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Dopo il danno, la beffa. Il commento degli operatori

Stop agli aiuti per frutta e verdura: entro 8 giorni nuovo testo per ortofrutta deperibile

Mercoledì 10 settembre 2014 la Commissione europea ha dunque sospeso le misure di emergenza per gli ortofrutticoli deperibili (facenti capo al Reg. UE 932/2014) con l'obiettivo di presentare a breve un nuovo schema di intervento più mirato ed efficiente (cfr FreshPlaza dell'11/09/2014) .

La decisione è motivata dalla richiesta sproporzionata di sostegno da parte di alcuni Stati membri, in particolare della Polonia (che avrebbe assorbito l'87% delle risorse stanziate): addirittura diverse volte superiori alla media delle esportazioni totali annue dell'intera Unione europea verso la Russia.

I 125 milioni di euro messi a disposizione dall'UE lo scorso 18 agosto per interventi sull'ortofrutta deperibile erano destinati per un massimo di 82 milioni di euro a mele e pere e per i 43 milioni rimanenti a pomodori, carote, cavoli, peperoni, cavolfiori, broccoli, cetrioli e cetriolini, funghi, mele, pere, prugne, frutti di bosco, uva da tavola fresche e kiwi. I volumi notificati lo scorso 8 settembre, relativamente alle richieste per il periodo dal 18 agosto al 3 settembre, indicano che i tetti fissati sono stati raggiungi per pere e mere e altri prodotti.

Ancora una volta, la sensazione è che, se alcuni Stati membri appaiono più scaltri, l'Italia sia di fatto più lenta o, forse, solo meno interessata a cogliere certi aiuti (che, non dimentichiamolo, non coprono i nostri costi di produzione). D'altra parte, la necessità di "ricalibrare" gli interventi su misura di tutti i Paesi produttori è stata evidenziata da molti operatori.

Ultime news da Bruxelles
Nella serata di ieri, intanto, è arrivata notizia che il nuovo schema di intervento per regolamentare in maniera più mirata ed efficiente le misure d'urgenza atte a sostenere i produttori di ortofrutticoli colpiti dall'embargo russo dovrebbe arrivare entro la fine della prossima settimana. Secondo gli ultimi dati appresi dall'ANSA, ad oggi i produttori europei hanno presentato domande di rimborso per quasi 168 milioni di euro, di cui oltre 145 milioni da parte dei polacchi.

"Nel nuovo schema - precisano le fonti comunitarie - rispetto all'attuale, ci sarà un collegamento con le quantità che i singoli Stati membri esportavano in precedenza verso la Russia in base alla media degli ultimi anni o alle cifre realizzate nel 2013".

"Gli Stati membri - spiega Roger Waite, portavoce del Commissario uscente per l'Agricoltura e per lo sviluppo rurale Dacian Ciolos - hanno ora a disposizione un periodo di sei settimane per verificare se le richieste presentate corrispondono a quelle che hanno effettivamente diritto al sostegno. E siamo fiduciosi - aggiunge - che al momento della verifica da parte delle autorità polacche, le quantità destinate al contributo UE saranno molto minori, e le richieste rimarranno al di sotto dei 125 milioni a disposizione".

Il portavoce di Ciolos conferma che ad oggi la Commissione europea "non ha ancora accordato nessun finanziamento relativo ai 125 milioni previsti per le misure d'urgenza. La sospensione della misura è stata necessaria in quanto i produttori polacchi non hanno voluto ridimensionare le loro richieste sostenendo che - in base a quanto pubblicato - la misura era aperta a tutti".

"Sotto il profilo finanziario - precisa Waite - se le richieste degli Stati membri dovessero essere superiori ai 125 milioni disponibili, la normativa attuale prevede che le quantità dovranno essere proporzionalmente ridotte. In questo caso si potrà sempre verificare se ci sono fondi inutilizzati nel bilancio UE. E proprio sulla situazione del bilancio UE 2015 si confronteranno la prossima settimana i commissari europei".

"Le verifiche da parte degli Stati membri - conclude Waite - riguarderanno il 100% delle richieste presentate a Bruxelles, se i produttori non fanno parte di un'organizzazione di settore. Per gli associati invece, i controlli saranno limitati al 25% delle richieste, nel caso dei ritiri dal mercato, e al 40% nel caso di mancata raccolta o di raccolta precoce dei prodotti".

Maurizio Martina: superare subito lo stop agli aiuti 
Anche in qualità di presidente di turno del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura, il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha inviato un messaggio al Commissario uscente Dacian Ciolos, in cui chiede di superare immediatamente lo stop agli aiuti affinché ci sia una risposta concreta per le imprese che non possono tollerare ulteriori ritardi, sottolineando la necessità di intervenire in modo tempestivo per non causare ulteriori danni al settore.

"I 125 milioni stanziati per l'ortofrutta, ai quali si sono aggiunte le risorse previste per la crisi delle pesche e nettarine, sono una prima risposta ma, come più volte ribadito, non esaustiva - precisa Martina - Proprio perché consapevoli della delicatezza della situazione, abbiamo deciso di convocare una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura UE, che si è tenuta il 5 settembre a Bruxelles. In quell'occasione sono stati ancora meglio definiti i danni subiti dai vari Stati membri ed è stato individuato un percorso di ulteriori interventi da sviluppare nelle prossime settimane. Abbiamo chiesto alla Commissione un intervento che vada oltre il budget agricolo, per far fronte alle legittime esigenze delle aziende. Il Governo italiano è in campo per difendere un settore strategico per la nostra economia e continueremo a monitorare in tempo reale la situazione e a chiedere di conseguenza azioni concrete ed efficaci per le aziende danneggiate".

Tiberio Rabboni (RER): gli aiuti a chi ha il prodotto e non pezzi di carta
Secondo l'assessore regionale all’agricoltura dell'Emilia-Romagna Tiberio Rabboni il meccanismo adottato dalla UE non ha retto alla prova dei fatti. "C'è bisogno di trasparenza, certezza dei dati, tracciabilità delle operazioni. Deve essere aiutato chi ha veramente il prodotto e non dei pezzi di carta".

"In Emilia-Romagna - afferma Rabboni - la macchina dei ritiri funziona bene proprio perché esiste un controllo pubblico di tutte le operazioni svolte fino alla consegna del prodotto all'ente benefico, che è la modalità di ritiro prevalente da noi scelta".

Giorgio Mercuri (Alleanza cooperative agroalimentari): "Grave lo stop alle misure di emergenza, l'Italia resta senza coperture"
"Dopo il danno la beffa - commenta il presidente dell'Alleanza delle cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri - La sospensione degli aiuti europei alle produzioni ortofrutticole colpite dall'embargo russo lascia i produttori italiani di frutta completamente privi di copertura economica e conferma tutti i dubbi e le perplessità da noi espressi sull'esiguità delle risorse stanziate e sulle modalità di accesso ai finanziamenti".

"Il principio del chi prima arriva prima ottiene - continua Mercuri - ha dimostrato pertanto tutta l'inefficacia del meccanismo adottato per l'introduzione delle misure di emergenza e soprattutto ha lasciato, come temevamo, totalmente prive di sostegno le produzioni autunnali come mele e pere".

In virtù della situazione che si è venuta a creare - che peggiora sensibilmente le condizioni economiche delle nostre aziende ortofrutticole – Mercuri chiede al Ministro Martina di vigilare con la massima attenzione sulla questione e di sollecitare la Commissione a dare risposte immediate per sbloccare lo stallo che si è venuto a creare, evitando che i tempi di attesa per l'intervento sulla crisi si allunghino ulteriormente. Il presidente dell'Alleanza delle cooperative agroalimentari fa appello anche alla Commissione "affinché vigili attentamente sull’ammontare delle richieste provenienti da Paesi che troppo semplicisticamente dichiarano di aver ritirato ingenti quantitativi di frutta e ortaggi".

Mario Guidi (Confagricoltura): Bruxelles verifichi quanto accaduto e ripensi alle misure di emergenza a favore dell'ortofrutta
"Con grande apprensione - dichiara da parte sua il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - abbiamo appreso dell'improvviso stop della Commissione europea alle misure straordinarie per il settore ortofrutticolo, determinato da un eccesso di richieste, anche fuori standard, concentrate in alcuni Paesi. Le nostre imprese ortofrutticole hanno bisogno di interventi per far fronte all'intonazione fortemente negativa del mercato che sta pregiudicando i redditi degli operatori".
 
"Ci auguriamo quindi – prosegue Guidi - che, come ha promesso l'esecutivo comunitario, siano quanto prima proposte ulteriori misure che siano immediate, efficaci ed incisive, a salvaguardia dei vari prodotti. Ci attendiamo provvedimenti calibrati sulle esigenze di tutti i Paesi, senza dover poi arrivare ad escludere territori e coltivazioni rilevanti come invece accaduto sinora".
 
In particolare, il presidente di Confagricoltura auspica che si proceda a una valutazione ex post su quanto accaduto sino alla sospensione di mercoledì 10 settembre, per comprendere come mai le risorse disponibili si siano esaurite così rapidamente e a vantaggio di pochi e per evitare che i prossimi provvedimenti siano altrettanto poco efficaci. "Non possiamo permetterci - conclude Guidi - di subire unicamente le conseguenze di un mercato ortofrutticolo squilibrato ed ormai in crisi, senza che le nostre imprese possano usufruire di nessuna misura comunitaria per ridurre le conseguenze negative di questa difficile situazione".

Mauro Tonello (Coldiretti): rivedere in tempi stretti il provvedimento comunitario per aumentare importi e inserire prodotti esclusi
"Se il blocco dei finanziamenti per evitare frodi dimostra l’attenzione alla corretta destinazione delle risorse pubbliche, la decisione UE non deve però rallentare l'intervento arrivato già molto in ritardo e, soprattutto, deve essere l'occasione di rivedere la congruità degli stanziamenti". Così il presidente di Coldiretti Emilia-Romagna e vicepresidente nazionale, Mauro Tonello.

Anche secondo Coldiretti, il fatto che i produttori polacchi avrebbero presentato richieste per l'87% dei fondi disponibili dimostra come sia profondamente sbagliato non tenere conto delle diverse situazioni produttive tra i diversi Paesi, poiché le indennità di ritiro previste risultano molto interessanti in situazioni con costi di produzione più bassi.

Per Tonello "è fondamentale cogliere questa occasione per rivedere l'impianto di un provvedimento, che si è rivelato inadeguato. Per Coldiretti Emilia-Romagna è fondamentale aumentare gli importi e rivedere la lista dei prodotti destinatari dell’intervento per evitare che produzioni importanti vengano escluse".

Cia: serve una soluzione equa e tempestiva
La sospensione degli aiuti europei per l'ortofrutta colpita dall'embargo deciso dalla Russia è motivo di grande preoccupazione, soprattutto per gli agricoltori italiani che sono i primi in Europa con 463.000 aziende produttrici di frutta e verdura. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, convinta che occorra trovare una soluzione tempestiva che superi questo stop e garantisca una distribuzione delle risorse comunitarie più equa a sostegno delle imprese in difficoltà.

La Cia intende vigilare affinché, nelle scelte che il commissario Ciolos deve attivare nel brevissimo periodo, ci sia la necessaria trasparenza nella ripartizione delle risorse e prevalga il criterio dell’equilibrio in relazione alle peculiarità produttive dei singoli Stati membri e, quindi, ai relativi costi di produzione.

COPAGRI: far ripartire subito gli aiuti all'ortofrutta su basi rispondenti alle diverse realtà UE
"Il Commissario Ciolos e la Commissione europea non concludano male il proprio mandato e facciano ripartire subito gli aiuti, secondo condizioni equilibrate, per i prodotti ortofrutticoli deperibili sottoposti all'embargo". Questo l'auspicio della COPAGRI, Confederazione dei produttori agricoli.

Le richieste dei produttori polacchi si avvicinano alla totalità delle risorse disponibili? Anche per la COPAGRI la cosa è semplicemente inammissibile: non possono essere i bassi costi produttivi a indirizzare i fondi per il ritiro dei prodotti! Non si può non tenere conto del fatto che il l'Italia occupa una posizione di leader nella produzione ortofrutticola europea e comunque occorre certo ripartire su basi rispondenti alle diverse realtà produttive degli Stati membri dell'Unione europea, ma occorre farlo subito. Anche solo pochi giorni di stop causerebbero danni ingenti alle produzioni, che per il nostro Paese sono già quantificati in oltre 200 milioni di euro l'anno.

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