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Claudio Gamberini: le nuove tendenze del retail in casa Conad

Nell'ambito di un'indagine sulle nuove tendenze del retail europeo e su come esse vengano colte dalle insegne italiane, FreshPlaza ha incontrato Claudio Gamberini (nella foto), responsabile nazionale Ortofrutta di Conad.

"Per noi, il reparto ortofrutta deve essere percepito dal consumatore come il reparto di Conad. Deve, cioè, vendere un prodotto Conad, curato con tutto ciò che serve a distinguerlo, valorizzando ad esempio le persone che lavorano all'interno del reparto. Il fattore umano, infatti, viene considerato un elemento critico. La nostra Private Label, al momento, pesa per il 30% del totale, ma nei prossimi due anni abbiamo l'obiettivo di arrivare al 50%", spiega il dirigente.

"Ad esclusione di banane e ananas, il 93-94% della nostra offerta ortofrutticola è di origine nazionale. Solo quando il prodotto italiano non è buono, ci si rivolge all'estero. In media, in un nostro punto vendita di 1.000 metri quadrati, si trova un buon assortimento: ad esempio, almeno 10-12 varietà di mele e 7-8 varietà di pomodori, ovviamente nel rispetto della stagionalità delle produzioni. Esistono poi prodotti ortofrutticoli che offriamo per 12 mesi all'anno, come ananas, banane, mele e la stessa uva, anche se come nicchia in certi periodi; ancora, quasi tutte le verdure, la quarta gamma e la frutta secca. Per quanto riguarda la modalità display di frutta e verdura, l'80% è costituito da cassette CPR e il rimanente 20% da cartone o altri imballi".



"Nel caso particolare delle banane - prosegue Gamberini - Conad non possiede centri di maturazione propri ma utilizza quelli dei fornitori. L'offerta è segmentata, proponendo noi sia il marchio leader - Chiquita - che il marchio Qualità Conad e, in alcuni casi, prodotti Fairtrade e/o Biologico. Come accade nel Regno Unito e nei Paesi Bassi, anche in Italia le banane sono considerate un prodotto commodity. Lo stesso accade, in alcuni momenti, per altri prodotti poco organizzati e con offerta frammentata, come le pesche o le arance".

Innovazione di prodotto
"L'Italia è un paese produttore, per cui l'innovazione a volte viene percepita con diffidenza dal consumatore, che la associa al prodotto geneticamente modificato; questa è la ragione per la quale introduciamo frutta e verdura innovative con parsimonia. E' il caso dell'uva senza semi o delle pesche piatte. La quarta gamma costituisce, invece, la prima categoria di verdure per Conad; le macedonie d'altro canto restano un prodotto di nicchia e i piatti unici, come anche le ciotole, non hanno invece registrato grandi successi".



"Più complicato il discorso Frutta ready to eat, cioè quella matura al punto giusto per il consumo immediato. All'estero questa formula funziona su avocado e mango, da noi non è facile: per le pesche, ad esempio, c'è il rischio che si guastino sul banco. Con la frutta estiva stiamo però lavorando su un prodotto il più maturo possibile, che si chiamerà Selezionato da Conad puntando anche sull'innovazione delle confezioni".

Anche Conad, come i principali retailer europei, è interessata a sviluppare programmi di approvvigionamento diretto, ma "abbiamo bisogno di importatori, perché non è il nostro lavoro - sottolinea Gamberini - Noi siamo distributori, facciamo i marchi, i prezzi, ma non forniamo servizi".



"Il prossimo passo da fare, invece, sarà privilegiare il rapporto diretto con le aziende sementiere per la programmazione della fornitura di alcuni prodotti. Ora la Grande distribuzione organizzata italiana è al 55% della quota di mercato, siamo ancora indietro rispetto ai competitor stranieri, ma è una delle direzioni che prenderemo in futuro".

L'ultima riflessione di Claudio Gamberini è rivolta all'aumento di quote di mercato da parte dei discount: "Pensiamo di contrastare la crescita dei discount razionalizzando i nostri assortimenti, segmentandoli e rendendoli più leggibili per il consumatore, puntando su servizi e prodotti e cercando di migliorarne il rapporto qualità/prezzo".

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