Un problema di comunicazione

Arance siciliane: bufera tra Consorzi per un servizio apparso su Striscia la Notizia

Nel corso della puntata di Striscia la Notizia di giovedi 14 gennaio 2010, è stata mandata in onda una rubrica "Contro i tarocchi", nella quale, in veste di Presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, Alessandro Scuderi ha mostrato quali caratteristiche possono indicare al consumatore di trovarsi in presenza di arance Tarocco, Moro o Sanguinello, invece che di arance bionde.

La finalità del servizio, ovviamente pubblicitaria e di promozione della produzione agrumicola a marchio IGP, ha tuttavia suscitato un vespaio di polemiche. Il raffronto presentato in trasmissione tra un'arancia pigmentata e una bionda poteva infatti indurre il consumatore nell'errore di credere:
1. Che un'arancia pigmentata sia, dal punto di vista organolettico, superiore ad un'arancia bionda e dunque ad essa sempre e comunque preferibile.
2. Che le arance bionde di tipo Navel ("ombelicate") vengano spacciate nei punti vendita per arance Tarocco o pigmentate.
3. Che la presenza dell'ombelicatura su un'arancia sia segno di minore qualità o di prodotto contraffatto.

La risposta di Giuseppe Pasciuta, a sua volta presidente del Consorzio Tutela Arancia di Ribera DOP non si è fatta attendere: "Il messaggio giunto ai telespettatori - scrive Pasciuta - è sicuramente lesivo dell’immagine dell’Arancia Ribera di Sicilia – Riberella, in quanto il suo elemento caratterizzante è proprio il cosiddetto "ombelico", elemento che da oggi potrà essere considerato dai consumatori come negativo e quindi caratteristico di un prodotto "taroccato", ovvero falso o contraffatto, quindi da non acquistare" (clicca qui per il testo integrale della lettera).

Critiche sono giunte al servizio apparso su Striscia la Notizia anche dalla Cia-Confederazione Italiana Agricoltori, la quale ha sottolineato che: "Esistono anche moltissime arance rosse (che sono poi la maggioranza) prodotte in Sicilia, ugualmente buone e ugualmente "vere", ma che, per scelta imprenditoriale, non si fregiano del marchio IGP", con ciò mettendo in guardia contro la confusione che potrebbe ingenerarsi nel consumatore finale (per approfondire, clicca qui).

Da parte sua, Titti Bufardeci, l’assessore regionale alle risorse agricole, ha dichiarato: "L’ultima cosa di cui l’agricoltura siciliana ha bisogno è una guerra tra produttori. Il messaggio trasmesso è fuorviante rispetto al complesso patrimonio agrumicolo della nostra regione, ma resto convinto della buona fede di chi ha realizzato il servizio giornalistico" (clicca qui per il testo integrale).

Padroneggiare lo strumento della comunicazione
Noi di FreshPlaza, conoscendo personalmente tanto Alessandro Scuderi quanto Peppe Pasciuta, siamo anche noi pienamente convinti circa la buona fede di entrambi: il primo si proponeva semplicemente di fare un po' di pubblicità al Consorzio IGP (esortando tra l'altro il pubblico a consumare arance, perché fanno bene alla salute), il secondo intende difendere, da parte sua, i meriti di un'altra ottima produzione siciliana, come quella dell'arancia Navel di Ribera.

Non possiamo tuttavia esimerci dal commentare che questa vicenda ci insegna quanto sia necessario e urgente migliorare la gestione della comunicazione da parte delle imprese ortofrutticole, affinché essa risulti efficace e costituisca uno strumento di crescita per l'intero comparto.

FreshPlaza prende dunque fin d'ora l'impegno con i propri lettori, che i temi relativi alla Comunicazione e al Marketing saranno inseriti nell'agenda del nostro lavoro redazionale, in modo da fornire al nostro pubblico le informazioni basilari su come funzionano e su come vanno gestiti questi strumenti, tanto potenti quanto distruttivi, se usati nella maniera sbagliata.

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