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Ad oggi la vendita del gruppo e' congelata

Esselunga resta dei Caprotti, ma da Est a Ovest piace a molti big internazionali

Una volta aperto il testamento di Bernardo Caprotti recentemente scomparso (cfr. FreshPlaza del 30/09/2016) è stato messo qualche puntino sulle i sul futuro della sua creatura, Esselunga; un impero da 7,3 miliardi di euro di ricavi, 153 punti vendita soprattutto in Lombardia, 22mila dipendenti e quarto player della Gdo italiana dietro Coppa Italia, Conad e Selex.

Almeno - come riportano Formiche.net e Milano Finanza - per alcuni anni Esselunga, senza il suo patron, resterà comunque in mano ai Caprotti: da un lato perché, al netto del testamento, il 70% della proprietà della catena della è ora in mano alla seconda moglie di di Bernardo (Giuliana Albera) e a una delle figlie (Marina Sylvia), mentre il restante 30% è in mano agli altri due figli (Giuseppe e Violetta), dall'altro perché il dossier di vendita del gruppo è stato congelato.



Se e quando cadrà il congelamento alla vendita del gruppo, Esselunga potrebbe fare veramente gola a molte catene straniere, ammesso e non concesso che abbiano quella cifra - variabile tra i 4,8 e i 6 miliardi di euro - che si stima serva per rilevare la maggioranza del gruppo.

Come riportano da Formiche.net e Milano Finanza, tra gli interessati all'acquisto potrebbe esserci l'olandese Ahold recentemente fusosi con il gruppo belga Delhaize, ben visto dallo stesso defunto patron, tanto da scriverlo a chiare lettere nel testamento.

Da oltreoceano potrebbe farsi avanti anche Wal-Mart, mentre da Est, dalla Russia, potrebbe manifestare interesse anche l'Alfa Group, quello della catena X5. Viceversa sembrerebbero esclusi da questi ipotetici e futuristici giochi gli spagnoli del gruppo Mercadona, bocciati nel testamento di Caprotti, Tesco (Regno Unito) e Carrefour (Francia).

Rielaborazione FreshPlaza su varie fonti.

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