Campisi riconosce l'importanza di organizzare incontri su queste materie: "Quello che si è tenuto lo scorso 26 maggio dovrebbe essere considerato propedeutico a nuovi appuntamenti. E' infatti molto importante tenere sotto controllo questa malattia delle piante che, sebbene non credo avrà ripercussioni sulla produzione 2018, va comunque gestita con grande accortezza".
"Noi ad esempio stiamo formando giovani potatori, affiancandoli a personale esperto, per riconoscere, e contrastare efficacemente i primi segni della malattia. Perché un bravo potatore è come un bravo chirurgo!"

Di fatto è molto importante, laddove si individuino i primi sintomi del mal secco, intervenire con drastiche potature e distruggere immediatamente gli sfalci con il fuoco. "In Spagna - ci dice Campisi - vige una normativa molto più rigorosa, che prevede l'immediata estirpazione delle piante infette. Ciò andrebbe applicato anche qui da noi, per evitare potenziali inoculi che poi diffondono la malattia anche alle piante sane".
In merito all'attuale campagna, l'imprenditore riferisce che le piante si trovano nella fase di allegagione e che la prossima stagione, condizioni climatiche permettendo, dovrebbe avviarsi intorno al 10 ottobre. L'unica preoccupazione finora è quella delle falde acquifere: "Venendo da un paio di annate di particolare siccità, la conducibilità elettrica dell'acqua è aumentata (misura del grado di salinità, NdR). Ci servirebbe sicuramente qualche precipitazione, ma meglio sarebbe nel periodo fine agosto, inizi di settembre, perché ora la pioggia farebbe solo da anni".
Il siracusano sta lavorando per ampliare il parco varietale dei limoni, inserendo nuove cultivar che possano essere produttive anche a luglio o ad agosto: ciò al fine di ridurre il gap sul fronte dell'offerta. Secondo Campisi, si vedrà una netta differenza già tra pochi anni.
Tra le altre tendenze innovative, Campisi testimonia che si è avviato il processo di copertura dei limoneti: "Ciò aiuta ad anticipare la raccolta e protegge i frutti dagli agenti atmosferici, con il risultato che la buccia presenta molti meno difetti. In Sudafrica si fanno già tutti i limoneti in ambiente protetto; noi stiamo inserendo le coperture soprattutto per i nuovi impianti. Sul fronte invece dei consumi idrici, l'introduzione dell'ala gocciolante ha dimezzato il fabbisogno di acqua per l'irrigazione".