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Il CAR ha compiuto 15 anni

Ci si potrebbe domandare cosa ancora resti dei vecchi Mercati Generali di Roma oggi al Centro Agroalimentare CAR – il più grande in Italia – che ha compiuto questi quindici anni lo scorso 25 novembre 2017.

All'interesse della collettività di approvvigionarsi delle merci necessarie, nonché a quello di calmierare i prezzi e controllare la qualità dei prodotti rispondono ancora oggi questi grandi Mercati ed è questo il tratto caratterizzante, evidente ed ancora percepibile.

"Senza disconoscere le nostre origini – rappresenta Fabio Massimo Pallottini (in foto), Direttore Generale di CAR – sarebbe stato non solo un errore ma ancor più il fallimento annunciato di un grande progetto che, abbozzato dal legislatore delegato nel 1986, meritava di essere sviluppato e integrato, proiettato oltre le tradizionali funzioni e competenze".

A buona ragione, il percorso intrapreso dalla costituzione della Società CAR ScpA, sino all'apertura avvenuta il 25 novembre del 2002 e a oggi non è stato privo di difficoltà. Le interazioni con le istituzioni pubbliche socie, con quelle nazionali, regionali e locali, con un mondo in continua evoluzione, come è quello del commercio, hanno certamente consentito un approccio "multimediale" ma hanno anche caricato di grandi responsabilità la governance di CAR.

La gestione del Centro ha dovuto fare i conti con le sfide lanciate dai Mercati internazionali e transnazionali. L'investimento complessivo iniziale per la realizzazione del CAR, pari ad oltre 130 milioni di euro, ha retto l'impatto ed è stato al contempo il tassello da cui partire per una redditività operativa prospettica fatta di ricavi, costi operativi, ammortamenti e gestione finanziaria.

Oggi il Centro Agroalimentare ha una superficie coperta per oltre 300mila metri quadri, un indotto pari a circa 5mila persone. Oggi si contano oltre 450 aziende che sviluppano un volume d'affari di circa 2 miliardi di euro.

Anche i numeri della Società CAR sono positivi: l'EBITDA è pari al 22% ed il valore della produzione si aggira intorno ai 17 milioni di euro. La nuova area industriale, edificata intorno al manufatto inziale, affianca una tra le più importanti piattaforme del biologico d'Italia, si avvale di energia alternativa prodotta da pannelli solari che copre circa un quinto del fabbisogno dell'intero Centro.

La tradizione, anch'essa rivista e corretta, è tutta nel cosiddetto "CAR 2.0". Si tratta di una gestione tecnologicamente avanzata che coinvolge tutte le funzioni e i servizi del Centro. Una gestione e conduzione del Campus del CAR che si avvale di un sistema intelligente di comunicazione e integrazione, mirando per il futuro a un CAR 3.0, connesso, integrato, condiviso e innovativo.

"Certo, in questi anni ci sono stati passaggi difficili, aziende che non hanno retto alle difficoltà, altre che hanno abbandonato per motivi anagrafici: protagonisti che non ci sono più", ci tiene a sottolineare il Direttore Generale Fabio Massimo Pallottini "anche a loro va un pensiero e un ringraziamento".

Una nuova sfida attende il CAR: dare gambe a un progetto di sviluppo che, in armonia con il territorio, possa far crescere reddito e occupazione con iniziative all'insegna della sostenibilità.

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