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Pere cilene non accettate; l'Azerbaigian punta a mantenere la sua quota di mercato anche dopo l'embargo

Nelle documentazioni dei prodotti esportati in Russia bisogna essere molto pignoli

Si percepisce una certa confusione sulla possibilità di esportare in Russia prodotti dell'emisfero sud del mondo tramite l'Europa. Un commerciante sudafricano sostiene che non sia possibile, mentre un operatore olandese conferma di essere in grado di esportare merci normalmente. Che le documentazioni relative ai prodotti debbano essere in ordine fin nei minimi dettagli, lo si evince dal report che le autorità russe hanno redatto su una spedizione di pere cilene. Nonostante i documenti soddisfacessero i requisiti necessari, la data ivi riportata risultava successiva a quella della partenza effettiva dal Cile. I russi quindi non l'hanno accettata e hanno imposto un'ammenda.

Sono ancora in corso dei tentativi per introdurre prodotti europei in Russia tramite la Bielorussia (vedi news correlata), ma le autorità doganali dichiarano finora di averne sventati almeno 80; ciononostante, le produzioni europee sono ancora presenti sugli scaffali dei supermercati.

Cina e Azerbaigian sono pronti ad esportare in Russia, ma quest'ultima nazione vorrebbe mantenere la sua nuova quota di mercato anche una volta che verrà tolto l'embargo. La Russia continua ad investire in nuovi progetti agricoli. A risentirne meno forse sarà il mercato pataticolo: a causa di un buon raccolto nella Federazione, potrebbe uscire relativamente indenne dal boicottaggio.

Parchi agricoli in Russia
Anche se i piani del Ministero dell'Agricoltura russo non menzionano i parchi agricoli, c'è una buona probabilità che questi nascano nel corso dei prossimi anni; addirittura se ne prevedono 11 entro il 2017. Il governo vuole investire denaro in infrastrutture e logistica (vedi notizia correlata) e le aziende stanno promuovendo gli agroparchi, in quanto combinano coltivazione, stoccaggio, lavorazione e distribuzione dei prodotti agricoli in un unico luogo.

Ortaggi vietati nei supermercati
Alla fine di agosto e all'inizio di settembre, le autorità russe hanno scoperto ortofrutticoli vietati nei supermercati e nella distribuzione in generale. Al confine con la Bielorussia, i russi hanno sventato 80 tentativi di introdurre ortofrutta europea nella loro nazione. Sono state imposte multe di 100.000 rubli (2.000 euro). A loro discolpa, i rivenditori affermano che questi prodotti sono stati importati prima del boicottaggio; secondo le autorità tuttavia non è possibile uno stoccaggio così lungo di merci deperibili.

Bielorussia: rinomato hub di transito per l'export
Oltre alle esportazioni illegali, che prevedono la rietichettatura dei prodotti, ci sono altri modi per esportare in Russia. La trasformazione dei prodotti in Bielorussia, infatti, consente a questi di essere etichettati come bielorussi a tutti gli effetti. Per esempio, il pesce norvegese confezionato in Bielorussia può essere liberamente esportato con etichetta della nazione intermediaria.

Azerbaigian convinto della possibilità di un maggior export
Ancora una volta, l'ambasciatore dell'Azerbaigian in Russia ha dichiarato che il suo paese è pronto ad aumentare le esportazioni. Verdura, frutta, uova, pollame e altri prodotti sono disponibili. Secondo l'ambasciatore, il paese è autosufficiente. Egli ritiene di meritare assicurazione che ci sarà ancora richiesta di prodotti dell'Azerbaigian da parte della Russia una volta tolto l'embargo. Al momento, le procedure doganali amministrative rendono più difficile l'export.

Pere cilene bloccate alla dogana a causa di una data sbagliata
A San Pietroburgo, un carico di pere è stato intercettato in quanto il paese d'origine dei prodotti non risultava chiaro. Le pere avrebbero dovute essere cilene e spedite in Russia tramite i Paesi Bassi; tuttavia le autorità russe non hanno accettato la bolla di accompagnamento, riscontrando una discrepanza nella data di partenza dal Cile, cosa che ha invalidato il documento. Le pere erano destinate a un supermercato, ma le autorità hanno bloccato la spedizione. Proprietario e destinatario dei frutti sono stati multati per 22.000 rubli (440 euro).

Patate: mercato non danneggiato dal boicottaggio
Secondo APK-Inform, l'embargo non ha conseguenze per il settore pataticolo russo. Il raccolto, infatti, è risultato superiore alla media quest'anno, decretando la necessità di importare solo limitati volumi. I principali fornitori di patate della Russia sono Egitto, Cina e Israele. Questi paesi hanno visto migliorare il loro posizionamento proprio a seguito del boicottaggio sulle merci occidentali.

Tasse sulle merci ucraine
In risposta all'accordo siglato tra UE e Kiev per il graduale accesso dell'Ucraina a condizioni favorevoli di scambio commerciale con i paesi dell'Unione, la Russia ha imposto dazi addizionali sull'import delle merci ucraine. Nella lista dei 174 prodotti che diventeranno più costosi da esportare in Russia, ci sono anche prodotti agricoli come la frutta. Il premier russo Dmitry Medvedev aveva già avvertito l'Ucraina che sarebbero state prese delle misure sanzionatorie se il paese avesse attuato i termini economici stabiliti nell'accordo prima del 2016.

Cina pronta all'export
Secondo le autorità locali, la Cina è in grado di soddisfare completamente la richiesta russa di frutta e verdura. L'area di Shandong è una regione particolarmente fertile dove vengono coltivati carote, zenzero, aglio, peperoni quadrati, piselli, zucche, pomodori, cetrioli, broccoli, pesche, pere, pompelmi e angurie. Per il mese prossimo è prevista una serie di negoziazioni tra Russia e Cina. L'accordo commerciale derivante ha un valore di 20 miliardi di dollari per il solo comparto agricolo. Dalla Federazione russa è arrivata conferma sulle trattative con i cinesi, e anche aziende cinesi stanno pensando di creare delle filiali in Russia.

Traduzione FreshPlaza Italia. Tutti i diritti riservati.

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