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"Il neonato marchio "Vittoria Mercati" solleva gia' le prime critiche"

Il marchio "Vittoria Mercati" (vedi notizia su FreshPlaza del 13/11/2013) è stato appena presentato che già incominciano le polemiche.

Alcuni operatori e lettori siciliani hanno segnalato a FreshPlaza le lacune di quello che chiamano un "abbozzo di progetto". Sottolineano infatti: "Dalla presentazione non si è potuto evincere nient'altro che una singolare proposta ancora tutta da sviluppare. L'unica cosa certa, a tutt'oggi, è la parte grafica, cioè il logo (nell'immagine qui accanto)."

Un logo che peraltro, ai fini di rappresentare un territorio notoriamente vocato all'orticoltura, vede raffigurata una mela verde e che, con la sua forma a cuore, evoca forse un po' troppo il già esistente marchio "Cuore di Car" del CAR - Centro agroalimentare di Roma.

"A parte qualche dettaglio – aggiungono gli addetti ai lavori - poco altro è stato detto se non della concertazione tra la Società di Gestione Vittoria Mercati srl e gli altri Enti e organi istituzionali nella creazione del marchio e sull'importanza che esso potrebbe avere per l'identificazione dei prodotti ortofrutticoli della nostra zona. Viceversa, non è stato detto che cosa esattamente il marchio contraddistinguerà: tutti i prodotti o solo alcuni? Solo quelli che transiteranno dal mercato ortofrutticolo o anche quelli che dalla campagna arriveranno ai centri di condizionamento? I prodotti confezionati o quelli alla rinfusa? Gli imballaggi generici o anche quelli marchiati? I prodotti da consumo fresco o anche quelli destinati alla trasformazione? Non è stato neppure specificato a chi sarà rivolto il marchio: al consumatore finale, all'intermediario o alla Gdo-Grande distribuzione organizzata; né è stato dichiarato in che modo il marchio dovrà essere veicolato."

"Dagli interventi è emerso, innanzitutto, che si tratta di un progetto top-down ossia di un progetto pensato e voluto dai soggetti promotori, i quali non hanno chiesto a coloro che dovranno applicarlo se è proprio cià di cui hanno bisogno, né quali contenuti - origine, salubrità, qualità organolettiche o altro - il marchio debba trasmettere."

"Si è parlato, invece, molto genericamente di un Disciplinare di produzione che sicuramente sarà quello della Regione Sicilia e di un Consorzio di tutela che dovrà vigilare sul corretto impiego del marchio. Nulla è stato detto, invece, su come si alimenterà tutto l'apparato: una fee per chilogrammo di prodotto marchiato o un canone per l'uso dello stesso?".
 
Ancora, "è stato detto che il marchio Vittoria Mercati è complementare al nuovo Born in Sicily, il marchio che certifica l'origine e che è promosso dalla Regione Sicilia. Ci chiediamo quindi: la coesistenza su una stessa confezione di pomodorini del bollino del distributore - immaginiamo un supermercato - del bollino obbligatorio con i dati per la rintracciabilità, del marchio Born in Sicily e infine del Vittoria Mercati crea davvero valore aggiunto al prodotto o, piuttosto, solo confusione agli occhi del consumatore? Inoltre, la Gdo, notoriamente restia ad introdurre loghi non suoi, sarà disposta, in futuro, a sposare questo marchio?".

"Qualcuno potrebbe rispondere che il logo verrà apposto sulla merce che esce dal Mercato Ortofrutticolo in imballaggi più o meno generici per raggiungere i mercati di tutta Italia. A questo punto sorgerebbe spontanea un'altra domanda: chi vigilerà sulla contraffazione? Già, perché in questo caso sarebbe semplicissimo riutilizzare un imballaggio marchiato a perdere, riempiendolo una seconda volta con merce di altra provenienza."

Questi sono solo alcuni dei punti deboli di questo "abbozzo di progetto", forse utile ma non certo innovativa e con contenuti che devono essere sviluppati meglio.

"La nostra comunità e l'economia cittadina – concludono gli operatori - non possono attendere tempi biblici per l'implementazione di provvedimenti adeguati per la ripresa economica; l'Amministrazione comunale non può permettersi un ulteriore passo falso che farebbe arretrare ancora di più la competitività delle nostre aziende agricole. Ci sentiamo vicini a quelle numerosissime famiglie che amano e vivono di questo lavoro e a tutti i costi vogliono continuare a lottare per superare questa difficilissima condizione di crisi. Questi lavoratori e le loro famiglie meritano rispetto. Le istituzioni hanno il dovere di fare del loro meglio per tutelare la loro sussistenza. Augurando all'Amministrazione comunale e ai promotori di questo progetto un sincero buon lavoro, restiamo disponibili a un sereno e proficuo confronto di idee."

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