Giornata tecnica sulla frutticoltura in Sicilia

"Il 29 novembre 2011 si e' svolta, in un percorso a tappe, tra le provincie di Agrigento e Caltanissetta, la "Giornata sulla Frutticoltura"."
"Il 29 novembre 2011 si e' svolta, in un percorso a tappe, tra le provincie di Agrigento e Caltanissetta, la "Giornata sulla Frutticoltura"."
"I partecipanti si sono dati appuntamento al centro di lavorazione della Coop. "I frutti della valle dei templi", in c.da Spinasanta di Campobello di Licata (AG). La "Giornata sulla Frutticoltura" e' stata promossa e organizzata dal Consorzio Vivaisti Lucani, CO.VI.L. di Scanzano Jonico (MT), dal gruppo vivaistico francese Escande-Bee, dalla Coop. "I frutti della valle dei templi" di Campobello di Licata (AG), con il patrocinio della Regione Sicilia e del Comune di Campobello di Licata (AG), e con la collaborazione della Facolta' di Agraria dell'Universita' degli studi di Palermo e dell'Aziende Agricola "La Torretta" di Delia (CL)."
"I partecipanti si sono dati appuntamento al centro di lavorazione della Coop. "I frutti della valle dei templi", in c.da Spinasanta di Campobello di Licata (AG). La "Giornata sulla Frutticoltura" e' stata promossa e organizzata dal Consorzio Vivaisti Lucani, CO.VI.L. di Scanzano Jonico (MT), dal gruppo vivaistico francese Escande-Bee, dalla Coop. "I frutti della valle dei templi" di Campobello di Licata (AG), con il patrocinio della Regione Sicilia e del Comune di Campobello di Licata (AG), e con la collaborazione della Facolta' di Agraria dell'Universita' degli studi di Palermo e dell'Aziende Agricola "La Torretta" di Delia (CL)."
Il territorio siciliano compreso tra le province di Agrigento e Caltanisetta, tradizionalmente orientato verso produzioni viticole, per le particolari caratteristiche pedo-climatiche presenta ottime potenzialita' per lo sviluppo di una frutticoltura di qualita' e di alto profilo tecnologico.
Il territorio siciliano compreso tra le province di Agrigento e Caltanisetta, tradizionalmente orientato verso produzioni viticole, per le particolari caratteristiche pedo-climatiche presenta ottime potenzialita' per lo sviluppo di una frutticoltura di qualita' e di alto profilo tecnologico.
In alcune aree, viticole per tradizione, della Puglia (Taranto-Bari) e della Sicilia (Caltanissetta-Agrigento), e' in atto un graduale processo di riconversione colturale, come risposta alla crisi di mercato che sta interessando l'uva da tavola e da vino.
In alcune aree, viticole per tradizione, della Puglia (Taranto-Bari) e della Sicilia (Caltanissetta-Agrigento), e' in atto un graduale processo di riconversione colturale, come risposta alla crisi di mercato che sta interessando l'uva da tavola e da vino.
"Tempio greco della "Concordia" (440 a.C.- 430 a.C.) dell'antica citta' di Akragas, sito nella Valle dei Templi di Agrigento. In Sicilia la frutticoltura ha origini molto lontane, presenta aspetti 'storici', con un patrimonio di cultivars autoctone, esperienze e forme di coltivazione, unici nel suo genere."
"Tempio greco della "Concordia" (440 a.C.- 430 a.C.) dell'antica citta' di Akragas, sito nella Valle dei Templi di Agrigento. In Sicilia la frutticoltura ha origini molto lontane, presenta aspetti 'storici', con un patrimonio di cultivars autoctone, esperienze e forme di coltivazione, unici nel suo genere."
"Mille mandorli nella valle dei templi". L'iniziativa, promossa dalla Regione Sicilia, dal Parco Archeologico della Valle dei Templi, dal FAI, dal Feudo Principi di Butera e dall'Universita' degli Studi di Palermo, attraverso la messa a dimora di mille piante, di oltre trecento varieta' autoctone di mandorli (alcuni molto rari), ha voluto promuovere una politica di informazione e sensibilizzazione nei confronti dell'ambiente e del recupero delle vecchie tradizioni della frutticoltura siciliana."
"Mille mandorli nella valle dei templi". L'iniziativa, promossa dalla Regione Sicilia, dal Parco Archeologico della Valle dei Templi, dal FAI, dal Feudo Principi di Butera e dall'Universita' degli Studi di Palermo, attraverso la messa a dimora di mille piante, di oltre trecento varieta' autoctone di mandorli (alcuni molto rari), ha voluto promuovere una politica di informazione e sensibilizzazione nei confronti dell'ambiente e del recupero delle vecchie tradizioni della frutticoltura siciliana."
"Il prof. Tiziano Caruso, direttore del Dipartimento di Coltivazioni Arboree dell'Università di Palermo, ha coordinato il lavori della "Giornata sulla frutticoltura" del 29 novembre 2011."
"Il prof. Tiziano Caruso, direttore del Dipartimento di Coltivazioni Arboree dell'Università di Palermo, ha coordinato il lavori della "Giornata sulla frutticoltura" del 29 novembre 2011."
"Le leggi di mercato e la richiesta del consumatore, afferma il prof. Caruso, a meta' tra la riscoperta di vecchie cultivars dal sapore "antico" e la necessita' di standardizzare il prodotto avanzata dalla Grande Distribuzione, trovano in Meridione, e in particolare in Sicilia, un ambiente di coltivazione ideale per la presenza naturale delle due forme di frutticoltura che possono coesistere senza ostacolarsi a vicenda."
"Le leggi di mercato e la richiesta del consumatore, afferma il prof. Caruso, a meta' tra la riscoperta di vecchie cultivars dal sapore "antico" e la necessita' di standardizzare il prodotto avanzata dalla Grande Distribuzione, trovano in Meridione, e in particolare in Sicilia, un ambiente di coltivazione ideale per la presenza naturale delle due forme di frutticoltura che possono coesistere senza ostacolarsi a vicenda."
L'aumento delle superfici investite in frutticoltura, continua Caruso, trova origine nelle condizioni pedo-climatiche favorevoli, nella nuova ed attiva imprenditoria, nell'esigenza di bilanciare i vuoti di produzione del Nord e di allargare la filiera frutticola utilizzando tutte le potenziali aree produttive della Sicilia.
L'aumento delle superfici investite in frutticoltura, continua Caruso, trova origine nelle condizioni pedo-climatiche favorevoli, nella nuova ed attiva imprenditoria, nell'esigenza di bilanciare i vuoti di produzione del Nord e di allargare la filiera frutticola utilizzando tutte le potenziali aree produttive della Sicilia.
Nelle zone di Riesi, Delia, Canicatti', Ravanusa, Campobello di Licata e Siracusa, si sta assistendo, negli ultimi anni, ad un crescente incremento dei frutteti. Il classico paesaggio agrario dominato dall'uva da tavola si sta gradualmente diversificando in pescheti e albicoccheti.
Nelle zone di Riesi, Delia, Canicatti', Ravanusa, Campobello di Licata e Siracusa, si sta assistendo, negli ultimi anni, ad un crescente incremento dei frutteti. Il classico paesaggio agrario dominato dall'uva da tavola si sta gradualmente diversificando in pescheti e albicoccheti.
"Per essere competitivi e superare la crisi dei mercati, occorre che tutti gli attori della filiera sostengano la "Cultura del Risultato" e perseguano l'obiettivo della "Qualita'" delle produzioni. Lo ha affermato il dott. Salvatore Licari (in foto), direttore della Coop. "I frutti della valle dei templi" di Campobello di Licata (AG), nel corso del suo intervenuto al seminario tecnico, dal titolo "Innovazioni in frutticoltura: varieta' e tecniche di produzione", svoltosi nel pomeriggio del 29 novembre, presso il Centro Polivalente del Comune di Campobello di Licata (AG)."
"Per essere competitivi e superare la crisi dei mercati, occorre che tutti gli attori della filiera sostengano la "Cultura del Risultato" e perseguano l'obiettivo della "Qualita'" delle produzioni. Lo ha affermato il dott. Salvatore Licari (in foto), direttore della Coop. "I frutti della valle dei templi" di Campobello di Licata (AG), nel corso del suo intervenuto al seminario tecnico, dal titolo "Innovazioni in frutticoltura: varieta' e tecniche di produzione", svoltosi nel pomeriggio del 29 novembre, presso il Centro Polivalente del Comune di Campobello di Licata (AG)."
"Una decisa valorizzazione delle eccellenze qualitative delle produzioni frutticole, sottolinea Licari, puo' essere ottenuta solo attraverso una piu' forte integrazione e coesione tra i diversi attori della filiera a partire dal vivaismo fino alla distribuzione, passando per la produzione in campo. Spesso si verifica che i vari segmenti della filiera lavorino disgiunti in "compartimenti stagni", con conseguente perdita di competitivita' da parte delle nostre produzioni, soprattutto sui mercati internazionali."
"Una decisa valorizzazione delle eccellenze qualitative delle produzioni frutticole, sottolinea Licari, puo' essere ottenuta solo attraverso una piu' forte integrazione e coesione tra i diversi attori della filiera a partire dal vivaismo fino alla distribuzione, passando per la produzione in campo. Spesso si verifica che i vari segmenti della filiera lavorino disgiunti in "compartimenti stagni", con conseguente perdita di competitivita' da parte delle nostre produzioni, soprattutto sui mercati internazionali."
"La "qualita'" dei prodotti, percepita e apprezzata dai consumatori, sostiene Licari, e' il risultato finale della sommatoria della qualita' del lavoro svolto da ogni singolo componente della filiera."
"La "qualita'" dei prodotti, percepita e apprezzata dai consumatori, sostiene Licari, e' il risultato finale della sommatoria della qualita' del lavoro svolto da ogni singolo componente della filiera."
"L'Uva di Canicatti', e' il fiore all'occhiello della Coop. "I frutti della valle dei templi" di Campobello di Licata (AG)."
"L'Uva di Canicatti', e' il fiore all'occhiello della Coop. "I frutti della valle dei templi" di Campobello di Licata (AG)."
L'uva viene frigoconservata, anche per diverse settimane, in relazione alle esigenze del mercato, e avvolta in una speciale pellicola che contiene ermeticamente l'atmosfera controllata (anidride solforosa).
L'uva viene frigoconservata, anche per diverse settimane, in relazione alle esigenze del mercato, e avvolta in una speciale pellicola che contiene ermeticamente l'atmosfera controllata (anidride solforosa).
"La Cooperativa Agricola O.P. "I Frutti della Valle dei Templi", sostenuta da oltre novanta soci, afferma il suo presidente Alfonso Cummo (in foto primo a destra) nel corso della visita guidata alla struttura di lavorazione, ha l'obiettivo di contribuire al miglioramento delle produzioni e di affrontare in maniera adeguata le sfide commerciali, inserendosi nel circuito della produzione come principale protagonista all'interno della filiera."
"La Cooperativa Agricola O.P. "I Frutti della Valle dei Templi", sostenuta da oltre novanta soci, afferma il suo presidente Alfonso Cummo (in foto primo a destra) nel corso della visita guidata alla struttura di lavorazione, ha l'obiettivo di contribuire al miglioramento delle produzioni e di affrontare in maniera adeguata le sfide commerciali, inserendosi nel circuito della produzione come principale protagonista all'interno della filiera."
Una Organizzazione di Produttori, sottolinea Cummo, deve sviluppare la capacita' di incontrare maggiore consenso di nuove fasce di consumo, sia proponendo prodotti sempre piu' differenziati, sia favorendo la penetrazione in mercati ancora inesplorati e di potenziale crescita futura.
Una Organizzazione di Produttori, sottolinea Cummo, deve sviluppare la capacita' di incontrare maggiore consenso di nuove fasce di consumo, sia proponendo prodotti sempre piu' differenziati, sia favorendo la penetrazione in mercati ancora inesplorati e di potenziale crescita futura.
"Riusciranno ad allargare i propri "orizzonti" di mercato i soggetti, conclude Cummo, come le strutture Associative, che meglio sapranno programmare, produrre e aggregare l'offerta."
"Riusciranno ad allargare i propri "orizzonti" di mercato i soggetti, conclude Cummo, come le strutture Associative, che meglio sapranno programmare, produrre e aggregare l'offerta."
"I partecipanti alla visita guidata alla struttura di lavorazione della O.P. "I Frutti della Valle dei Templi"."
"I partecipanti alla visita guidata alla struttura di lavorazione della O.P. "I Frutti della Valle dei Templi"."
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"La Cooperativa Agricola O.P. "I Frutti della Valle dei Templi" produce per la GDO Coop."
"La Cooperativa Agricola O.P. "I Frutti della Valle dei Templi" produce per la GDO Coop."
"La Cooperativa Agricola O.P. "I Frutti della Valle dei Templi" produce per la GDO Valfrutta."
"La Cooperativa Agricola O.P. "I Frutti della Valle dei Templi" produce per la GDO Valfrutta."
"La Cooperativa Agricola O.P. "I Frutti della Valle dei Templi" produce per il marchio IGP "Uva Italia di Canicatti'"."
"La Cooperativa Agricola O.P. "I Frutti della Valle dei Templi" produce per il marchio IGP "Uva Italia di Canicatti'"."
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"Il viticoltore Michele Dipasquali (a destra nella foto), di Ravanusa (AG), socio e attivo collaboratore della O.P. "I Frutti della Valle dei Templi", ha affermato di voler, nei prossimi anni, diversificare la produzione per offrire alla Cooperativa un ventaglio di prodotti. Oltre al pesco, gia' presente nella propria azienda agricola, intende presto interessarsi alla coltivazione dell'albicocco."
"Il viticoltore Michele Dipasquali (a destra nella foto), di Ravanusa (AG), socio e attivo collaboratore della O.P. "I Frutti della Valle dei Templi", ha affermato di voler, nei prossimi anni, diversificare la produzione per offrire alla Cooperativa un ventaglio di prodotti. Oltre al pesco, gia' presente nella propria azienda agricola, intende presto interessarsi alla coltivazione dell'albicocco."
"Pescheto allevato a vaso "catalano" presso l'azienda agricola "La Torretta" di Angelo Insalaco, di Delia (CL)."
"Pescheto allevato a vaso "catalano" presso l'azienda agricola "La Torretta" di Angelo Insalaco, di Delia (CL)."
"L'azienda viticola "La Torretta" di Delia (CL) negli ultimi anni ha avviato un programma di diversificazione, inserendo nel proprio ordinamento colturale il pesco e l'albicocco."
"L'azienda viticola "La Torretta" di Delia (CL) negli ultimi anni ha avviato un programma di diversificazione, inserendo nel proprio ordinamento colturale il pesco e l'albicocco."
Momento della visita guidata al pescheto. L'impianto e' ubicato su un terreno scosceso.
Momento della visita guidata al pescheto. L'impianto e' ubicato su un terreno scosceso.
"Momento delle prove dimostrative di potatura su vaso "catalano" a cura di Vito Vitelli (CO.VI.L.) e del Sig. Luigi Licalzi (a destra nella foto) potatore di Canicatti' (AG)."
"Momento delle prove dimostrative di potatura su vaso "catalano" a cura di Vito Vitelli (CO.VI.L.) e del Sig. Luigi Licalzi (a destra nella foto) potatore di Canicatti' (AG)."
"La forma di allevamento, afferma Vito Vitelli, a vaso "catalano" sta suscitando, negli ultimi anni, forti interessi nella peschicoltura meridionale."
"La forma di allevamento, afferma Vito Vitelli, a vaso "catalano" sta suscitando, negli ultimi anni, forti interessi nella peschicoltura meridionale."
L'abbattimento dei costi di gestione, la precoce entrata in fruttificazione, congiunti ad una buona resa e all'alta qualita' dei frutti, sono fattori apprezzati dal moderno frutticoltore sempre alla ricerca di tecniche di produzione innovative.
L'abbattimento dei costi di gestione, la precoce entrata in fruttificazione, congiunti ad una buona resa e all'alta qualita' dei frutti, sono fattori apprezzati dal moderno frutticoltore sempre alla ricerca di tecniche di produzione innovative.
"Pianta di pesco alla fine della seconda foglia, presso l'azienda agricola "La Torretta" di Angelo Insalaco Delia (CL), allevata a vaso "catalano". Sono presenti numerose branche emesse in seguito ai ripetuti raccorciamenti delle branche (topping)."
"Pianta di pesco alla fine della seconda foglia, presso l'azienda agricola "La Torretta" di Angelo Insalaco Delia (CL), allevata a vaso "catalano". Sono presenti numerose branche emesse in seguito ai ripetuti raccorciamenti delle branche (topping)."
"Sulla pianta, tuttavia, non essendo stato eseguito l'ultimo intervento di "topping" a fine estate, si nota una maggiore crescita in verticale delle branche, (portamento assurgente), e non laterale, (portamento cespugliforme), come meglio si addice al vaso "catalano"."
"Sulla pianta, tuttavia, non essendo stato eseguito l'ultimo intervento di "topping" a fine estate, si nota una maggiore crescita in verticale delle branche, (portamento assurgente), e non laterale, (portamento cespugliforme), come meglio si addice al vaso "catalano"."
Si procede all'eliminazione di branche interne in soprannumero.
Si procede all'eliminazione di branche interne in soprannumero.
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"Il numero dei rami fruttiferi (rami misti) da lasciare sulla pianta, allevata a vaso "catalano", è correlato alla produzione che si intende realizzare. Mediamente per una produzione (di una pianta alla terza foglia) di circa 25-30 kg, per una varieta' tardiva (calibro A, AA e oltre, peso medio del frutto di 200 g) sono sufficienti 50-60 rami a frutto, ognuno dei quali deve alimentare 2-3 frutti al massimo."
"Il numero dei rami fruttiferi (rami misti) da lasciare sulla pianta, allevata a vaso "catalano", è correlato alla produzione che si intende realizzare. Mediamente per una produzione (di una pianta alla terza foglia) di circa 25-30 kg, per una varieta' tardiva (calibro A, AA e oltre, peso medio del frutto di 200 g) sono sufficienti 50-60 rami a frutto, ognuno dei quali deve alimentare 2-3 frutti al massimo."
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La pianta come si presenta a fine potatura.
La pianta come si presenta a fine potatura.
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Qualche volontario, tra i presenti, si e' cimentato a potare una pianta, con ottimi risultati.
Qualche volontario, tra i presenti, si e' cimentato a potare una pianta, con ottimi risultati.
"Quando la pianta ha superato il metro di altezza, la cimatura delle branche e dei germogli ("topping") e' preferibile eseguirla meccanicamente e non piu' manualmente."
"Quando la pianta ha superato il metro di altezza, la cimatura delle branche e dei germogli ("topping") e' preferibile eseguirla meccanicamente e non piu' manualmente."
"Operazione di "topping", su pescheto allevato a vaso "catalano", eseguita con l'ausilio della barra falciante. Sono sufficienti 1,5-2,0 ore di lavoro per ettaro."
"Operazione di "topping", su pescheto allevato a vaso "catalano", eseguita con l'ausilio della barra falciante. Sono sufficienti 1,5-2,0 ore di lavoro per ettaro."
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"Pianta di pesco di un anno dal reinnesto, su cui si intende impostare la forma di allevamento a vaso "catalano"."
"Pianta di pesco di un anno dal reinnesto, su cui si intende impostare la forma di allevamento a vaso "catalano"."
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La pianta di pesco, di un anno dal reinnesto, come si presenta alla fine dell'intervento di potatura.
La pianta di pesco, di un anno dal reinnesto, come si presenta alla fine dell'intervento di potatura.
Il Sig. Luigi Licalzi, potatore di Canicatti' (AG).
Il Sig. Luigi Licalzi, potatore di Canicatti' (AG).
"Foto di gruppo dei partecipanti alla prova dimostrativa di potatura presso il pescheto allevato a vaso "catalano", dell'azienda agricola "La Torretta" di Angelo Insalaco, Delia (CL)."
"Foto di gruppo dei partecipanti alla prova dimostrativa di potatura presso il pescheto allevato a vaso "catalano", dell'azienda agricola "La Torretta" di Angelo Insalaco, Delia (CL)."
"Per ridare slancio alla moderna frutticoltura, occorre investire sul rinnovo varietale, da sempre considerato il fattore di maggiore propulsione, sull'innovazione delle tecniche agronomiche al fine di ridurre i costi, razionalizzare la gestione degli impianti, incrementare le rese e migliorare il livello qualitativo del prodotto. Lo afferma il Prof. Tiziano Caruso, dell'Universita' degli Studi di Palermo, all'apertura del seminario tecnico "Innovazioni in frutticoltura: varieta' e tecniche di produzione"."
"Per ridare slancio alla moderna frutticoltura, occorre investire sul rinnovo varietale, da sempre considerato il fattore di maggiore propulsione, sull'innovazione delle tecniche agronomiche al fine di ridurre i costi, razionalizzare la gestione degli impianti, incrementare le rese e migliorare il livello qualitativo del prodotto. Lo afferma il Prof. Tiziano Caruso, dell'Universita' degli Studi di Palermo, all'apertura del seminario tecnico "Innovazioni in frutticoltura: varieta' e tecniche di produzione"."
"Il vivaismo moderno e professionale e' oggi chiamato a fornire, all'intera filiera, gli input necessari per avviare un "percorso di svecchiamento" del processo produttivo."
"Il vivaismo moderno e professionale e' oggi chiamato a fornire, all'intera filiera, gli input necessari per avviare un "percorso di svecchiamento" del processo produttivo."
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Le pesche e nettarine a basso fabbisogno in freddo (low chilling), in Sicilia possono essere allevate in pieno campo nelle zone costiere di Agrigento, Ragusa e Siracusa.
Le pesche e nettarine a basso fabbisogno in freddo (low chilling), in Sicilia possono essere allevate in pieno campo nelle zone costiere di Agrigento, Ragusa e Siracusa.
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"La pesca "Sagittaria", a maturazione precoce (meta' maggio) e a medio fabbisogno in freddo, puo' essere coltivata in tutte le aree peschicole della Sicilia."
"La pesca "Sagittaria", a maturazione precoce (meta' maggio) e a medio fabbisogno in freddo, puo' essere coltivata in tutte le aree peschicole della Sicilia."
"In Sicilia il rilancio della frutticoltura puo' avvenire anche attraverso la valorizzazione delle varieta' autoctone. Tra le piu' rinomate si ricordano la "Tardiva di Leofonte", a maturazione molto tardiva (fine ottobre), la nettarina "Sbergia" (in foto) a polpa bianca con maturazione da fine luglio a meta' agosto, la pesca bianca "Montagnola" che matura da settembre a tutto ottobre e i diversi ecotipi delle platicarpe dette "Tabacchiere"."
"In Sicilia il rilancio della frutticoltura puo' avvenire anche attraverso la valorizzazione delle varieta' autoctone. Tra le piu' rinomate si ricordano la "Tardiva di Leofonte", a maturazione molto tardiva (fine ottobre), la nettarina "Sbergia" (in foto) a polpa bianca con maturazione da fine luglio a meta' agosto, la pesca bianca "Montagnola" che matura da settembre a tutto ottobre e i diversi ecotipi delle platicarpe dette "Tabacchiere"."
Edwige Remy, dei vivai Escande (Francia), ha presentato le varieta' selezionate e licenziate dal gruppo breeder francese BEE.
Edwige Remy, dei vivai Escande (Francia), ha presentato le varieta' selezionate e licenziate dal gruppo breeder francese BEE.
Le varieta' di albicocco del gruppo BEE sono protette da brevetto. Possono essere commercializzate solo da vivai autorizzati, previo pagamento delle relative royalties, da parte del cliente frutticoltore, direttamente al costitutore (BEE).
Le varieta' di albicocco del gruppo BEE sono protette da brevetto. Possono essere commercializzate solo da vivai autorizzati, previo pagamento delle relative royalties, da parte del cliente frutticoltore, direttamente al costitutore (BEE).
Le varieta' di albicocco del gruppo BEE hanno un fabbisogno in freddo di circa 300-350 ore. Per la Sicilia, il tecnico Escande Edwige Remy suggerisce di provare l'adattabilita' delle varieta' con piccole parcelle (1-2 ettari), prima di impiantare superfici piu' ampie.
Le varieta' di albicocco del gruppo BEE hanno un fabbisogno in freddo di circa 300-350 ore. Per la Sicilia, il tecnico Escande Edwige Remy suggerisce di provare l'adattabilita' delle varieta' con piccole parcelle (1-2 ettari), prima di impiantare superfici piu' ampie.
Albicocco TSUNAMI EA 5016. Epoca di maturazione precocissima, I decade di maggio. Varieta' autoincompatibile, si consigliano gli impollinatori PINKCOT®Cotpy (cov) e BIG RED®EA4006 (cov).
Albicocco TSUNAMI EA 5016. Epoca di maturazione precocissima, I decade di maggio. Varieta' autoincompatibile, si consigliano gli impollinatori PINKCOT®Cotpy (cov) e BIG RED®EA4006 (cov).
Albicocco SPRING BLUSH EA 3126TH (cov). Epoca di maturazione molto precoce, II decade di maggio. Varieta' autoincompatibile, si consigliano gli impollinatori PINKCOT®Cotpy (cov) e BIG RED®EA4006 (cov).
Albicocco SPRING BLUSH EA 3126TH (cov). Epoca di maturazione molto precoce, II decade di maggio. Varieta' autoincompatibile, si consigliano gli impollinatori PINKCOT®Cotpy (cov) e BIG RED®EA4006 (cov).
PINKCOT Cotpy (Cov EU n°13109). Epoca di maturazione precoce, III decade di maggio, I decade di giugno. Varieta' autoincompatibile, si consigliano gli impollinatori SPRING BLUSH®EA3126TH (cov) e BIG RED®EA4006 (cov).
PINKCOT Cotpy (Cov EU n°13109). Epoca di maturazione precoce, III decade di maggio, I decade di giugno. Varieta' autoincompatibile, si consigliano gli impollinatori SPRING BLUSH®EA3126TH (cov) e BIG RED®EA4006 (cov).
BIG RED EA 4006 (cov). Epoca di maturazione II decade di giugno. Varieta' autoincompatibile, si consigliano gli impollinatori PINKCOT®Cotpy (cov) e SPRING BLUSH®3126TH(cov).
BIG RED EA 4006 (cov). Epoca di maturazione II decade di giugno. Varieta' autoincompatibile, si consigliano gli impollinatori PINKCOT®Cotpy (cov) e SPRING BLUSH®3126TH(cov).
KIOTO (Cov EU n°17602). Epoca di maturazione III decade di giugno. Varieta' autocompatibile, non necessita di impollinatori.
KIOTO (Cov EU n°17602). Epoca di maturazione III decade di giugno. Varieta' autocompatibile, non necessita di impollinatori.
Confronto del periodo di maturazione delle varieta' di albicocco del gruppo Escande-BEE (Francia) con varieta' tradizionali coltivate nel metapontino (MT). Legenda: (°) Il periodo di raccolta è riferito al Metapontino (MT) ed e' influenzato dal portinnesto e dalle condizioni pedoclimatiche; (*) Varieta' protetta da brevetto e moltiplicata da CO.VI.L. su licenza di BEE – ESCANDE vivai (Francia); ® Marchio registrato; (#) San Castrese si raccoglie nel Sud Italia intorno al 15 giugno; COV: Certificato di Ottenimento Vegetale.
Confronto del periodo di maturazione delle varieta' di albicocco del gruppo Escande-BEE (Francia) con varieta' tradizionali coltivate nel metapontino (MT). Legenda: (°) Il periodo di raccolta è riferito al Metapontino (MT) ed e' influenzato dal portinnesto e dalle condizioni pedoclimatiche; (*) Varieta' protetta da brevetto e moltiplicata da CO.VI.L. su licenza di BEE – ESCANDE vivai (Francia); ® Marchio registrato; (#) San Castrese si raccoglie nel Sud Italia intorno al 15 giugno; COV: Certificato di Ottenimento Vegetale.

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