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Intervento di New Factor sull'attuale situazione

Noci italiane: fra grandi soddisfazioni e nodi da sciogliere

Passate le festività, periodo clou per la frutta secca, il mese di gennaio è sempre un'incognita. Parliamo della situazione di fine 2021 e inizio 2022 con Francesco Perego direttore vendite New Factor, che detiene il marchio Noci di Romagna.

"Anche quest'anno abbiamo registrato con soddisfazione un forte interesse per la nostra filiera della Noce italiana fin dai primi giorni della campagna: un riscontro positivo che è durato anche nei mesi successivi e ci ha permesso di chiudere l'anno con un significativo incremento a volume rispetto al pari periodo (ottobre-dicembre) dell'anno precedente. Sicuramente, ha avuto anche rilievo il noto ritardo del prodotto di importazione californiano, che ha permesso di lasciare maggiore spazio al prodotto nazionale nel periodo natalizio sui punti vendita".

Nel mese di gennaio, l'arrivo delle noci californiane e la coda degli stock di Natale, come di consueto, creano qualche settimana di rallentamento generalizzato nelle vendite. "Ma è una situazione dalle quale si sta comunque già uscendo negli ultimi giorni - precisa Perego - L'interesse per il prodotto nazionale resta alto da parte della Grande Distribuzione, che intende dare spazio al prodotto fino a fine campagna. Sul fronte dei prezzi, la situazione è tendenzialmente stabile, trattandosi di un prodotto di filiera che si presta in misura ridotta a speculazioni. Inoltre, in questi giorni è in partenza un importante progetto di Private Label che, coinvolgendo noi e altri player italiani, darà sicuramente ampia visibilità al prodotto italiano".

Francesco Perego (direttore vendite) e Alessandro Annibali (AD New Factor)

La conservazione procede regolarmente, i volumi sono in linea con le aspettative e il prodotto mantiene lo standard qualitativo che lo caratterizza. "Salvo eventi imprevedibili - aggiunge - ci aspettiamo di terminare in tarda primavera il prodotto sfuso nei calibri maggiori e di proseguire fino all'inizio dell'estate con il confezionato".

L'Italia non produce noci a sufficienza, rispetto ai consumi interni, A questo proposito, il direttore dice che "l'importazione dall'estero resta ovviamente significativa e copre la quota principale del consumo nazionale. Non possiamo attenderci che le cose cambino da qui a diversi anni, anche se la produzione nazionale è in aumento e crediamo che possa rappresentare sempre di più un punto di riferimento per i consumatori attenti al livello qualitativo del prodotto e alla filiera corta. E per quello che concerne l'esportazione, purtroppo, le noci italiane non hanno ancora trovato il giusto collocamento nel panorama extra-nazionale, anche se rileviamo un interesse crescente, con richieste di quotazione sia in Europa sia dal Medio Oriente. Siamo quindi fiduciosi che anche questo canale possa darci delle soddisfazioni, in futuro.

Non ci si può esimere dall'affrontare il tema dei costi di produzione, come osserva Alessandro Annibali, AD New Factor: "Sicuramente, la crisi dei trasporti a livello internazionale è oggi il principale problema da affrontare per aziende come la nostra, che importano da paesi lontani le loro materie prime. I costi della logistica, cioè quelli dei trasporti dall'origine ai nostri porti, sono triplicati se non quadruplicati per via della carenza di posti disponibili sulle navi, in conseguenza dell'aumento dell'economia cinese e della speculazione che su questo problema sta facendo utili smisurati, anche dove non ce ne sarebbe la necessità".

Alessandro Annibali

In anni passati, ricevere un container dalla California o dal Vietnam o dal Cile significava considerare tra i 30 e i 40 giorni di attesa. "Oggi si registrano ritardi anche di 2 mesi sui tempi standard, senza avere la sicurezza di quando si potranno davvero avere disponibili le materie prime a magazzino. Ciò costringe le nostre aziende a rivolgersi sempre più spesso al mercato spot del Nord Europa per cercare partite disponibili, pagando dal 10 al 20% in più di quanto considerato a listino. Inoltre, segnalo l'aumento di tutti i costi produttivi, dall'energia agli imballaggi, ai trasporti, il che comporta sensibili aumenti sul costo del prodotto finito, che difficilmente i nostri clienti ci riconoscono".

"Tutto questo, di conseguenza - conclude - porta ad aumenti che il consumatore finale deve pagare con inevitabile contrazione dei consumi. Credo e spero che quella attuale sia una fase transitoria, conseguenza di questi difficilissimi ultimi due anni di Covid, che tutti speriamo quanto prima possa terminare, per tornare finalmente alla normalità".

Per maggiori informazioni
New Factor Spa
Via Ausa, 72
47852, Coriano (Rimini)
+39 0541 759555
[email protected] 
www.newfactor.it

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