Una panoramica sul mercato russo – 28ma settimana

L’andamento dei commerci ortofrutticoli sul mercato russo nel corso della 28ma settimana è risultato migliore rispetto alla 27ma, soprattutto nei comparti delle drupacee e degli ortaggi di produzione locale. Tuttavia, tutti i principali problemi sono rimasti immutati. Mele e pere sono state scambiate più attivamente sulla piazza di Mosca e su quella di San Pietroburgo, mentre gli agrumi sono andati meglio nelle regioni degli Urali e della Siberia. Le temperature sono state calde a Mosca e San Pietroburgo ed estremamente elevate in Siberia.

Per quanto riguarda gli arrivi di nuova merce registrati nel corso della settimana, bisogna tenere in considerazione i lunghi ritardi nelle operazioni di scarico, dovuti alla cattiva situazione del mercato relativamente ai prodotti provenienti dai paesi dell’emisfero meridionale. Ben due vascelli cargo sono stati fatti slittare, per le operazioni di scarico, dalla settimana precedente alla 28ma, perciò il totale dei pallets di merce disponibile vanno calcolati sommando quelli ancora sulle navi a quelli in arrivo – 5.000 pallets dal Cile, 1.800 dal Sudafruca (prevalentemente mele e pere). In generale, i nuovi arrivi hanno cominciato a rallentare: si sono registrati, nella 28ma settimana, due vascelli dall’Argentina, per un totale di 2.700 pallets di agrumi e 3.100 di mele/pere; due i cargo giunti dal Sudafrica, con 6.300 pallets con grandi quantitativi di pompelmi e un vascello dal Cile, con 5.000 pallets.

Arance
Alcuni importatori hanno inondato il mercato con considerevoli volumi di arance Valencia di produzione egiziana che erano rimaste stoccate a Novorossijsk per lungo tempo. In prima battuta, il mercato ha reagito positivamente, ma sul finire della settimana ci si è resi conto che questa disponibilità extra di prodotto non previsto ha quasi ucciso l’intero commercio delle arance. I prezzi delle Valencia di origine marocchina sono partiti da un livello ridicolo - 0,28 $/kg per arance di calibro grande e con qualche problema qualitativo. In ogni caso, il prezzo non è mai salito sopra il livello di 0,99 $/kg.. Per giunta, le Valencia provenienti da Cipro sono state offerte a 0,765 $/kg. A causa della scarsa richiesta, il prezzo minimo per tutta la merce proveniente dall’emisfero meridionale – non importa se brasiliana, argentina o sudafricana – si è allineato ad uno stesso valore: 1,08 $/kg. Ciononostante, l’offerta non ha trovato acquirenti.

Mandarini
La situazione è mutata nella direzione peggiore sul finire della settimana, con prezzi al livello di 1,70 $/kg – senza alcuna domanda – contro un prezzo richiesto di 2,04 $/kg per la merce argentina all’inizio della settimana. Anche i mandarini sudafricani hanno seguito questa tendenza, con quotazioni inferiori di 8 centesimi di dollaro al chilo rispetto alla merce argentina.

Pompelmi/Pomelo
Troppa, decisamente, l’offerta di pompelmi sul mercato russo quest’estate. Niente da eccepire sulla qualità della merce sudafricana, assolutamente ottima, ma non si tratta di quel genere di prodotto su cui i prezzi abbiano un qualche effetto trainante sulle vendite. La merce che presentava difetti qualitativi a causa di procedure di stoccaggio non idonee, è stata offerta senza successo al prezzo di 0,57 $/kg. I pompelmi perfetti sono risultati non più costosi di 1,275 $/kg. Per la merce argentina, infine, il prezzo non si è nemmeno formato nella 28ma settimana.

Mele
Malgrado la comparsa sul mercato di merce locale, le mele hanno mostrato una dinamica ancora vivace nel corso della 28ma settimana. La varietà rosse sono rimaste senza dubbio le più richieste e hanno mantenuto la leadership nelle vendite, nonostante la differenza di prezzo tra esse e le mele di varietà Granny abbia superato in certe zone i 7,50 dollari la cassa. La quotazione delle mele rosse è andata aumentando fino a 1,94 $/kg a San Pietroburgo; diversamente, nelle regioni della Federazione Russa, la quotazione non ha superato 1,80 $/kg. Tra le Granny, le peggiori per qualità e dunque più economiche in quanto a prezzo sono risultate le mele argentine - 1,18 $/kg – mentre la merce cilena ha riscontrato una buona domanda, su un livello più elevato di prezzo - 1,60 $/kg. Al top delle Granny si sono collocate le mele sudafricane - 1,70 $/kg. Da parte loro, le Idared polacche hanno perso ancora punti, scendendo a 1,70 $/kg., principalmente per via della scarsa qualità. Le Fuji cinesi sono scese anch’esse a 1,79 $/kg per via della comparsa sul mercato di frutti più economici, di calibro inferiore, venduti a 1,62 $/kg.

Pere
Il mercato per le pere nella 28ma settimana è rimasto abbastanza attivo. Perfino alcune Conference sono state riproposte sul mercato ad un prezzo di 2,48 $/kg per i calibri 75+. Per quanto riguarda le Packham, queste si sono configurate come il bestseller della settimana, anche se il prezzo non è cambiato molto rispetto alla settimana precedente - 1,84 $/kg. Gli operatori sono rimasti molto sorpresi per la comparsa di pere Williams in questo periodo dell’anno e non se la sono sentita di trattare questa varietà, malgrado la forte domanda di pere in generale – prezzo a partire da 1,42 $/kg in su.

Uva da tavola
Ci sono ancora varie partite di uva che ancora attendono di essere scaricate dalle navi cargo provenienti dal Cile. Un limitato quantitativo di Red Globe cilena è stato venduto ad un prezzo di 2,64 $/kg, nonostante ci fosse offerta da parte degli importatori per uve cilene delle varietà Flame o Red Globe risalenti a vecchi arrivi, offerte ad un livello di prezzo di 1,30 $/kg. La domanda si è fatta più forte sulle uve bianche del nuovo raccolto egiziano – 3,20 $/kg. Gli stock di uve sudafricani risalenti a precedenti arrivi sono stati offerti in un range molto ampio di prezzo: da 1,42 $/kg a 2,27 $/kg, sia per la Dauphine, sia per la Barlinka. Tuttavia, la Turchia sta per inondare il mercato con le sue uve Perlette e Sultana e anche le uve uzbeke hanno fatto la loro comparsa in Siberua nel corso della settimana.

Kiwi
Situazione molto simile a quella dei limoni. I prezzi più elevati - 1,49 $/kg - hanno riguardato la merce in condizioni qualitativamente migliori, mente non si può dire ci sia stato un livello base di prezzo, dato che si sono viste anche quotazioni di soli 0,30 $/kg.

Verdure
La settimana 28 ha visto qualche miglioramento sul fronte del commercio delle verdure. Le patate egiziane sono aumentate a 0,475 $/kg e le cipolle egiziane hanno incontrato domanda sul livello di prezzo di 0,595 $/kg. Le cipolle olandesi sono ulteriormente salite a 0,61 $/kg., mentre la merce proveniente dalla Turchia si è mossa su un livello di 0,55 $/kg. Il prezzo per le carote israeliane è aumentato a 1,09 $/kg. Molteplici le origini dei pomodori presenti sul mercato nel corso della 28ma settimana: da quelli locali della regione di Astrakan, a quelli polacchi, turchi e greci. Forte dunque la competizione su questo prodotto, con conseguente discesa dei prezzi a 1,09 $/kg. I cetrioli invece hanno trovato competizione solo all’interno di una stessa zona di provenienza – la Bielorussia. Malgrado ciò, i prezzi sono comunque diminuiti a 0,42 $/kg.

Frutta estiva
Il commercio riguardante la frutta estiva è rimasto piuttosto attivo in tutto il paese. La Grecia ha ancora mantenuto la leadership tra tutti i paesi di origine della merce, favorita anche dal venir meno dell’offerta turca. Il prezzo delle pesche è stato spinto al ribasso dall’incremento degli arrivi, arrivando a 1,70 $/kg. Le nettarine sono risultate più costose - 2,13 $/kg – ma comunque meno della settimana precedente. Decisamente troppi i volumi di ciliegie polacche, con immediata reazione dei prezzi che si sono attestati su livelli variabili da 2,55 $/kg per le ciliegie rosse to 4,25 $/kg per quelle nere. Le fragole sono praticamente esaurite. L’origine dominante tra le albicocche è cambiata, passando dall’Uzbekistan all’Ucraina: la merce proveniente da quest’ultimo paese è stata quotata 1,70 $/kg, mentre le albicocche armene confezionate in Turchia sono state offerte a 2,13 $/kg.

Pavel Bandurovsky
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