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Forconi: continua la mobilitazione in tutto il Paese

Continua la protesta dei cosiddetti "forconi", che anche ieri ha interessato gran parte d'Italia, ad esclusione della Valle d'Aosta, dove sono previsti due presidi per venerdì, e del Trentino Alto Adige.

In Piemonte cortei, presidi e blocchi. Torino costituisce uno degli epicentri della protesta, con diversi disagi alla cittadinanza. Nel pomeriggio bomba carta nei dintorni della stazione di Porta Nuova. Manifestazioni anche in provincia, comprese Val Susa e Pinerolese, con una manifestante investita a Villastellone. Volantinaggi e presidi anche nelle altre sette province piemontesi, dove si segnalano minori problemi.

Dal CAAT di Torino segnalano a FreshPlaza: "Lunedì i manifestanti erano davanti all'ingresso. Anche in presenza delle forze dell'ordine, sono riusciti ad entrare solo alcuni lavoratori e pochi camion che hanno potuto scaricare, ma sono tornati indietro completamente vuoti; merce non è uscita. Nella giornata di martedì sempre manifestanti davanti all'ingresso, poche forze dell'ordine, stand parzialmente aperti. Qualche cliente è entrato, sono stati caricati dei camion, ma non è stato possibile far uscire niente, chi ha provato è stato minacciato ed è stato costretto a rientrare". Ieri sera i manifestanti erano ancora presenti in forze davanti all'ingresso del CAAT.

In Veneto i presidi hanno provocato disagi, in specie al traffico sulle autostrade. Sull'autostrada A4, il casello di Soave, nel Veronese, è stato chiuso in entrambi i sensi; forti rallentamenti anche al casello di Montecchio Maggiore (Vicenza), sempre in A4, e a Treviso Sud. Presidi anche a Cittadella e a Portogruaro, mentre a Verona un corteo improvvisato di qualche centinaio di studenti ha sfilato in centro città. Abbastanza tranquilla la situazione al VeronaMercato dove le attività sono state regolari. Segnalato solo qualche problema di rifornimento dalla Sicilia, non tanto per i blocchi, quanto piuttosto per il mancato invio delle merci.

A Milano, piazzale Loreto è stato occupato fino a sera, trattori davanti al Pirellone. Disagi su alcune strade per il volantinaggio, tensione manifestanti-automobilisti. Code e rallentamenti nel bergamasco e allo svincolo di Mantova Nord sull’Autobrennero.

In Liguria, è durata poco più di mezz'ora l'occupazione della stazione ferroviaria di Imperia.

L'Emilia-Romagna ha visto volantinaggio e rallentamenti al casello di Modena nord e a Parma in uscita dall'A1, un presidio di una quindicina di forconi in Piazza Maggiore a Bologna.

"Oggi decideremo come portare avanti la nostra mobilitazione. Se i politici non andranno a casa e domani (oggi per chi legge, ndr) sarà votata la fiducia al governo Letta, ci sarà un'azione eclatante e non violenta a Roma e forse in altre città: non ci arrendiamo". Lo ha detto uno dei coordinatori del movimento "9 dicembre", Danilo Calvani, che guida la protesta del movimento dei Forconi. Blindati di conseguenza Montecitorio, Palazzo Chigi, Palazzo Madama e il Quirinale, in vista delle proteste di oggi.

Malgrado qualche episodio di contestazione, tutte le movimentazioni di merce in entrata e in uscita dal Centro Agroalimentare di Roma ieri si sono svolte nella normalità.

Il movimento dei forconi continua a manifestare in Puglia creando ancora qualche disagio al traffico veicolare, specie sulle strade statali. La situazione più critica si è registrata a Barletta, mentre è andata migliorando la situazione ad Andria, che ieri aveva registrato pesanti disagi al traffico veicolare e ferroviario.

Situazione relativamente tranquilla a Catania, dopo la prima giornata di sciopero, mentre a Palermo i forconi hanno chiesto l'autorizzazione per una manifestazione nella giornata di domani, giovedì 12 dicembre 2013, davanti la sede di riscossione Sicilia.

Le Istituzioni
Ieri sera, dopo il vertice al Viminale, il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha dichiarato: "Non consentiremo a nessuno che le città vengano messe a fuoco. La linea è quella del rispetto della legge e della democrazia: significa che le forze dell'ordine sono lì per dare supporto a chi protesta pacificamente e nel rispetto della legge".

Qualche ora prima il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, intervenendo a Radio Anch’io aveva detto: "Il disagio sociale c'è e non è strumentalizzato, ma dalla crisi si esce tutti insieme con corresponsabilità e concretezza". Lupi ha auspicato il "dialogo", almeno "fino a quando non si usa la violenza".

Il garante degli scioperi, Roberto Alesse, ha invece invitato al confronto: "Occorre che tutte le istituzioni competenti per materia si coordino di più per neutralizzare le proteste attraverso un'incisiva azione di raffreddamento del conflitto collettivo di lavoro". Secondo Alesse "manca una regia complessiva in grado di favorire il dialogo, in grado di aprire tavoli istituzionali permanenti di confronto senza i quali c'è la contrapposizione muro-contro-muro".

Nel frattempo, il sottosegretario ai Trasporto, Rocco Girlanda, ha convocato per martedì 17 dicembre 2013 una nuova riunione del Tavolo dell'autotrasporto per proseguire il dialogo "sui temi d'interesse del settore", invitando anche le associazioni che stanno svolgendo il fermo (clicca qui per maggiori info).

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