South-East Europe Forum

I Paesi balcanici devono collaborare per guadagnare una posizione di mercato piu' solida

Le società ortofrutticole dell'Europa sudorientale sono sempre più presenti sul mercato internazionale; tuttavia, secondo molti operatori nel settore ci sono ancora alcuni problemi che devono essere risolti e varie decisioni prese nei primi stadi di crescita potrebbero dare tono all'industria nell'area.



Questi problemi sono stati affrontati durante il recente South-East Europe Forum, tenutosi a Belgrado (Serbia) il 29 novembre scorso. Il primo argomento all'ordine del giorno è stato Setting the scene: current landscape and 2020 outlook (Organizzazione della scena: panorama attuale e prospettive per il 2020).

I Balcani sono una porta per l'Europa essendo vicini a Medio Oriente e Africa, con la possibilità di potere fornire prodotti da tali zone a qualsiasi centro di distribuzione in Europa entro 1-2 giorni. Un altro vantaggio importante è il semplice e gratuito accesso ai mercati dell'UE, permesso dalla vicinanza geografica ai principali mercati europei e dagli accordi di libero scambio che i Paesi della zona hanno firmato con l'UE.

Anche il Medio Oriente ha dimostrato un crescente interesse nella zona. Il Golfo è una delle più grande regioni importatrici di alimenti al mondo e si è dato all'acquisto e alla locazione di terreni agricoli nei Paesi in via di sviluppo per garantirne le forniture. Ad esempio, una società con sede ad Abu Dhabi, chiamata Al-Dahra, ha accettato di investire 400 milioni di dollari in una joint venture con il governo serbo per sviluppare 9.000 ettari di terreni agricoli, un investimento storico per l'agricoltura serba.


Bostjan Kozole di Evrosad (Slovenia).


Bostjan Kozole dell'azienda slovena Evrosad ha affermato che è di vitale importanza che le aziende siano in grado di rispettare le norme europee, affermando che la certificazione Eurogap dovrebbe essere un punto di partenza.

"Abbiamo bisogno di osservare abitudini, pratiche commerciali e differenze in ogni Paese per avere successo. E' importante sapere che cosa commercializzare in un determinato Paese e anche fare in modo che tutto ciò che viene inviato per l'esportazione abbia la massima qualità. Dobbiamo cooperare l'uno con l'altro al fine di ottenere il meglio dai nuovi mercati. Questo potrebbe essere l'inizio di qualcosa che andrà a beneficio di tutti noi".


Goran Damovski del progetto di crescita economica regionale USAID (Macedonia).

Il relatore Goran Damovski di USAID (United States Agency for International Development) in Macedonia, ha sottolineato la necessità che la regione si scrollasse di dosso la cattiva immagine che si era guadagnata dopo qualche situazione poco propizia in cui alcune mele marce non avevano soddisfatto le aspettative. 

"La regione è in crescita e in transizione, ma è di vitale importanza che le imprese locali facciano le corrette analisi di mercato. In passato si sono trovate di fronte a grandi importatori e non erano preparate a un commercio di quel livello, perché non in grado di fornire offerta e qualità costanti".

Secondo i risultati dell'USAID è estremamente importante che i Paesi consolidino holding agricole, migliorino la qualità di raccolta, conservazione e commercializzazione, e sviluppino servizi di supporto agricolo".

Damovski ha concluso: "La chiave sta nell'armonizzare le nostre attività con l'UE ed è importante concentrarci sull'integrazione interregionale, che consentirebbe di aumentare la produzione e il successo complessivo per tutti i soggetti coinvolti. Tutti nel sistema dovrebbero lavorare insieme alla catena del valore. Molti si sono concentrati troppo sull'assistenza da parte del governo, che ha fatto un ottimo lavoro, ma non può fare tutto. Le aziende della regione devono anche considerare le opportunità nel settore privato. Una volta arrivati a questo, credo davvero che quest'area abbia il potenziale per diventare in futuro uno dei maggiori produttori per l'UE".

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

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