di Alessandra Ravaioli - RP Circuiti Multimedia Bologna

Facebook e l'ortofrutta

Siamo nel pieno dell'era digital anche in Italia e anche per un settore come quello dell'ortofrutta, tendenzialmente lento a recepire novità soprattutto sul versante del marketing e della comunicazione.

Eppure ormai quasi tutte le aziende ortofrutticole hanno almeno la pagina Facebook e molte anche Twitter o Istagram. Ma parlare di visibilità e web reputation è un'altra cosa.

Da questo si comprende come il tema dell'accesso alla comunicazione web non sia da trattare con superficialità. Non basta, insomma, avere pagine social, blog o siti web ma occorre molto ma molto altro e quello che viene richiesto per il successo digital cambia velocemente con gli umori mutevoli degli utenti in rete.

Il tema è affascinante. In sostanza, un'azienda oggi non può non essere sui social ma nello stesso tempo rischia di perdersi nell'enorme massa di informazioni presenti.

Può succedere che (potete provare direttamente) digitando la parola "frutta" su Google, nelle prime pagine non compaiono mai né aziende di produzione né società di servizi o istituzioni di settore. La prima azienda che compare, dopo la terza pagina di link è New Factor per la frutta secca.

E questa è una mancanza da colmare attraverso un'attenta e competente indicizzazione dei siti e delle informazioni correlate.

Occorre prestare molta attenzione alle parole chiave utilizzate nei documenti di settore ed è necessario fare qualche investimento finalizzato alla reputazione del brand o dei contenuti correlati.

Oggi la visibilità sul web è tutto o quasi, per un marchio o un contenuto ad esso correlato.

La web reputation si conquista con una strategia attenta e costante finalizzata a immettere contenuti interessanti, originali e indicizzati.

Sui social, il tema della visibilità diventa ancora più importante e indecifrabile.

Secondo "We are social", l'osservatorio mondiale sul mondo digital nel 2016, gli utenti social sono in crescita a due cifre rispetto al 2015 arrivando alla cifra record di 2,3 miliardi nel mondo ed una penetrazione del 31% sulla popolazione mondiale.


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In tale contesto, Facebook rappresenta di gran lunga il canale più utilizzato con più di 1,5 miliardi di utenti attivi, ma è enormemente in crescita l'uso di servizi di instant messaging come Whatsapp che si sta avvicinando al miliardo di utenti attivi.


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Tuttavia questa massa di pubblico attivo non è così facilmente intercettabile. Non basta certo la semplice pubblicazione di post sulla pagina Facebook aziendale per raggiungere un numero di visualizzazioni soddisfacenti.

Facebook, infatti, che può essere considerato il più grande editore del mondo, rende visibili i contenuti solo a una piccola parte della sfera sociale coinvolta nella pagina. Circa il 95% dei contatti o dei fan non vedranno nulla, grazie a un algoritmo segreto che si chiama Edge Rank.

Ogni minuto su Facebook sono inseriti circa 694 mila messaggi ed è davvero difficile far sapere dell'esistenza di una azienda e dei suoi contenuti. Occorre studiare per ogni azienda una strategia di comunicazione dedicata che riesca a sfruttare o bypassare i limiti dell'algoritmo.

Ci sono alcune regole pratiche per aumentare la visibilità basandosi sui criteri di selezione di Edge Rank. In pratica l'algoritmo prende in considerazione alcuni elementi per stabilire se il messaggio merita di apparire nel flusso degli amici o dei fans, in rapporto ad un altro messaggio, pubblicato da un'altra persona in relazione con lo stesso contatto o fan.

Facebook cerca quindi di offrire contenuti che siano coerenti e pertinenti, facendo affidamento su tre elementi:

1) l'affinità con ogni membro della sfera sociale
2) il peso delle interazioni
3) un fattore tempo collegato alle pubblicazioni.



Anche se apparentemente semplice, il sistema ha pesi diversi ed è certo molto complesso. Sarebbe il caso di prestarci attenzione, individuando alcune pratiche che possono migliorare la presenza e la diffusione dei contenuti.

E' indispensabile creare interazioni con gli utenti; le pubblicazioni devono essere variate e con un ampia sfera di interesse.

Bisogna essere costanti con l'esposizione, bisogna puntare alla qualità dell'informazione prima della quantità.

Occorre promuovere economicamente la pagina con una campagna adv. Bisogna evitare l'eccesso di post.

Certamente il percorso digital per una azienda non è facile e non va soprattutto affrontato in maniera superficiale ma i risultati sono certi e fanno funzionare un efficace e, sempre attuale, "passa parola" che è ancora oggi una delle leve fondamentali per l'induzione all'acquisto dei consumatori.

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