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Nuova Zelanda: la batteriosi minaccia di ridurre l'export di kiwi del 25%

La batteriosi del kiwi, che ha invaso gli actinidieti della Nuova Zelanda lo scorso anno sembra destinata a ridurre di un quarto le rese del prodotto destinato all'esportazione fino a marzo 2013. Lo ha prospettato il locale Ministero dell'agricoltura e foreste (MAF).

Il Ministero avverte che il batterio Pseudomonas syringae pv actinadiae, meglio noto come Psa, sta causando gravi danni sulle varietà a polpa gialla mentre l'effetto sulla varietà verde è ancora da definire. Ciò potrebbe ridurre il volume delle esportazioni del kiwi giallo di ben due terzi e di un ottavo il volume del kiwi verde.

Questo significa che il valore totale delle esportazioni potrebbe crollare del 25%, a 782 milioni di dollari nei 12 mesi che terminano al 31 marzo 2013, anche se i funzionari del Ministero pensano che una riduzione del 18%, 862 milioni di dollari, sia più probabile.

Secondo lo scenario migliore previsto dal MAF, le rese dell'esportazione scenderebbero del 13% a 915 milioni di dollari per l'anno 2013.

"L'impatto che il Psa ha avuto nell'ultimo anno, e che continuerà ad avere, sulle imprese e comunità agricole ha sollevato la questione del ruolo assistenziale del governo e il MAF sta valutando diverse opzioni", si legge in un comunicato.

Il batterio Psa è stato scoperto in diversi frutteti lo scorso anno (2010), spingendo il governo e l'esportatore monopolista Zespri a sborsare 25 milioni di dollari a testa in un piano volto a contenere la diffusione del cancro batterico.

Il Ministero ha dichiarato che Te Puke, nella Bay of Plenty, era l'area più colpita con poco più di un quarto degli impianti di kiwi infettati.

La scorsa settimana, gli azionisti della Cooperativa di frutticoltori Satara hanno respinto l'offerta di fondersi con la più grande Seeka Kiwifruit Industries (vedi precedente notizia), in un accordo che è stato visto come un tentativo di scalata in un settore travagliato. L'anno scorso, Satara ha rifiutato una proposta di fusione con Eastpack (vedi precedente notizia), dopo che le linee di credito Eastpack si sono prosciugate a seguito dello scoppio del Psa.

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