Esselunga brinda al sessantesimo compleanno con un fatturato di 9 miliardi di euro

Più che un supermercato sembra un'utility. Lo ha dimostrato durante la crisi, quando non ha perso i clienti buoni tra le sue 5 milioni di carte Fidaty; lo ha dimostrato nei numeri, quando è venuto a mancare il fondatore Bernardo Caprotti, e poi con il primo bond che ha lanciato. Non solo Esselunga ha chiesto al mercato un miliardo e ha ricevuto richieste per 9, ma ha chiesto alle Agenzie di rating un giudizio sulla sua solidità patrimoniale e Moody's l'ha equiparata a Enel, Acea, Atlantia e alle Poste, mentre per S&P è solvibile quanto la Beni Stabili di Del Vecchio o le Ferrovie.

Esselunga si appresta a chiudere il bilancio dei suoi primi sessant'anni dalla fondazione, che risale al 27 novembre 1957, con un fatturato di circa 9 miliardi e un margine lordo compreso tra 750 e 800 milioni. Non sono tante le aziende italiane che a livello domestico fanno 9 miliardi di fatturato, più di Autostrade, delle Poste e quasi quanto le bollette della telefonia fissa della Telecom. Anche perché il bello di Esselunga è che il 70% del suo fatturato lo realizza nell'area più ricca del Paese, la Lombardia, dove la sua quota di mercato è pari al 21%, che si diluisce al 9% tenendo conto dei ricavi della grande distribuzione di tutta la Penisola, isole comprese (94 miliardi nel 2016, quando il gruppo ha registrato 8,6 miliardi di ricavi).

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