A cura di Rossella Gigli

Introduzione delle patate OGM per uso industriale e nuovi scenari nei materiali ecologici

E' notizia recente che la BASF, in collaborazione con l'olandese AVEBE, sta lavorando allo sviluppo di patate geneticamente modificate al fine di produrre tuberi con livelli maggiori di amido, soprattutto nella tipologia molecolare dell'amilopectina. Queste patate, come la già autorizzata Amflora, aprono interessanti scenari nel settore degli impieghi non-food della fecola di patate.

Oltre a costituire l'alimento di base per oltre un miliardo di persone e a rappresentare la quarta coltura più importante di tutto il mondo, la patata può fare molto di più, essendo un'importante materia prima ambientalmente sostenibile, grazie al suo elevato contenuto di amido (6,5 ton per ettaro, contro i 3 ton/ha e i 4,5 ton/ha di grano e mais, rispettivamente).

L'amido di patate: una commodity incredibilmente versatile
L'amido (o fecola di patate) trova applicazioni nei più svariati settori industriali, con particolari ricadute in termini di biosostenibilità dei prodotti che ne scaturiscono.

Industria cartiera - l'amido conferisce alla carta importanti proprietà tecniche (ad esempio, ne accresce la consistenza).

Industria tessile - L'amido conferisce ai filati resistenza alle abrasioni e levigatezza, migliorando l'aspetto ottico e tattile dei tessuti.

Collanti - Estremamente apprezzate le proprietà dell'amido tanto nella produzione di colle ecocompatibili, quanto in medicina, dove l'impiego di simili collanti risulta privo di effetti nocivi sulla salute.

Fertilizzanti - L'amido può costituire la base per la realizzazione di fertilizzanti non chimici.

Detergenti - L'amido è il materiale di partenza per la realizzazione di detergenti biodegradabili.

Farmaceutica e cosmesi - L'amido viene utilizzato in prodotti in polvere, pasta dentifricia e creme. L'amido modificato viene utilizzato anche nelle compresse, per facilitarne l'assorbimento da parte dell'organismo.

Biotech - L'amido offre un substrato per la coltura di micro-organismi che possono generare prodotti finiti utili (ad esempio, vitamine), attraverso il metabolismo.

Materiali biodegradabili - L'amido è la materia prima per la realizzazione di biopolimeri, che possono sostituire i materiali a base di petrolio. I polimeri a base di amido possono essere conformati in diversissime forme e perfino essere spruzzati. L'amido costituisce la materia prima anche per la realizzazione di sacchetti compostabili per la spesa.

Biocombustibili - L'amido di patate può essere fatto fermentare ed essere distillato per la produzione di bioetanolo.

La situazione nella UE
La produzione di fecola di patate per usi non alimentari è soprattutto un'attività delle nazioni occidentali (sebbene anche in Asia se ne utilizzino limitate quantità per scopi industriali).

Ogni anno l'UE produce 9 milioni di tonnellate di amido, di cui un quinto derivante dalle patate, il resto da mais e grano. Le quote di produzione di amido di patata (complessivamente 2 milioni di ton) sono suddivise tra Germania (656.000 ton), Paesi Bassi (507.000 ton) e Francia (265.000 ton). Oltre il 40% della fecola di patata prodotta nella UE ha impieghi non alimentari.

Alla luce di queste cifre, si comprende bene il valore strategico di un'alleanza tra Germania e Paesi Bassi in questo settore.

Vantaggi dell'amido di patate
Rispetto agli amidi di mais o grano, l'amido di patate presenta una maggiore viscosità, con minore conducibilità elettrica e termica e notevole capacità di "intrappolare" l'acqua. Tra le sue due componenti, amilosio e amilopectina, quest'ultima molecola è quella di maggior valore per gli impieghi industriali. Una patata per usi industriali ha un contenuto di amido pari al 17-20%, contro un 10% delle patate da mensa.

Dal punto di vista dell'impatto ambientale, inoltre, lo sfruttamento delle risorse idriche nella coltivazione della patata è di gran lunga inferiore a quello richiesto per la coltura di mais o grano.

Amilosio, amilopectina e patata OGM Amflora
Come abbiamo detto, l'amido di patata è costituito da due componenti: amilosio al 20% e amilopectina all'80%, entrambi sono polimeri di glucosio ma con proprietà differenti. Infatti mentre l'amilopectina è un addensante ed è adeguato per applicazioni industriali, l'amilosio gelifica risultando non idoneo nei processi di lavorazione.

Si è avuta quindi l'idea di creare Amflora, una patata OGM pura in amilopectina, in quanto si è "disattivato" il gene responsabile della sintesi di amilosio.

Patate OGM e nuovi scenari sostenibili per i materiali di origine vegetale
I grandi sforzi in tutto il mondo, dai supermercati all'industria, di sostituire la plastica oleosa convenzionale con la bioplastica stanno causando problemi ambientali e confusione nei consumatori, come sostiene uno studio di "The Guardian", quotidiano britannico, il quale critica tutti i progetti avviati per sostituire pacchetti, contenitori di plastica tradizionale con plastica biodegradabile, che si ricava da mais, canna da zucchero o grano.

Dal punto di vista alimentare, infatti, "consumare" materie prime agricole per la produzione di biopolimeri è una scelta controproducente. Infatti, oltre al grande dispendio in termini di acqua, fertilizzanti, mezzi meccanici che coltivazioni intensive come quelle citate comportano, il circolo vizioso che rischia di innestarsi (come la cronaca recente dimostra ampiamente) è quello di un rincaro insostenibile dei generi alimentari di prima necessità.

Per produrre le 300.000 tonnellate di bioplastiche che dovranno sostituire le equivalenti tonnellate di polietilene oggi usate per produrre 15 miliardi di sacchetti, si dovrebbero coltivare a mais e girasole 200.000 ettari di terreno. Prospettiva che appare ben poco sostenibile.

L'avvento sul mercato dell'alternativa costituita dalla patata OGM si configura come una vera e propria rivoluzione. Poter coltivare una patata non commestibile che produca amido puro in quantità ben superiore a mais, grano o altre colture significa rispondere all'esigenza di approvvigionamento di materia prima da destinare a scopi industriali, interessando nel contempo superfici coltivate di estensione assai minore, con nessun impatto sui prezzi dei generi alimentari di base e con meno spreco di risorse idriche.

Chiunque avrà in mano questa soluzione vincente dominerà tutti i settori più promettenti dell'economia sostenibile del futuro, con ritorni economici astronomici e lasciandosi alle spalle qualunque crisi economico-finanziaria. L'Italia rischia in tutto ciò di rimanere al palo, senza nemmeno affacciarsi dalla finestra per guardare cosa succede.

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