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Il decreto Madia impone, in certe condizioni, la vendita delle quote pubbliche

Tre giorni per decidere il destino dei Mercati all'ingrosso

Entro il 30 settembre le amministrazioni pubbliche (i Comuni) sono chiamate a prendere una decisione sul destino delle quote nelle partecipate. In altre parole, dovranno fare una ricognizione di tutte le partecipazioni in vista della loro razionalizzazione (chiusura e dismissione). E ci sono tanti Mercati all'ingrosso che, secondo il decreto Madia, dovrebbero essere ceduti, in parte o nella totalità, ai privati, ad esempio quelli con problemi di bilancio, di gestione, o che fatturano meno di un milione di euro l'anno.



Pietro Cernigliaro (foto sopra), presidente di Andmi (Associazione dei direttori del Mercati all'ingrosso italiani) da oltre un anno sta cercando di far passare un concetto: i Mercati all'ingrosso hanno una valenza sociale, oltre che economica. Abbiamo raggiunto il presidente Cernigliaro il quale afferma che "Il Decreto Madia parte da un buon intento, cioè fare ordine nelle partecipate dei Comuni. E anche fra i Mercati all'ingrosso, in giro per l'Italia, ci sono realtà che non funzionano. Credo che l'ente pubblico dovrebbe mantenere un'importante quota, così da svolgere la funzione sociale e di equilibrio che è un obiettivo di queste strutture".



Nei giorni scorsi c'è stato un dietrofront piuttosto clamoroso. La Giunta di Cesena ha prima annunciato, in Commissione e in Consulta agricola, di voler cedere ai privati le sue quote del Mercato (pari al 99,76%). Ci sono state forti prese di posizione specie dalle associazioni agricole, le quali hanno affermato che la struttura è sana, non ha debiti e investe, e sarebbe negativo venderla. A seguito di questo, lunedì scorso il Partito di maggioranza (Pd) ha reso noto che la vendita non si farà.


Mercato di Cesena

A seconda di cosa decideranno i Comuni entro il 30 settembre sulle partecipate, avranno poi un anno di tempo per mettere a punto le strategie, ad esempio stilare i bandi di vendita.

"Chiediamo - conclude Cernigliaro - di collocare tali strutture in una nuova ottica, più coerente con l'attuale contesto di mercato che, giorno dopo giorno, assume ormai una rilevanza almeno europea per cui meriterebbero di essere regolati nell'ambito dei principi di uno specifico ordinamento giuridico nazionale proiettato verso una dimensione europea".

Per informazioni:
Pietro Cernigliaro
Email: pcernigliaro@hotmail.it
Web: www.andmi.it

Data di pubblicazione:
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