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Le dinamiche del mercato giapponese della frutta

I fornitori di ortofrutta fresca dell’emisfero sud del mondo necessitano di costruire nuovi sbocchi all'esportazione per collocare i loro crescenti volumi di produzione e garantirsi solide entrate.

Durante lo scorso Eurofruit Congress Southern Hemisphere di Lima, proprio nella sessione dedicata ai mercati alternativi, Mary Carmen Yamamoto, consulente indipendente di agri-business, ha valutato le opportunità e le esigenze delle economie in rapida evoluzione di Asia e Russia.

Nel caso specifico del Giappone, Yamamoto ha segnalato l'indice di penetrazione dei principali frutti. Le banane sono consumate da oltre il 55% della popolazione, contro il 49,5% della mela, il 42,3% dei mandarini. Seguono le fragole (34%), pompelmo (13,7%), arancia (10,8%), kiwi (10,4%) e quindi ananas, pere, uva, anguria, melone, pesche, kaki, mango, ecc.

L'importazione di frutta fresca ha superato 1,9 milioni di tonnellate. Tra i principali frutti importati figurano: banane, agrumi, noci, fragole e mirtilli, ananas, mango e avocado, frutta congelata, uva, pesche, frutta disidratata, angurie, meloni e papaya.

Per quanto riguarda la provenienza della frutta importata in Giappone, avocado e mango arrivano prevalentemente dal Messico; agrumi, uva, mirtilli, kiwi, fragola congelata dal Cile, mentre le banane dall’Ecuador e dal Perù.


Le principali aree produttive di ortofrutta del Giappone.

In Giappone la frutta spesso viene acquistata per essere offerta come dono: i prezzi sono elevati e quindi viene spesso venduta in singole unità.



Viene acquistata principalmente nei supermercati, dove sono dedicate apposite aree di vendita, reparti e stand, nei piani interrati dei grandi magazzini, oppure in piccoli negozietti o minimarket. In strada, in caratteristici banchetti, viene preparata insieme al cioccolato per dolci tradizionali.

La promozione della frutta avviene per canali tradizionali, come volantini o depliant nei supermercati (dove sono sempre ben indicati marca e paese di origine) e con la pubblicità in TV. Un caso di promozione a se stante ha riguardato la cosiddetta "dieta della banana" (vedi precedente articolo).

Nel 2006, Hitoshi Watanabe, entusiasta dei risultati ottenuti, diffuse la sua dieta della banana su Internet grazie a Mixi, la più popolare internet community del Giappone.

Nel 2008 erano già ben 230.000 le copie del libro vendute. E ovviamente anche le vendite delle banane aumentarono drasticamente.

Come i giapponesi acquistano frutta e verdura
Nella sua relazione, Yamamoto ha fornito alcune informazioni utili a comprendere l'acquisto e il consumo giapponese di ortofrutta.

In prossimità delle stazioni ferroviarie e degli autobus si trovano spesso supermercati e piccoli negozi, dove però il consumatore effettua pochi acquisti per volta, dovendo raggiungere a piedi il suo appartamento. E comunque le case sono piccole, non c'è spazio per le scorte.

In genere si fa la spesa in pausa pranzo o dopo il lavoro, altro motivo per cui molti giapponesi effettuano acquisti quotidiani.



Per quel che riguarda la frutta in particolare, viene proposta in bellissime confezioni, ad elevati standard di qualità e igiene.

I consumatori prediligono i frutti comodi, facili da sbucciare e da tagliare, e che offrono benefici alla salute. In questa ottica, vengono anche spesso offerti come doni per ricorrenze speciali. I periodi che comportano un maggior consumo di frutta sono agosto, Capodanno e durante le cerimonie buddiste o scintoiste quando ci si scambiano doni a base di frutta.

Contatti:
Mary Carmen Yamamoto
Email: mcycursos@gmail.com

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