La Russia chiude i confini alle riesportazioni dalla Bielorussia

Ieri, 20 ottobre 2014, la Russia ja chiuso i suoi confini ai prodotti provenienti dalla Bielorussia. Negli ultimi mesi, il servizio di ispezione russo ha individuato 82 partite che non soddisfacevano i requisiti d'importazione. Dopo gli avvertimenti dei giorni scorsi, ora i confini sono chiusi. Le esportazioni dalla Bielorussia in Kazakistan sono ancora consentite attraverso un numero limitato di valichi di frontiera.

Anche sull'Ucraina grava la minaccia di un ampliamento dell'embargo. La Russia sospetta che l'Ucraina riesporti illegalmente prodotti di origine europea. I russi hanno chiesto chiarimenti a Kiev sull'incremento delle esportazioni di mele e pomodori, in particolare. I prezzi dei pomodori sono aumentati notevolmente in Ucraina. A causa di una moneta debole, i pomodori d'importazione risultano più costosi e la stagione della produzione interna sta giungendo al termine.

Nonostante la crescente inflazione, che ha continuato la sua ascesa anche durante la settimana scorsa, la produzione industriale è in crescita in Russia. Secondo i dati delle autorità russe, la produzione industriale è aumentata del 2,8%. Nel frattempo, i prezzi continuano ad aumentare. Nella settimana 41 del 2014, i cetrioli sono stati venduti ad un prezzo superiore del 10,9%, e i prezzi di pomodori e patate sono aumentati, rispettivamente, del 5,7% e del 2,1%. Quest'anno, l'inflazione si attesta al 6,7%.

Ad agosto, il Servizio Federale Russo contro le turbative di mercato (FAS) ha inaugurato un numero verde per i consumatori. Recentemente, il servizio ha reso noti i risultati: sono arrivate 679 telefonate da Mosca e dintorni, 169 delle quali riguardavano reclami specifici per i prezzi degli ortofrutticoli. Da altre regioni della Russia sono arrivati 1.479 reclami, tutti relativi all'incremento dei prezzi nei supermercati, in particolare per verdura, frutta e carne.

A dicembre, nello stato federato russo del Dagestan è stato inaugurato un complesso serricolo. Il complesso è stato costruito con l'aiuto di tecniche turche e israeliane e ha cominciato la produzione ad aprile 2014. La serra è stata realizzata grazie agli investitori e ad un sussidio del governo regionale.

Sanzioni incrociate: chi ci guadagna?
Non si può dire con certezza se le sanzioni imposte dall'Occidente alla Russia funzioneranno davvero; infatti, tutto dipenderà dalle aspettative. A livello politico non sta cambiando niente. Putin non sembra essere sotto pressione a causa delle sanzioni dall'Occidente. La prospettiva che le sanzioni avrebbero dovuto portare dei cambiamenti politici non si è verificata. Tuttavia, gli effetti si sono percepiti da un punto di vista economico. Le limitazioni imposte principalmente al mondo finanziario e al settore energetico hanno avuto delle conseguenze per l'economia russa. Secondo le previsioni, la crescita si interromperà e la recessione si farà strada in Russia. Il rapporto diretto tra crescita economica e sanzioni è tuttavia difficile da provare. L'unica cosa certa, per ora, è che le sanzioni non abbiano generato alcun effetto positivo.

Nel frattempo, il ministro russo degli Affari Economici ha comunicato che il boicottaggio dei prodotti occidentali sarà portato avanti fino a che non verranno sollevate le sanzioni imposte dall'Occidente alla Russia. Gli esperti temono che la Russia non sia in grado di compensare completamente le importazioni con la produzione interna. Per alcuni prodotti, la quota delle importazioni è talmente grande che non è possibile compensarla sul breve periodo. Ad agosto, la Russia aveva riferito che l'embargo sarebbe durato un anno.

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

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