un anno, il timore, però, è che le prossime ondate di caldo possano compromettere qualità e rese delle coltivazioni, rendendo complicata la raccolta. La carenza di manodopera rimane una problematica seria e, con un clima poco favorevole, le cose potrebbero peggiorare.

La crisi idrica è un altro fattore preoccupante: in questi giorni torridi, nei vigneti le ore di irrigazione sono raddoppiate, proprio perché l'evapotraspirazione è elevata. La paura di possibili razionamenti dell'acqua potrebbe generare un ulteriore stress alla pianta. In Puglia, la subirrigazione non è per niente diffusa e viene utilizzata solo dal 10% delle aziende che producono uva. Il caldo sta costringendo le imprese a effettuare gli interventi di difesa e di nutrizione nelle ore serali o in quelle notturne, su 2 turni: dalle 19:00 alle 2:00 e poi dalle 4:00 alle 11:00.

Le prime uve precoci sono state vendute a 0,20-0,25 €/kg in meno rispetto all'esordio della precedente stagione, nonostante i produttori continuino a denunciare costi di produzione cresciuti di circa il 40%, tra manodopera, energia e imballaggio. Avremo un quadro commerciale più chiaro non prima della fine della prossima settimana.


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