Il commosso ricordo del figlio Marco

Luigi Salvi, imprenditore innovativo sempre rivolto al futuro

"Papà è venuto in azienda fino ai primi di agosto, quando le forze glielo hanno permesso. Faceva il giro degli uffici, del magazzino e andava in campagna per salutare tutti quanti. Era partito da zero e sapeva bene cosa significa la fatica". Così Marco Salvi ricorda il padre, Luigi, morto il 3 dicembre 2021 all'età di 92 anni (cfr. articolo correlato).

Luigi e Marco Salvi ad una fiera

"Aveva iniziato a lavorare a 8 anni, quando suo padre gli disse che, avendo terminato la terza elementare, aveva già studiato abbastanza. E da lì non si è mai più fermato: il lavoro è stata la sua passione, la sua forza, che ci ha trasmesso fin da subito. Io non posso che essergli grato, anche perché non era un 'padre padrone', ma mi ha dato carta bianca fidandosi ciecamente".

Marco ricorda così i tratti distintivi del genitore: "Al primo posto metterei il suo coraggio, perché per arrivare a fare quanto lui ha fatto ne serve parecchio. Poi la curiosità che lo contraddistingueva, accompagnata dallo spirito innovativo: ha creato una filiera quando ancora non se ne parlava e forse non si sapeva bene neppure cosa fosse...".

Fra le centinaia di messaggi che sono arrivati alla famiglia tanti sono da parte dei collaboratori, "perché mio padre aveva sempre una parola per chiunque e portava un grande rispetto. L'umiltà e il sorriso erano due delle sue più grandi doti umane. Grazie a questo, si è creato quello spirito di appartenenza che lega tanti dei nostri collaboratori all'azienda oltre il periodo lavorativo. E se proprio mi chiede un difetto, forse potrei dire che ha dedicato tutta la sua vita al lavoro, sacrificando tempo alla famiglia. Ma lo ha fatto anche perché sapeva che nostra madre riusciva a tenerci tutti uniti, colmando quanto lui non poteva fare, a causa della dedizione all'azienda".

Luigi Salvi è stato un protagonista per oltre 50 anni del settore frutticolo ferrarese, italiano ed europeo. "Quando è arrivato a Ferrara nel 1966 è partito da zero, facendosi spazio in una zona dove già vi erano delle realtà molto importanti. E, anche all'apice del successo, non si è mai dimenticato delle sue umili origini. Per questo sarà sepolto nella sua Cenate Sotto, in provincia di Bergamo, da dove proveniva. Le radici non si possono dimenticare".   


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