Gennaio e febbraio sono due mesi tradizionalmente poco vivaci, sul piano della commercializzazione di ortofrutta; cionondimeno i consumatori continuano a portare sulle loro tavole frutta e verdura. Dal mercato all'ingrosso di Vittoria, Giorgio Puccia, storico commissionario operante presso la struttura, fornisce il listino di un lunedì di inizio mese.

"C'è da dire che il giorno del lunedì - dice Puccia - non è granché rivelatore di quello che è l'andamento reale del momento, perché arriva poca merce e poi, in generale, è verso metà o fine della settimana che si verificano le dinamiche commerciali più interessanti".

"L'arrivo di febbraio, un po' come metà e fine gennaio, si caratterizza in generale per una flessione della domanda - sottolinea il commerciante - A soffrire maggiormente sono gli articoli rossi: tutta la gamma del pomodoro, infatti, fa registrare il prezzo meno alto per il tondo liscio a grappolo, con una forbice che va da 50 a 80 centesimi di euro al kg. La motivazione di questa scarsa richiesta risiede nei flussi di merce che arrivano in grande quantità sui mercati europei da Marocco, Turchia e Spagna. La competitività di Turchia e Marocco, in particolar modo, è sempre crescente e le proteste di questi giorni dovrebbero servire anche a porre sotto i riflettori la questione legata all'ingresso sul mercato di produzioni che non hanno i nostri stessi standard fitosanitari".

Scorcio del Mercato di Vittoria

"Nel segmento dei midi plum dobbiamo fare un distinguo tra piccadilly per le catene retail e pomodorino pixel per i mercati generali - aggiunge Puccia, che fa riferimento alla distinzione merceologica, più che alle varietà - dove il primo si attesta tra 0,70 e 1 euro al kg, mentre il secondo va da 1 a 1,60 euro al kg. La differenza di prezzo dipende dalla preponderante richiesta dai canali dei mercati piuttosto che dalla grande distribuzione".

Il piccadilly si indentifica con una tipologia merceologia aderente a un pomodoro midi plum, dal rachide meno spesso, più elegante, con una più ampia LSL, viene commercializzato alla partenza in vaschetta; il pixel è anch'esso un midi plum, ma con rachide più robusto e un grado Brix generalmente più alto e viene commercializzato alla partenza in cassetta. Le differenze visive più evidenti stanno nelle parti "a verde" (foglia, rachide, calice etc.) del prodotto, ma è la preferenza dei canali commerciali a trarre una linea più netta di distinzione tra le due categorie che fanno parte di uno stesso segmento.

"Flessione anche per i pomodori a bacca piccola, come il ciliegino - riferisce Puccia - che si attesta in una forbice tra 1 e 1,60 euro al kg e il datterino rosso. Anche qui c'è una distinzione da fare, tra il prodotto rosso sgrappolato a singolo frutto e quello a grappolo. Il primo viaggia attorno a 1 euro , mentre il secondo intorno a 1,70 euro al kg. Altra distinzione per il datterino giallo, che ha un'ampia forbice tra i 2 e i 3 euro al kg, seconda qualità. Continua ad andar bene il peperone giallo e rosso, va da 1,80 e 2,30 euro al kg. Si difende discretamente lo zucchino verde scuro, con un margine che va da 80 centesimi di euro a 1 euro al kg, ma anche il cetriolo che si piazza tra 0,50 e 0,70 euro al kg. Quest'ultimo articolo è sempre più richiesto dai mercati dell'est Europa, dove il prodotto siciliano riscontra una piacevole sovrapposizione con il tradizionale consumo sottaceto e comunque in vaso. Ultima referenza di spicco è la melanzana che, per la tipologia viola, segna un range di prezzo tra 0,80 e 1,20 euro al kg, la tonda 0,50 – 0,70 euro al kg e la lunga che si vende mediamente a 1,60 euro al kg".

Puccia conclude: "Molti miei colleghi sono già partiti o sono in partenza per Fruit Logistica 2024; l'augurio è che possano stringere importanti alleanze commerciali per il comparto ortofrutticolo siciliano e, in particolar modo, per l'orticoltura professionale".