Fruit Imprese - Assemblea nazionale 2010

Si e' svolta in data 22 aprile 2010, a Roma (Hotel Exedra), l'Assemblea annuale di FruitImprese, associazione indipendente di categoria che rappresenta gli imprenditori del settore ortofrutticolo e che raccoglie al proprio interno l'intera filiera ortofrutticola: esportatori, importatori, operatori del mercato interno, organizzazioni agricole, piccoli e grandi gruppi commerciali ed industriali.
Si e' svolta in data 22 aprile 2010, a Roma (Hotel Exedra), l'Assemblea annuale di FruitImprese, associazione indipendente di categoria che rappresenta gli imprenditori del settore ortofrutticolo e che raccoglie al proprio interno l'intera filiera ortofrutticola: esportatori, importatori, operatori del mercato interno, organizzazioni agricole, piccoli e grandi gruppi commerciali ed industriali.
"In un momento di crisi del settore agricolo in generale e del comparto ortofrutticolo in particolare, FruitImprese ha saputo cogliere l'occasione dell'Assemblea non limitandosi alla semplice considerazione di quanto "e' andato storto", ma per interrogarsi su quelle che sono oggi le sfide e le strategie di medio-lungo termine per il rilancio del settore. Nella foto, da sinistra a destra: Maurizio Dallocchio (Università Bocconi di Milano), Luigi Peviani (Presidente FruitImprese) e il moderatore dell'evento Lorenzo Frassoldati (Corriere Ortofrutticolo)."
"In un momento di crisi del settore agricolo in generale e del comparto ortofrutticolo in particolare, FruitImprese ha saputo cogliere l'occasione dell'Assemblea non limitandosi alla semplice considerazione di quanto "e' andato storto", ma per interrogarsi su quelle che sono oggi le sfide e le strategie di medio-lungo termine per il rilancio del settore. Nella foto, da sinistra a destra: Maurizio Dallocchio (Università Bocconi di Milano), Luigi Peviani (Presidente FruitImprese) e il moderatore dell'evento Lorenzo Frassoldati (Corriere Ortofrutticolo)."
La platea degli imprenditori.
La platea degli imprenditori.
"L'associazione si e' avvalsa dell'eccellente contributo del Prof. Maurizio Dallocchio, ordinario e titolare della cattedra "Nomura" dell’Universita' Bocconi di Milano, per trattare il tema "Le prospettive delle imprese tra etica e mercato", dal quale sono scaturiti straordinari elementi di riflessione per l'impostazione delle strategie aziendali di piccole, medie e grandi imprese nel medio-lungo termine."
"L'associazione si e' avvalsa dell'eccellente contributo del Prof. Maurizio Dallocchio, ordinario e titolare della cattedra "Nomura" dell’Universita' Bocconi di Milano, per trattare il tema "Le prospettive delle imprese tra etica e mercato", dal quale sono scaturiti straordinari elementi di riflessione per l'impostazione delle strategie aziendali di piccole, medie e grandi imprese nel medio-lungo termine."
"Il Prof. Dallocchio ha riunito insieme, nella sua presentazione, diversi studi realizzati dall'Universita' Bocconi, dando all'insieme un taglio estremamente pragmatico: "Che so voi apprezzerete", ha esordito."
"Il Prof. Dallocchio ha riunito insieme, nella sua presentazione, diversi studi realizzati dall'Universita' Bocconi, dando all'insieme un taglio estremamente pragmatico: "Che so voi apprezzerete", ha esordito."
"Le premesse da cui la relazione si e' dipanata sono essenzialmente tre: 1) La finanza, come impresa che dovrebbe essere al servizio delle altre imprese e non fine a se stessa, deve riscoprire l'etica, pena il naufragio collettivo per l'intera societa'. 2) Se la creazione di valore e' un elemento imprescindibile per qualunque attività imprenditoriale, cio' non significa che tale valore debba essere creato a scapito di altri elementi vitali, quali i singoli individui, l'ambiente o la societa' nel suo complesso. Il valore va dunque creato nel rispetto delle regole. 3) Il concetto di "sostenibilita'", intesa come coesistenza armonica dell'impresa nella societa', grazie allo sviluppo di progetti a lungo termine, non puo' rimanere una semplice e vuota parola."
"Le premesse da cui la relazione si e' dipanata sono essenzialmente tre: 1) La finanza, come impresa che dovrebbe essere al servizio delle altre imprese e non fine a se stessa, deve riscoprire l'etica, pena il naufragio collettivo per l'intera societa'. 2) Se la creazione di valore e' un elemento imprescindibile per qualunque attività imprenditoriale, cio' non significa che tale valore debba essere creato a scapito di altri elementi vitali, quali i singoli individui, l'ambiente o la societa' nel suo complesso. Il valore va dunque creato nel rispetto delle regole. 3) Il concetto di "sostenibilita'", intesa come coesistenza armonica dell'impresa nella societa', grazie allo sviluppo di progetti a lungo termine, non puo' rimanere una semplice e vuota parola."
"Il Prof. Dallocchio ha preso separatamente in esame i due "rebus" principali da risolvere quando si parla di sostenibilita' di un sistema imprenditoriale ed economico. 1) Prezzo contro Qualita' 2) Profitto contro Etica I due dilemmi mettono in contrapposizione non soltanto delle semplici parole, ma interi modi di considerare e gestire le imprese, con cio' generando riflessi sull'intero sistema socioeconomico."
"Il Prof. Dallocchio ha preso separatamente in esame i due "rebus" principali da risolvere quando si parla di sostenibilita' di un sistema imprenditoriale ed economico. 1) Prezzo contro Qualita' 2) Profitto contro Etica I due dilemmi mettono in contrapposizione non soltanto delle semplici parole, ma interi modi di considerare e gestire le imprese, con cio' generando riflessi sull'intero sistema socioeconomico."
Un'impresa che spinga solo sulla competizione in termini di prezzo, per esempio, generera' tutta una serie di conseguenze a catena sul sistema nel suo complesso, tra cui l'impossibilita' di destinare parte dei profitti all'innovazione (prezzi di vendita troppo bassi). E' proprio quanto e' accaduto in Italia, che infatti si trova molto indietro nell'innovazione (barra arancione) rispetto agli altri Paesi e alla media-UE (barra bianca).
Un'impresa che spinga solo sulla competizione in termini di prezzo, per esempio, generera' tutta una serie di conseguenze a catena sul sistema nel suo complesso, tra cui l'impossibilita' di destinare parte dei profitti all'innovazione (prezzi di vendita troppo bassi). E' proprio quanto e' accaduto in Italia, che infatti si trova molto indietro nell'innovazione (barra arancione) rispetto agli altri Paesi e alla media-UE (barra bianca).
Una recente indagine condotta nel 2008/09 dall'Universita' Bocconi su un significativo campione di imprese (circa 600) operanti nei settori merceologici del tessile, dell'alimentare e dell'industriale ha pero' mostrato un progressivo allontanamento delle imprese da una focalizzazione sulla mera componente prezzo e una crescente attenzione ad aspetti qualitativi del fare impresa, come un maggior servizio al cliente e una forte volontà di innovazione. Ancora scarsa invece, secondo i dati del sondaggio, la propensione delle piccole e medie imprese italiane alla sensibilita' verso i temi del rispetto delle risorse ambientali e della collaborazione con aziende concorrenti.
Una recente indagine condotta nel 2008/09 dall'Universita' Bocconi su un significativo campione di imprese (circa 600) operanti nei settori merceologici del tessile, dell'alimentare e dell'industriale ha pero' mostrato un progressivo allontanamento delle imprese da una focalizzazione sulla mera componente prezzo e una crescente attenzione ad aspetti qualitativi del fare impresa, come un maggior servizio al cliente e una forte volontà di innovazione. Ancora scarsa invece, secondo i dati del sondaggio, la propensione delle piccole e medie imprese italiane alla sensibilita' verso i temi del rispetto delle risorse ambientali e della collaborazione con aziende concorrenti.
Un momento della relazione del Prof. Dallocchio.
Un momento della relazione del Prof. Dallocchio.
La platea.
La platea.
"Venendo poi al dilemma del rapporto tra Profitto ed Etica, qui si e' andata snodando la parte piu' interessante e rivelatrice della relazione del Prof. Maurizio Dallocchio, il quale ha voluto subito precisare un elemento di non poca rilevanza. "Quando sento alcuni miei colleghi sostenere che le imprese che si ispirano a principi etici guadagnano di piu', posso dimostrarvi, dati alla mano, che cio' e' falso, almeno nel breve termine; ma tale affermazione diventa eccezionalmente vera nel medio-lungo periodo!"."
"Venendo poi al dilemma del rapporto tra Profitto ed Etica, qui si e' andata snodando la parte piu' interessante e rivelatrice della relazione del Prof. Maurizio Dallocchio, il quale ha voluto subito precisare un elemento di non poca rilevanza. "Quando sento alcuni miei colleghi sostenere che le imprese che si ispirano a principi etici guadagnano di piu', posso dimostrarvi, dati alla mano, che cio' e' falso, almeno nel breve termine; ma tale affermazione diventa eccezionalmente vera nel medio-lungo periodo!"."
L'investimento etico nel periodo 2005-2010 (linea verde, scarsamente visibile sotto quella bianca) ha reso meno rispetto ad altre tipologie di investimento.
L'investimento etico nel periodo 2005-2010 (linea verde, scarsamente visibile sotto quella bianca) ha reso meno rispetto ad altre tipologie di investimento.
Ma quando guardiamo alle performances su un arco ragionevole di tempo, le aziende socialmente responsabili risultano molto piu' performanti (+45,51%) rispetto a quelle meno responsabili.
Ma quando guardiamo alle performances su un arco ragionevole di tempo, le aziende socialmente responsabili risultano molto piu' performanti (+45,51%) rispetto a quelle meno responsabili.
Guardando agli indicatori del rating ESG (Environmental, Social and Governance), che effettua una valutazione di merito sulla responsabilita' delle imprese ed e' ripreso in Italia anche dall'azienda ECPI, si evince che le imprese che sono state squalificate dal punto di vista etico (Ineligible), sono poi inevitabilmente fallite in quanto gestite in base a criteri scarsamente sostenibili nel medio lungo termine.
Guardando agli indicatori del rating ESG (Environmental, Social and Governance), che effettua una valutazione di merito sulla responsabilita' delle imprese ed e' ripreso in Italia anche dall'azienda ECPI, si evince che le imprese che sono state squalificate dal punto di vista etico (Ineligible), sono poi inevitabilmente fallite in quanto gestite in base a criteri scarsamente sostenibili nel medio lungo termine.
"Anche il fallimento della banca d'affari Bear Stearns era gia' scritto nel giudizio etico conferitole dall'ECPI, che aveva considerato l'azienda "ineligible" gia' ad aprile 2006 - il default arrivera' poi a marzo 2008! Casi analoghi sono quelli di Enron e di Parmalat, a testimonianza che le imprese pronte a calpestare ogni regola pur di incassare rapidi profitti, hanno vita breve come le bugie e spesso, nel crollare, trascinano con se' anche moltissimi innocenti."
"Anche il fallimento della banca d'affari Bear Stearns era gia' scritto nel giudizio etico conferitole dall'ECPI, che aveva considerato l'azienda "ineligible" gia' ad aprile 2006 - il default arrivera' poi a marzo 2008! Casi analoghi sono quelli di Enron e di Parmalat, a testimonianza che le imprese pronte a calpestare ogni regola pur di incassare rapidi profitti, hanno vita breve come le bugie e spesso, nel crollare, trascinano con se' anche moltissimi innocenti."
In conclusione, il Prof. Maurizio Dallocchio ha analizzato il decalogo dell'etica, ricordando che un comportamento socialmente responsabile non e' qualcosa che si possa imporre alle aziende per legge, bensì è un lento processo di autodisciplina e responsabilità.
In conclusione, il Prof. Maurizio Dallocchio ha analizzato il decalogo dell'etica, ricordando che un comportamento socialmente responsabile non e' qualcosa che si possa imporre alle aziende per legge, bensì è un lento processo di autodisciplina e responsabilità.
Quando infatti si comprendono i benefici a lungo termine di un comportamento virtuoso, allora l'etica non viene accettata solo per paura, ma diventa un'adesione entusiastica e viene integrata spontaneamente nei comportamenti di tutti, a cominciare dai vertici aziendali.
Quando infatti si comprendono i benefici a lungo termine di un comportamento virtuoso, allora l'etica non viene accettata solo per paura, ma diventa un'adesione entusiastica e viene integrata spontaneamente nei comportamenti di tutti, a cominciare dai vertici aziendali.
"Esortiamo tutti a proporre con vigore il tema dell'etica tanto nelle aule universitarie, quanto nella comunicazione quotidiana - ha concluso Dallocchio - La responsabilita' sociale della finanza e delle imprese deve essere promossa senza tentennamenti, sanzionando e denunciando ogni violazione di quel patto etico non scritto tra aziende e societa', al quale tutti coloro che vogliono dirsi veri imprenditori e veri leaders sono chiamati a rispondere"."
"Esortiamo tutti a proporre con vigore il tema dell'etica tanto nelle aule universitarie, quanto nella comunicazione quotidiana - ha concluso Dallocchio - La responsabilita' sociale della finanza e delle imprese deve essere promossa senza tentennamenti, sanzionando e denunciando ogni violazione di quel patto etico non scritto tra aziende e societa', al quale tutti coloro che vogliono dirsi veri imprenditori e veri leaders sono chiamati a rispondere"."
La relazione del Prof. Dallocchio e' stata seguita con vivo interesse dai presenti, tra i quali anche il Presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo On. Paolo De Castro.
La relazione del Prof. Dallocchio e' stata seguita con vivo interesse dai presenti, tra i quali anche il Presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo On. Paolo De Castro.
Paolo de Castro e Luigi Peviani.
Paolo de Castro e Luigi Peviani.
Applausi per la relazione del Prof. Dallocchio.
Applausi per la relazione del Prof. Dallocchio.
Da parte sua, il Presidente Luigi Peviani ha fornito una lettura critica degli ultimi dati relativi al commercio estero dell'ortofrutta italiana, evidenziando non soltanto le mere cifre, ma individuando e commentando i trend che vedono da qualche anno l'Italia perdere posizioni in termini di produzione ed export, a favore di realta' piu' dinamiche quali Spagna, Olanda e Francia.
Da parte sua, il Presidente Luigi Peviani ha fornito una lettura critica degli ultimi dati relativi al commercio estero dell'ortofrutta italiana, evidenziando non soltanto le mere cifre, ma individuando e commentando i trend che vedono da qualche anno l'Italia perdere posizioni in termini di produzione ed export, a favore di realta' piu' dinamiche quali Spagna, Olanda e Francia.
Luigi Peviani ha sottolineato la volonta' di FruitImprese di interrogarsi sul futuro del comparto ortofrutticolo, in un mercato sempre piu' dinamico e complesso.
Luigi Peviani ha sottolineato la volonta' di FruitImprese di interrogarsi sul futuro del comparto ortofrutticolo, in un mercato sempre piu' dinamico e complesso.
Le debolezze del settore.
Le debolezze del settore.
Le ragioni per le quali l'ortofrutta meriterebbe maggiore attenzione nelle politiche e nei programmi strategici italiani.
Le ragioni per le quali l'ortofrutta meriterebbe maggiore attenzione nelle politiche e nei programmi strategici italiani.
Dopo un 2008 particolarmente positivo, il saldo della bilancia commerciale ortofrutticola nel 2009 si e' piu' che dimezzato.
Dopo un 2008 particolarmente positivo, il saldo della bilancia commerciale ortofrutticola nel 2009 si e' piu' che dimezzato.
Luigi Peviani ha poi esaminato in dettaglio, sotto lo sguardo attento di Paolo De Castro, il contributo di ogni singola voce dell'export e dell'import nel quadro generale del commercio estero ortofrutticolo 2009.
Luigi Peviani ha poi esaminato in dettaglio, sotto lo sguardo attento di Paolo De Castro, il contributo di ogni singola voce dell'export e dell'import nel quadro generale del commercio estero ortofrutticolo 2009.
Luigi Peviani ha poi presentato alla platea alcuni dati aggregati che ben evidenziano la perdita di posizioni dell'Italia nello scenario ortofrutticolo dell'Unione Europea.
Luigi Peviani ha poi presentato alla platea alcuni dati aggregati che ben evidenziano la perdita di posizioni dell'Italia nello scenario ortofrutticolo dell'Unione Europea.
Per quanto riguarda le esportazioni di frutta, infatti, la Spagna risulta al primo posto come principale esportatore, anche grazie alla sapiente opera di diversificazione varietale, che ha condotto i produttori spagnoli ad un netto ampliamento del calendario di offerta.
Per quanto riguarda le esportazioni di frutta, infatti, la Spagna risulta al primo posto come principale esportatore, anche grazie alla sapiente opera di diversificazione varietale, che ha condotto i produttori spagnoli ad un netto ampliamento del calendario di offerta.
Sconsolante il quadro per quanto riguarda le esportazioni di ortaggi. L'Italia figura soltanto al quarto posto, abbondantemente superata da Olanda, Spagna e Francia.
Sconsolante il quadro per quanto riguarda le esportazioni di ortaggi. L'Italia figura soltanto al quarto posto, abbondantemente superata da Olanda, Spagna e Francia.
Il problema delle imprese ortofrutticole italiane, sottolinea Peviani, e' che il sistema nel suo complesso esporta ancora troppo poco.
Il problema delle imprese ortofrutticole italiane, sottolinea Peviani, e' che il sistema nel suo complesso esporta ancora troppo poco.
Dal raffronto del rapporto produzione/esportazione in Italia, Spagna e Olanda emerge infatti che, mentre l'Olanda esporta praticamente il doppio di quel che produce e la Spagna si attesta su un 35 per cento di quota di produzione destinata ai mercati esteri, l'Italia esporta soltanto l'11 per cento di tutta l'ortofrutta che produce.
Dal raffronto del rapporto produzione/esportazione in Italia, Spagna e Olanda emerge infatti che, mentre l'Olanda esporta praticamente il doppio di quel che produce e la Spagna si attesta su un 35 per cento di quota di produzione destinata ai mercati esteri, l'Italia esporta soltanto l'11 per cento di tutta l'ortofrutta che produce.
La debolezza dell'Italia va poi a scontrarsi, secondo Peviani, con un contesto europeo che ancora stenta a fornire indicazioni e strategie non contraddittorie ai singoli mercati nazionali.
La debolezza dell'Italia va poi a scontrarsi, secondo Peviani, con un contesto europeo che ancora stenta a fornire indicazioni e strategie non contraddittorie ai singoli mercati nazionali.
Inoltre, appaiono davvero troppo limitate le attuali richieste che emergono dal mondo agricolo italiano, fermo su tematiche di scarso rilievo strategico e che difficilmente potranno dare risposte nel medio-lungo periodo. Per voltare la pagina delle difficolta' del settore non basta infatti chiedere nuovi strumenti di gestione delle crisi di mercato, ne' ripiegare sulla vendita locale o su quella diretta.
Inoltre, appaiono davvero troppo limitate le attuali richieste che emergono dal mondo agricolo italiano, fermo su tematiche di scarso rilievo strategico e che difficilmente potranno dare risposte nel medio-lungo periodo. Per voltare la pagina delle difficolta' del settore non basta infatti chiedere nuovi strumenti di gestione delle crisi di mercato, ne' ripiegare sulla vendita locale o su quella diretta.
Il moderatore, Lorenzo Frassoldati, ha poi ceduto la parola all'On. Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo (primo da sinistra).
Il moderatore, Lorenzo Frassoldati, ha poi ceduto la parola all'On. Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo (primo da sinistra).
Paolo De Castro ha sottolineato che molte delle difficolta' del sistema agricolo italiano nascono non gia' in Europa, bensi' all'interno del nostro Paese, dove manca una qualsiasi strategia valida per affrontare con competenza e lungimiranza le problematiche di questo settore.
Paolo De Castro ha sottolineato che molte delle difficolta' del sistema agricolo italiano nascono non gia' in Europa, bensi' all'interno del nostro Paese, dove manca una qualsiasi strategia valida per affrontare con competenza e lungimiranza le problematiche di questo settore.
Diversi gli interventi degli imprenditori presenti (nella foto: Sebastiano Cosentino), che hanno interloquito con Paolo De Castro.
Diversi gli interventi degli imprenditori presenti (nella foto: Sebastiano Cosentino), che hanno interloquito con Paolo De Castro.
L'intervento di Salvo Laudani.
L'intervento di Salvo Laudani.
Paolo De Castro si e' trattenuto lungamente con i partecipanti, accogliendo domande e osservazioni e rispondendo a tutti nel merito.
Paolo De Castro si e' trattenuto lungamente con i partecipanti, accogliendo domande e osservazioni e rispondendo a tutti nel merito.
L'intervento di Giuseppe Calcagni.
L'intervento di Giuseppe Calcagni.
L'intervento di Giulio Romagnoli.
L'intervento di Giulio Romagnoli.
Paolo De Castro e Luigi Peviani. Il dibattito ha assorbito tutti talmente, che De Castro ha perso di vista l'orologio e si e' congedato fuori tempo massimo!
Paolo De Castro e Luigi Peviani. Il dibattito ha assorbito tutti talmente, che De Castro ha perso di vista l'orologio e si e' congedato fuori tempo massimo!
Un ultimo intervento e' stato svolto da Fortunato Peron, che ha ricordato la necessita' per le imprese produttrici di fare massa critica, concentrando l'offerta, per interloquire ad armi pari con la grande distribuzione organizzata.
Un ultimo intervento e' stato svolto da Fortunato Peron, che ha ricordato la necessita' per le imprese produttrici di fare massa critica, concentrando l'offerta, per interloquire ad armi pari con la grande distribuzione organizzata.
Luigi Peviani ha concluso i lavori della giornata, invitando tutti a partecipare alla cena sociale.
Luigi Peviani ha concluso i lavori della giornata, invitando tutti a partecipare alla cena sociale.
La cena si e' svolta all'ultimo piano dell'Hotel Exedra di Roma.
La cena si e' svolta all'ultimo piano dell'Hotel Exedra di Roma.

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