Avvisi

La clessidra

Ricerca di personale

Top 5 -ieri

Top 5 -ultima settimana

Top 5 -ultimo mese

Intervista a Claudio Mazzini

Sull'etica i proclami non contano nulla, serve continuita': prosegue il programma Buoni e Giusti di Coop Italia

"Abbiamo chiesto un'assunzione di responsabilità ai nostri fornitori, per il 90% costituiti da cooperative e organizzazioni di produttori. Abbiamo chiesto loro di metterci la faccia insieme a noi e abbiamo incluso, per contratto, l'obbligatorietà di effettuare controlli sui propri associati. Il punto, per noi, è mantenere costante il livello di guardia e far sì che la cultura dell'eticità e legalità nel lavoro sia una costante e non un evento episodico".

E' quanto dichiara a FreshPlaza Claudio Mazzini responsabile settori Ortofrutta e Freschissimi di Coop Italia nello stilare un bilancio dei primi due anni della campagna "Buoni e Giusti". Un'iniziativa partita in risposta a noti fatti di cronaca recente nel settore ortofrutticolo, ma che non si è fermata alla contingenza del momento. Mazzini sintetizza il concetto affermando che "le regole si fanno in tempo di pace, non in tempo di guerra" (dove prevalgono i proclami), proprio per sottolineare che i valori della legalità contano tutti i giorni, non solo quando sono accesi i riflettori.

"Questa è una partita che si vince soltanto mettendo in gioco tutti gli strumenti disponibili. La Rete del lavoro agricolo di qualità, da una parte, che pur presentando alcune rigidità procedurali resta per Coop uno strumento fondamentale; ma oggi le certificazioni volontarie, prima tra tutte il GlobalGAP GRASP, possono costituire strumenti integrativi".

Lo slogan Buoni e Giusti individua per l'appunto non soltanto prodotti buoni da mangiare ma buoni per chi li produce, quindi giusti. Mazzini sottolinea: "Alcune filiere ortofrutticole sono più critiche, da questo punto di vista, perché è la tipologia stessa di alcuni prodotti a richiedere grande impiego di manodopera non qualificata, a fronte di uno scarso valore della merce in partenza. Noi dobbiamo dire che, perlomeno sul parco dei fornitori fidelizzati con cui lavoriamo (e ce ne sono taluni che lavorano con Coop Italia da oltre 50 anni!), non abbiamo rilevato violazioni macroscopiche, ma solo - per così dire - peccati veniali. Stiamo comunque alzando progressivamente i requisiti".



Secondo il responsabile Coop Italia, un equilibrio tra la convenienza e il giusto prezzo alla produzione è concretamente realizzabile: "Il reparto frutta e verdura è ovviamente quello che più contribuisce, nella testa del consumatore, all'idea di convenienza. Fortunatamente le referenze sono moltissime e non avrebbe senso utilizzarne più di un 20 - 30% per esprimere un livello di prezzo conveniente; soprattutto oggi, poi, quando l'ansia della ricerca all'ultimo centesimo di sconto sembra essere un po' diminuita e che altri fattori valoriali o di segmentazione dell'offerta contano nelle scelte d'acquisto".

Chiaramente, secondo Mazzini: "Il consumatore è sempre un po' come il dottor Jekyll e Mr. Hyde, perché se sul fronte della legalità chiede il rispetto delle norme, poi è al contempo attento a cogliere delle opportunità per le quali non è sempre chiara la sostenibilità della filiera che c'è dietro". Una filiera, soprattutto quella ortofrutticola, dove ancora si può fare molto per ottimizzare alcuni costi: "Tra il cosiddetto chilometro zero, concetto avvincente ma non universalmente applicabile, e la riduzione dei passaggi di intermediazione (più che delle distanze) c'è una bella differenza e credo che su questo fronte la filiera ortofrutticola possa ancora ottenere risultati importanti", dice Mazzini.

Soprattutto in un'annata mediamente positiva per le vendite al dettaglio di frutta e verdura. Il responsabile Coop Italia si dice infatti soddisfatto per l'andamento del 2017, anno che - nonostante la perdita di notevoli quantitativi di merce dovuta alle gelate primaverili - sta concludendosi con volumi e prezzi mediamente buoni. "E manca ancora tutto il periodo natalizio!", aggiunge Mazzini.

Tornando all'etica, la considerazione è presto detta: l'effetto deterrente di programmi come "I Buoni e Giusti Coop" serve moltissimo, perché sarebbe come mettersi a violare i limiti di velocità su un'autostrada dotata di sistema tutor.

Mazzini conclude: "Vogliamo evitare che la moneta cattiva scacci quella buona, che i comportamenti scorretti determinino vantaggi competitivi a chi viola le regole, vogliamo che la competizione sia sulla capacità di fare impresa e non sulla pelle dei più deboli. Non è certo Coop Italia da sola in grado di risolvere il problema dello sfruttamento del lavoro, ma siamo certi che se anche altre catene richiedessero ai propri fornitori i medesimi nostri requisiti, con la nostra stessa continuità, i comportamenti aberranti verrebbero marginalizzati. Anche perché, sul fronte dell'etica, i proclami servono a poco o nulla".

Data di pubblicazione:
Author:
©



Ricevi gratuitamente la newsletter giornaliera nella tua email | Clicca qui


Altre notizie relative a questo settore:


Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto