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Nella Russia dell'embargo e' boom per la grande distribuzione

Sanzioni, un'opportunità per crescere. Lo dice la grande distribuzione in Russia: a quasi tre anni dall'entrata in vigore delle prime misure restrittive contro Mosca da parte dell'Ovest e a oltre due anni dalla decisione del Cremlino per un embargo che vieta numerosi prodotti agroalimentari occidentali, l'agrobusiness e la galassia di industrie che vi orbitano intorno hanno assunto un peso maggiore. E i player che vi hanno investito, rispettando comunque i vincoli delle nuove restrizioni, hanno guadagnato.

La Russia è attualmente il quarto mercato food retail in Europa e il nono al mondo, secondo Planet Retail. Vale 203 miliardi di dollari. La Germania è lievemente al di sopra con 212 miliardi, l'Italia è molto al di sotto con 181 miliardi di dollari. Ovviamente i pesi massimi sono altri: la Cina che fa dieci volte tanto la Russia con 2.077 miliardi e gli Usa con 1.148 miliardi. La federazione guidata da Vladimir Putin ha comunque una sua peculiarità: il mercato food retail è ancora molto frammentato, ossia per gli aspiranti colossi c'è molto spazio per crescere. I 7 gruppi più grandi (Magnit, X5, Auchan, Dixy Group, Lenta, Metro e O'Key) rappresentano una fetta del 23%, su una torta dove pesa molto ancora il commercio tradizionale e le nuove forme moderne in via di sviluppo, come la spesa sul web.

Una case history per tutti è Dixy Group, che può contare oggi su una rete fittissima di negozi "sotto casa" e una presenza che va dall'Artico russo (Murmansk) alle grandi capitali (Mosca e San Pietroburgo). Il nuovo restyling offre spazi più semplici e linee pulite. Per il gruppo, nato all'inizio degli anni 90 in una Russia in piena trasformazione, un capitolo importante è stato il 2008 quando Mercury Group, il cui grattacielo dorato svetta nella City di Mosca, divenne il principale azionista. Impressionante la crescita registrata in questi anni: da 646 punti vendita nel 2010 è arrivato a 2.708 nel 2015 con un boom di aperture registrato proprio nel periodo delle sanzioni, dal 2014 a oggi. E proprio quest'anno da Ovest è arrivato il nuovo amministratore delegato: Pedro Manuel Pereira Da Silva, portoghese, MBA ad Harvard e 15 anni di esperienza in Polonia.

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