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Il pugliese Angelo Franchini, socio Op APOC:

"Prezzo gasolio, guerra e mancanza di manodopera sono le incognite per la stagione dell'uva da tavola"

"Improvvisarsi coltivatori di uva da tavola non è possibile: oltre ad essere un grande investimento economico, un vigneto è un impegno quotidiano in campo. E' un lavoro che si tramanda di generazione in generazione e che necessita di grande passione. Se solitamente si fatica a portare a casa margini soddisfacenti, guardando alla situazione che stiamo vivendo in questo momento, con l'aumento dei costi e la guerra in Ucraina, non vedo molta luce in fondo al tunnel. E, di natura, tendo a essere sempre ottimista".

A dichiararlo è Angelo Franchini, che rappresenta la terza generazione di una famiglia di produttori di uva da tavola, la cui azienda agricola si estende su 35 ettari, situati nell'agro di Foggia. L'impresa è stata, una decina di anni fa, tra le prime nel foggiano a diventare socia della Organizzazione di produttori APOC, che ne cura la parte commerciale. "Il forte individualismo che si registra prevalentemente nel sud d'Italia può risultare un'arma a doppio taglio - continua Franchini - Facendo rete, e quindi affacciandosi sul mercato come forza unica, si ottiene di più".

"Se in passato eravamo forti sulle varietà Italia e Cardinal, e includevamo nella nostra gamma anche le uve Regina, Regina nera e altre cultivar ora scomparse, come la Ermedia, un'uva da tavola invernale tardiva, ora siamo orientati per il 60% su varietà innovative senza semi. L'uva seedless sta registrando un trend in crescita, negli ultimi anni, e man mano che ci rendiamo conto che le varietà tradizionali con seme non rendono più a livello commerciale, sradichiamo a favore delle nuove senza semi", spiega Franchini. "La scelta varietale è dettata dalla produttività, ma anche dalle richieste di mercato. In questo, i tecnici della APOC ci danno un gran supporto e ci consigliano su come e dove intervenire".

L'azienda coltiva uva da tavola con e senza semi, sia precoce che tardiva: Italia, Crimson, Superior Seedless® Sugraone, Regal e alcune varietà Arra.

Per coltivare uva da tavola, ormai i must sono due: reti anti-grandine e telo. "Le reti anti-grandine vengono stese in questi giorni, per scongiurare il pericolo di grandine o neve. Per quanto riguarda il telo, invece, c'è una doppia opzione: per alcune varietà, viene utilizzato subito, quindi nella fase attuale, per 'forzare' la maturazione e arrivare prima sui mercati; per altre cultivar, il telo viene collocato in fase di maturazione dei grappoli, nel periodo luglio-agosto, in funzione di protezione per i mesi a venire".

L'attuale fase fenologica nei vigneti vede gemme ancora dormienti. "Speriamo restino così ancora un po', in quanto è nevicato nei giorni scorsi - commenta Franchini - E le temperature continuano a essere basse".

"Coltivare uva da tavola richiede un gran numero di manodopera specializzata; è una coltura che non si può meccanizzare. Ed è proprio la mancanza di lavoratori che ci preoccupa già da tempo, quest'anno ancora di più. Ragion per cui siamo stati costretti a ridimensionare le coltivazioni".

"Inoltre, l'aumento dei costi fissi di produzione e la guerra in Ucraina, non fanno altro che generare ulteriori timori. Un esempio: il gasolio agricolo è triplicato. Siamo passati da 0,55 euro dello scorso anno a 1,50 euro di venerdì 11 marzo. E inoltre, con la minaccia incombente degli scioperi, è anche difficile approvvigionare le cisterne", sostiene il produttore.

"I prezzi dell'energia elettrica sono saliti alle stelle. In più, il caro petrolio si ripercuote sui costi dei teli, che noi sostituiamo ogni anno e che sono raddoppiati. Per non parlare dei prezzi ormai proibitivi degli anticrittogamici e dei concimi: siamo stati costretti a optare per alternative più naturali, seminando per esempio il favino, che d'inverno apporta azoto e sostanze organiche. Poi, per quanto riguarda la guerra, mi sembra quasi che le sanzioni alla Russia si stiano ripercuotendo maggiormente sull'Europa".

Infine, guardando alla nuova stagione dell'uva da tavola, Franchini sostiene: "Con queste premesse, la vedo dura. Inoltre, c'è l'incognita Russia: questo Paese ha sempre assorbito grandi quantitativi di uva da tavola, dove finirà quella quota? Se la strada sarà l'Europa, ci ritroveremo con un surplus di offerta e prezzi in calo".

Per maggiori informazioni:
Angelo Franchini
Azienda agricola Franchini Angelo
Foggia

APOC
Via R. Wagner K1 (P.co Arbostella)
84131 Salerno - Italy
+39 089 331758
www.apocsalerno.it

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