I prezzi di pesche e nettarine continuano a scendere. Tra le cause più frequentemente citate da operatori del settore e organi di stampa, il ritardo di maturazione del prodotto nel Sud Italia e l'anticipo nella raccolta nel Nord, che avrebbero causato una sovrapposizione dell'offerta, oltre alle abbondanti forniture provenienti dall’estero, in particolare dalla Spagna.
Ad aggravare la situazione - contraddistinta da costi di produzione troppo elevati, scarsa redditività dei produttori, tempistiche di pagamento dilazionate, ecc. - anche la crisi provocata dall’allarme E. coli, che ha rallentato le esportazioni soprattutto verso la Germania, maggior importatore di frutta italiana, e il tentativo fallito di un accordo interprofessionale (vedi precedente notizia).
FP - Direttore Amidei, un suo commento sull'andamento negativo di pesche e nettarine. Quali, secondo lei, le possibili cause che hanno determinato questa situazione?
GA - Come ripeto spesso, la frutticoltura è un’industria non programmabile, o perlomeno non completamente. Al momento, a differenza di quanto accaduto gli anni scorsi, non siamo di fronte a una sovrapproduzione di pesche e nettarine, ma a una situazione produttiva normale.
Malgrado ciò, in questo periodo registriamo un accavallamento della produzione Nord/Sud e anche il contingente periodo finanziario non aiuta i consumi - la nostra è un’economia che non respira - così come la psicosi da E. coli, che ha comportato una riduzione degli acquisti di ortofrutta in tutta Europa. Non parlerei però, per l’Italia, di crisi strutturale del settore, semmai proprio dei consumi, in quanto la produzione europea è in media con quella degli ultimi anni, ma - per le ragioni appena dette - mancano i consumi.
Insomma, il problema è che l’offerta supera la domanda o, meglio, che la domanda non è abbastanza sviluppata.
FP - Sono prevedibili dei "cambi di rotta" per questa disastrosa tendenza?
GA – Direi di sì, se consideriamo che il prodotto raccolto ora deve essere consumato entro 15-20 giorni. La maturazione anticipata delle nettarine si tradurrà per forza in una precoce fine della raccolta, una situazione opposta a quella dell’anno scorso: raccoglieremo meno in agosto e questo probabilmente significherà una ripresa delle quotazioni nella parte finale della campagna.
FP – Qualche rammarico per il fallimento dell’accordo interprofessionale mirato a rilanciare il mercato di pesche e nettarine a livello nazionale?
GA - Dobbiamo certamente registrare una mancata disponibilità da parte della GDO-Grande distribuzione organizzata ad accettare le regole proposte dai produttori di non commercializzare determinate tipologie di prodotti stranieri, secondo standard condivisi. Ma è anche vero che in questo periodo si parla di quantitativi davvero irrisori. Piuttosto manca il consumo estero e sono altre le direzioni da percorrere; ad esempio i francesi prevedono differenti accordi con la GDO riguardanti la scontistica e le tempistiche dei pagamenti.
FP - Lei partecipa anche al TOR, Tavolo ortofrutticolo regionale (la riunione settimanale si è tenuta lo scorso 8 luglio, vedi articolo precedente): quali azioni correttive si prevedono a livello di OP, Istituzioni o lo stesso Tavolo ortofrutticolo?
GA – Di richieste ne abbiamo già fatte molte, su piano nazionale e anche europeo. Ma sappiamo bene come sia difficile ottenere dei cambiamenti sul breve periodo, soprattutto a livello comunitario dove le modifiche ai regolamenti sono difficili e richiedono tempo, un lusso che i produttori non possono permettersi.
Saremo ancora impegnati, e con più forza rispetto a crisi simili del passato, ma i tempi brevi necessari a gestire con efficacia questi momenti negativi sono ancora lontani. Sono molto preoccupato, e deluso, perché da oltre venti giorni denunciamo questa grave situazione ma - a livello politico e istituzionale - non abbiamo ottenuto risposte né alcun tipo di aiuto. I produttori non stanno incassando e l’unico fattore positivo che ancora ci dà motivo di sperare e di impegnarci, è che dal mese di agosto dovremmo avere un miglior rapporto domanda/offerta. Ma i frutticoltori non potrebbero comunque risollevare l’andamento della stagione con poche settimane positive.
Secondo quanto stabilito nella riunione del TOR di venerdì scorso, da ieri, lunedì 11 luglio 2011, i produttori ricorrono ai ritiri dal mercato di importanti quantitativi di prodotto inviati principalmente alla produzione di energia o al compostaggio. E ieri pomeriggio le OP hanno manifestato le loro preoccupazioni all’Assessore Tiberio Rabboni e alla Consulta agricola, chiedendo che le istituzioni regionali si facciano portavoce del disagio degli agricoltori.