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APRI
Il Comitato Trasporto Siciliano sullo sciopero indetto nell'isola

"Senza impegni formali dal governo non riforniremo la GDO"

Dalle ore 00:01 del 14 aprile 2026 è scattato ufficialmente il fermo degli autotrasporti in Sicilia, proclamato dal Comitato Trasporto Siciliano. Lo stop durerà cinque giorni, fino alle 24:00 del 18 aprile, coinvolgendo l'intero sistema logistico dell'isola. La mobilitazione è causata principalmente dall'aumento del costo dei carburanti (gasolio) e dai nuovi oneri legati alla tassa ETS dell'Unione europea per i trasporti inquinanti.

I presidi e le manifestazioni si concentrano presso i principali porti siciliani, in particolare a Catania, Palermo, Messina e Termini Imerese. Nelle prime ore della protesta è stata dichiarata un'adesione del 90%, con una paralisi quasi totale delle attività di carico e scarico merci nei porti. Risultano fermi circa tremila tra rimorchi e container. La prima giornata di sciopero ha già lasciato a terra centomila bancali di merce destinata alla Grande distribuzione organizzata (GDO). "Un numero simile di consegne non verrà effettuato anche nel secondo giorno di protesta, che potrebbe proseguire a tempo indeterminato", afferma in una nota stampa Salvatore Bella, portavoce degli autotrasportatori.

Si segnala che la Commissione di Garanzia Sciopero aveva inizialmente invitato il Comitato a revocare o riformulare il fermo per conformarsi alla normativa vigente (vedi documento).

Pur non essendosi verificati blocchi stradali improvvisi né particolari tensioni sulle principali vie di comunicazione, la mancanza di camion in ingresso e uscita dai porti sta causando un effetto "collo di bottiglia" sull'intera filiera logistica. La maggiore preoccupazione riguarda ora la continuità dei rifornimenti alimentari: se la protesta dovesse continuare con questa intensità per cinque giorni, i supermercati potrebbero rimanere senza prodotti freschi già dall'inizio del fine settimana.

© Siwakorn Klomwinyarn | Dreamstime

Il commento di operatori e associazioni di categoria
© FreshPlaza"È surreale. Ci hanno imposto un aumento del 6,5% per trasportare il nostro prodotto e, dopo la nostra accettazione forzata, ci hanno comunicato che lo sciopero sarebbe comunque partito". Così Sebastiano Fortunato, presidente del Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino, commenta la nota ricevuta dal Comitato Trasporto Sicilia. "Non abbiamo alcuna garanzia di consegna. Il risultato è uno solo: tonnellate di merce marciranno nei magazzini. Così si mette in ginocchio un intero comparto produttivo, quello ortofrutticolo, che vive di tempi strettissimi".

Fortunato sottolinea poi l'ennesimo paradosso sulle date: "Il fermo nazionale è previsto dal 20 al 25 aprile. Non si capisce perché la Sicilia anticipi di una settimana, rendendo impossibile trovare soluzioni alternative in tempo utile. Siamo stati avvisati il giorno stesso per la sera. È una condanna".

Tonino Zito, responsabile commerciale della Soc. Agr. Zito & Co, sita in provincia di Siracusa, e con la campagna delle patate novelle avviata, commenta: "Lo sciopero dei trasportatori aggrava una situazione già molto pesante per la campagna delle novelle di Siracusa, già colpita da rese molto scarse, rincari dei costi di produzione e condizioni meteo sfavorevoli. Sebbene le patate non corrano il rischio di deperire e marcire immediatamente come altri prodotti, quali pomodori, fragole o peperoni, un fermo dei trasporti di cinque giorni comporta conseguenze commerciali e logistiche disastrose. Le frequenti piogge avevano già causato un ritardo di 15-20 giorni nella raccolta delle patate primaticce; lo sciopero impone di fermare nuovamente i lavori nei campi, aggiungendo un'ulteriore settimana di stop".

L'obiettivo dei produttori siracusani è solitamente quello di terminare le vendite tra fine aprile e la prima metà di maggio, per evitare la sovrapposizione di mercato con il prodotto pugliese.

© Soc. Agr. Zito & Co

"Inoltre, mentre i camion siciliani rimangono bloccati, impedendo l'arrivo delle nostre patate al Nord Italia, i mercati continuano a essere riforniti senza sosta dal prodotto proveniente da Egitto e Israele. Lo sciopero incredibilmente finisce per agevolare la vendita del prodotto estero, a discapito di quello nazionale, aggravando la concorrenza con aziende che hanno già costi di produzione nettamente inferiori a quelli italiani", continua Zito. "Il blocco prolungato delle spedizioni impedisce di smaltire la merce già pronta. Quando i trasporti ripartiranno, le aziende dovranno immettere sul mercato quantità enormi di prodotto accumulato in celle frigorifere, se ancora commercializzabile, il che provocherà un inevitabile crollo dei prezzi. Infine, il blocco degli approvvigionamenti rischia di tagliare del tutto fuori le aziende che lavorano con la GDO".

© Rossella Gigli | FreshPlaza.itIl Consorzio dell'Arancia Rossa di Sicilia IGP esprime forte preoccupazione per le conseguenze dello sciopero degli autotrasportatori in Sicilia, azione condivisibile, ma che rischia di compromettere gravemente la distribuzione dell'Arancia Rossa di Sicilia IGP verso il mercato nazionale. La situazione, se non affrontata con misure tempestive, potrebbe causare una significativa perdita per i produttori siciliani e favorire l'ingresso di prodotti di altre regioni o addirittura esteri sugli scaffali della grande distribuzione italiana.

"Il blocco dei trasporti minaccia la presenza delle nostre arance rosse nei punti vendita del Continente, dove la domanda potrebbe essere facilmente soddisfatta da agrumi provenienti dall'estero – dichiara il presidente Gerardo Diana - Così facendo, la Sicilia rischia di perdere quote di mercato fondamentali, con ripercussioni economiche su tutta la filiera proprio nella fase finale della raccolta dell'Arancia Rossa IGP. La situazione è aggravata anche dall'aumento vertiginoso dei costi del gasolio agricolo, oltre che dal rincaro di concimi, fertilizzanti e dell'energia elettrica. Questi fattori stanno mettendo a dura prova la sostenibilità delle imprese agricole siciliane, minacciando la qualità e la competitività dell'Arancia Rossa di Sicilia IGP".

Continua Diana: "Siamo di fronte a una crisi senza precedenti, che fa seguito ai danni che abbiamo ricevuto dal passaggio dei vari cicloni. Per questo chiediamo con forza alle istituzioni regionali, nazionali di intervenire immediatamente con misure concrete a sostegno della nostra filiera, per evitare una guerra tra poveri e salvaguardare il valore del made in Italy".

Confartigianato Trasporti Sicilia esprime fortissima preoccupazione per la grave crisi che sta investendo il settore dell'autotrasporto, duramente colpito dall'aumento ormai insostenibile del costo del carburante. Una situazione che sta mettendo in seria difficoltà migliaia di imprese, costrette spesso a operare in condizioni di perdita, con pesanti ripercussioni sull'intera filiera economica e produttiva. In riferimento alle iniziative di protesta spontanee avviate in queste ore da alcuni autotrasportatori in Sicilia, Confartigianato Trasporti Sicilia precisa di non aderire a forme di sciopero non condivise e non coordinate con le principali organizzazioni di rappresentanza del settore.

"In un momento così delicato, riteniamo fondamentale mantenere un approccio responsabile e unitario, evitando azioni frammentate che rischiano di compromettere il confronto istituzionale in corso". Confartigianato Trasporti Sicilia conferma quindi la propria linea di attendere le determinazioni che verranno assunte da Unatras, che ha già convocato per il prossimo 17 aprile il proprio Comitato Esecutivo per valutare eventuali iniziative a tutela dell'intera categoria.

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