Il punto di vista di Claudio Dall'Agata di Bestack

Proroga etichettatura ambientale, mezza vittoria o mezza sconfitta?

"Non saprei se sia vittoria o sconfitta", scrive Claudio Dall'Agata, direttore di Bestack, circa la proroga sull'etichettatura ambientale degli imballaggi. "Il Conai ha rilanciato che il 30 dicembre 2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 228, cosiddetto DL "Milleproroghe", che ha previsto, all'art. 11, la sospensione dell'obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi fino al 30 giugno 2022, nonché la possibilità per gli operatori del settore di commercializzare i prodotti privi dei nuovi requisiti di etichettatura ambientale già immessi in commercio o già provvisti di etichetta al 1° luglio 2022, fino a esaurimento scorte".

Claudio Dall'Agata ad una fiera di qualche anno fa

Dunque se ne riparla a metà del 2022, per avere su tutti gli imballaggi le indicazioni per una corretta raccolta differenziata. E prosegue: "Abbiamo ancora sei mesi quindi per colmare il gap imposto dalla legge, che in tempi di pandemia non sono da buttare via, specie se impattano sui processi produttivi. In ogni caso, da giugno altra strada è già stata fatta e lo vedremo con chiarezza quando saranno disponibili i dati di dicembre. E' utile inoltre comprendere che la presenza di queste informazioni qualifica l'offerta e la differenzia, tant'è che è un elemento importante per chi fa politiche di marca. Sul tema quindi la frontiera si sposta sempre più avanti, poco conta che dovremo aspettare sei mesi per quelle obbligatorie. Prendiamoci questo tempo per pensare già a quelle volontarie, dove si giocherà la partita successiva".

"La recente pubblicazione dell'Osservatorio Immagino di GS1 - continua Dall'Agata - ha dimostrato il continuo trend di crescita dei packaging contenenti le informazioni sulla corretta riciclabilità dei materiali di imballaggio. Sulla base del totale delle confezioni vendute e censite, dal 42,3% di prodotti che le comunicavano nel giugno del 2019 dopo due anni questo dato è diventato prevalente arrivando al 51,2%. In ortofrutta le cose vanno decisamente meglio, seconda come categoria solo dopo i surgelati, con il 63,9% delle confezioni che nel 2021 recano le informazioni, crescendo di oltre due punti percentuali rispetto allo stesso dato del 2020. Ma la direzione della tendenza è non solo quantitativa, ma soprattutto qualitativa".

Secondo Immagino, la decisione di introdurre sulle etichette le informazioni riguardo alla gestione post-consumo del packaging viene direttamente dal mondo dell'industria del largo consumo e delle marche private della distribuzione moderna. Dall'Agata conclude scrivendo che "L'analisi effettuata dall'Osservatorio Immagino, suddividendo i prodotti rilevati in base ai diversi cluster dei fornitori, fa emergere in maniera ancora più significativa come a farlo siano principalmente i prodotti a marca del distributore e come lo facciano sempre di più. Le marche TOP accelerano maggiormente. In 12 mesi, la quota ponderata di coloro che comunicano la riciclabilità è passata dal 46,2% al 58,3%, con una crescita in valore assoluto di 12 punti, pari a oltre il +25%. Arretrano le follower, mentre la MDD, già alta, passa dal 72,6% al 77,3% a testimonianza del grande valore che le catene danno a questi temi".


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