La scorsa settimana l'assemblea di Fruitimprese Veneto

Anche i privati devono aggregarsi e non vivere isolati

Le strutture private devono aggregarsi e dare vita a realtà in grado di affrontare con più forza i mercati. E anche per poter accedere all'Ocm. Se ne è parlato venerdì scorso a Verona, in occasione dell'assemblea annuale di Fruitimprese Veneto. Presenti quasi cinquanta imprenditori coordinati dal presidente Stefano Pezzo il quale ha portato i saluti iniziali. Sponsor dell'evento sono stati Profima e Snjder Eletric.  

Il presidente Stefano Pezzo

Subito dopo è intervenuto l'avvocato Gualtiero Roveda. Ha posto in luce i problemi del contratto di lavoro stagionale, che sta mettendo in difficoltà gli operatori commerciali. "Occorre fare attenzione alle casistiche di legge - ha detto Roveda - in quanto le assunzioni per gli stagionali si sono complicate e si rischia di pagare più tasse e aumentare i costi".

L'avvocato Gualtiero Roveda

"Inoltre va fatta attenzione alla grande differenza esistente fra il contratto collettivo e l'inquadramento previdenziale. I contributi previdenziali devono essere pagati sul contratto collettivo, altrimenti vi saranno poi dei recuperi importanti. Così come i contributi vanno pagati su tutto il minimo del monte ore previsto dal contratto, non su quelle effettivamente lavorate, nel caso siano state di meno".

Ospite della serata è stato Pietro Fabbri, presidente del Consorzio Eur.Op.Fruit il quale ha ripercorso la storia di questa struttura nata con la fondazione di un laboratorio, Agrilab. Lo scopo della sua presenza era anche quello di fornire stimoli agli imprenditori del Veneto, così come successo in Emilia-Romagna. "Dopo Agrilab, nel 1997 è nato il Consorzio di commercializzazione Solonatura, 10 cooperative e il Consorzio Eur.Op.Fruit. Il 1997 è stato anche l'anno dell'arrivo dell'Ocm-Organizzazione comune di mercato per l'ortofrutta". 

Pietro Fabbri presidente del Consorzio Eur.Op.Fruit

"Il nostro gruppo - ha detto Fabbri - ogni anno ha un piano operativo da circa 13 milioni di euro. Il fatturato complessivo che fa capo alla nostra AOP è di circa 150 milioni. Gli ettari sono 5100  per un totale di 150mila tonnellate di produzione".

Nel 2002 è nato il Consorzio Kiwigold (ora Jingold) per la produzione e commercializzazione del kiwi giallo. "Fin da subito i soci si sono impegnati a coltivare secondo i protocolli, con confezionamento, lavorazione e commercializzazione unitario. Oggi abbiamo oltre 2000 ettari di coltivazione e siamo presenti in tutto il mondo. Siamo riusciti a valorizzarlo grazie a una politica comune e unitaria".

Il tavolo dei relatori: da sinistra Gualtiero Roveda, Pietro Fabbri, Stefano Pezzo e Pietro Mauro

Il laboratorio si è poi ampliato nel 2010 con una fusione (Fruttadoro e Agrilab) ed è nata Sicural, realtà fra le più importanti in Italia nel proprio settore. Nel 2013 è nata l'AOP Italia. Di AOP ve ne sono 20 in tutta la nazione, di cui 8 in Emilia Romagna. 

Gli sponsor dell'evento sono stati Profima e Snjder Eletric

"In Veneto potreste muovervi ancora di più in organizzazioni commerciali - ha detto Fabbri - perché avete le forze, le strutture e l'entusiasmo. Ricordatevi di spendere le risorse Ocm in ricerca, sviluppo e innovazione. All'agricoltore non servono 500 o 1000 euro l'anno quasi fosse un'elemosina, gli serve l'innovazione per potersi sviluppare e compiere importanti passi in avanti".

Patrizio Neri presidente Jingold

"L'esperienza di Jingold è di successo - è intervenuto il presidente Patrizio Neri - e purtroppo ce ne sono poche simili. La vera chiave di volta è l'aggregazione che sta alle spalle di questo gruppo di aziende. Siamo fra i soci fondatori di Opera, che riteniamo un consorzio indispensabile per salvaguardare la produzione. Nel futuro, i problemi in Italia saranno la mancanza di produzione e la qualificazione del personale. Non è possibile cambiare ogni anno lo staff aziendale o parte di esso". 

Neri ha concluso con un amaro aforisma rivolto agli imprenditori del settore ortofrutta quando si trovano di fronte a una contestazione: "Se tu imprenditore hai ragione, devi cercare un accomodamento. Se hai torto, finisci in tribunale". 


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