Il 2018, finora, è stato un anno di soddisfazioni per l'Organizzazione di produttori Apoc, almeno dal punto di vista della base sociale. "Abbiamo acquisito 24 nuove aziende agricole, con fatturati totali che si aggirano intorno a 11-12 milioni di euro. Quindi, nuova linfa per la nostra OP e nuovi nomi di prestigio, con soci importanti anche in Puglia, nel segmento dell'uva da tavola, area in cui continuiamo a raccogliere adesioni nella zona di Rutigliano e di San Ferdinando di Puglia".  Così a FreshPlaza Rosario Ferrara, direttore coordinatore della Op.

"Quest'annata, però, ci ha anche fatto soffrire e continua a farlo. Per il pomodoro da industria abbiamo registrato una flessione di circa il 16% rispetto allo scorso anno. Nel settore del fresco, si è sofferto molto soprattutto nel settore dell'uva da tavola: una produzione che ha subito, più di altre, le inclemenze climatiche. E ancora ne risente. Il prodotto è buono e i volumi avrebbero dovuto essere superiori rispetto allo scorso anno. Va detto che il paragone è quello con una straordinaria campagna 2017; quindi. più correttamente, il confronto andrebbe fatto con la stagione 2016".

Nicola De Santis, Angelo Garofano e Rosario Ferrara, rispettivamente responsabile ufficio amministrativo, presidente e direttore coordinatore della Op Apoc.

Come Op, la Apoc non è specializzata in un solo prodotto ma lavora su ben 50 referenze. "Non tutti i prodotti hanno registrato, per fortuna, una campagna negativa. La flessione di fatturato dovuta al segmento dell'uva da tavola verrà, in parte, ripianata sia grazie all'entrata di nuovi soci sia per altre produzioni che hanno performato bene. Una riduzione generale del fatturato sarà comunque inevitabile, quest'anno, ma ciò vale anche per altre organizzazioni di produttori italiane".

Gregorio Paglia, responsabile commerciale dell'Agricola Aversana, socia Apoc, aggiunge: "Oggi c'è sempre una maggiore attenzione per la qualità e l'innovazione, anche nelle proposte. Essere concorrenziali con il prezzo rimane in ogni caso fondamentale, data la sempre maggiore specializzazione e quantità dell'offerta disponibile al giorno d'oggi".

Ricambio generazionale: a che punto siamo?
"Ci crediamo molto - riferisce Ferrara - tanto che, in qualunque occasione a cui abbiamo partecipato, i titolari delle aziende sono sempre stati accompagnati dai loro figli. Non perché sollecitati da noi, ma perché si avvicinano con interesse all'agricoltura e al lavoro dei loro genitori".

"All'interno della nostra base sociale, questo avvicendamento lo registriamo e lo accogliamo con favore. Ci sono giovani di valore, che sicuramente potranno dare continuità all'ottimo lavoro dei genitori". Sulle nuove generazioni, inoltre, la Op Apoc ha sempre creduto. "Basti pensare agli stage e alle iniziative nelle scuole organizzate in passato (cfr. FreshPlaza del 22/06/2018)" sottolinea Ferrara.

"Da qui a 5 anni è difficile sapere cosa accadrà. Quello agricolo è un settore in continuo cambiamento, che soffre, ma che ci crede. Sicuramente il nostro impegno è ai massimi livelli".

Maria Romano, Domenico Franchini e Vincenzo Marra, la futura generazione Apoc.

Chiedendo ai ragazzi presenti in fiera cosa significhi per loro il cambio generazionale nell'azienda di famiglia, Vincenzo Marra dichiara: "Sentiamo la responsabilità per quanto realizzato dai nostri genitori in precedenza e abbiamo voglia di imparare tutto il prima possibile. Essendo giovani, manca l'esperienza e bisogna fare tanta gavetta prima di pensare di entrare in azienda". Maria Romano aggiunge che l'azienda e la famiglia rappresentano un punto fermo per il futuro. Domenico Franchini sottolinea, infine, che sta cercando di apprendere il più possibile. "Un domani, quando sarò più grande, mi piacerebbe continuare il lavoro dei miei genitori e quanto fatto da loro per me e per i miei fratelli".

Campagna del pomodoro da industria: cosa non ha funzionato?
"Il clima, ecco cosa non ha funzionato - commenta il presidente della OP Apoc, Angelo Garofano - Da un certo punto di vista, però, il meteo ci ha fatto anche un favore, riducendo i quantitativi e facendo riprendere quota a un mercato conserviero in piena crisi. In termini di scambio commerciale con l'industria, il pomodoro in imballo bianco da 3 kg per pallet mostra una quotazione di 7,50 euro".

"Dall'altra parte, bisogna fare i conti con le rese inferiori. I produttori che hanno raccolto prima sono stati molto penalizzati sia in termini di resa che di prezzi. Chi ha raccolto dopo, pur avendo rese inferiori, ha guadagnato qualcosa in più - continua Garofano - Come Apoc, abbiamo portato a termine l'87% di quanto era programmato; rispetto allo scorso anno, registriamo circa 30.000 tonnellate in meno".

Per la prossima annata, il presidente dell'Organizzazione di produttore prevede un miglioramento. "Contiamo su un 20% in più di superficie coltivata e quindi la situazione si dovrebbe ripristinare. Una cosa da tenere presente è che, se nel centro-sud e nel nord Italia si superano i 5 milioni di tonnellate alla trasformazione, inevitabilmente si entra in crisi. E' una questione di consumi e di tutto quello che c'è intorno. Quest'anno, in totale, si sono trasformati 4,6 milioni di tonnellate".

A proposito delle aste online portate avanti da alcuni discount (cfr. FreshPlaza del 27/08/2018), Garofano puntualizza che ci sono distributori corretti, che mantengono prezzi normali. "Anche nella Grande distribuzione c'è una differenza tra buoni e cattivi, tra chi vuole approfittarne e chi invece rispetta l'agricoltore".

Parte del team Apoc a Fruit Attraction 2018.

Fruit Attraction: opportunità di farsi conoscere e conoscere
"Siccome siamo attenti alla comunicazione e alla visibilità aziendale - conclude Paglia - la fiera madrilena è un'occasione per farsi conoscere, ma anche per conoscere. Sicuramente rappresenta un'opportunità di crescita per chi partecipa e un punto d'incontro per i clienti fidelizzati, per quelli potenziali e per strizzare l'occhio a nuovi mercati di sbocco".

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