Mentre la campagna delle carote egiziane sta cominciando, un numero sempre maggiore di coltivatori riferisce di un raccolto positivo in termini di volume e qualità, nonché di un importante spostamento della domanda - in particolare dall'Europa - verso l'Egitto. Lo conferma Zayed Lasheen, Ceo di AfriGoodGrows e produttore di carote egiziane.

Lasheen racconta: "Il raccolto di carote è stato eccellente quest'anno e stiamo registrando ottimi volumi. Stimo che i quantitativi siano aumentati del 50% rispetto alla scorsa stagione, il che ci permette di realizzare economie di scala e di essere ancora più competitivi in termini di prezzi".

L'industria delle carote da esportazione è nuova per l'Egitto e ha guadagnato terreno dopo l'inizio della guerra in Europa orientale e l'aumento dei costi energetici nel Vecchio Continente. Aggiunge Lasheen: "Il settore delle carote è un grande consumatore di energia, il che ha portato molti Paesi europei a favorire le importazioni rispetto alla produzione locale. L'Egitto si è distinto in questo contesto grazie ai bassi costi di produzione ma soprattutto alla qualità superiore".

"Anche in questa stagione la qualità è eccellente - afferma Lasheen - Coltiviamo le carote in un terreno sabbioso desertico, il che significa che abbiamo raccolti privi di nematodi e ortaggi forti che non si rompono facilmente. Coltiviamo le varietà più popolari, come le F1 e le Jerada. La qualità del terreno ci permette inoltre di ottenere rese elevate, che superano le 75 tonnellate per ettaro".

L'emergere dell'Egitto nel mercato delle carote lo pone davanti ai principali produttori di questa coltura, come Australia, Spagna, Turchia e Israele, secondo il coltivatore. E aggiunge: "L'Egitto ha un vantaggio competitivo significativo. I nostri costi di produzione sono molto più bassi, il che ci permette di offrire le nostre carote con una differenza di prezzo fino al 40%. Abbiamo anche una grande capacità produttiva in termini di volume, per non parlare del clima stabile e della sicurezza in Egitto".

Tra i coltivatori e gli esportatori egiziani, AfriGoodGrow gode a sua volta di vantaggi competitivi. Afferma Lasheen: "Abbiamo tenuto il passo con l'aumento della domanda incrementando la nostra superficie per raggiungere i 170 ettari raccolti in questa stagione. Soprattutto, abbiamo investito acquistando un hydrocooler e una lucidatrice vega da un noto produttore, aggiornando la nostra linea a una capacità di 3-6 tonnellate all'ora. Abbiamo anche investito in attrezzature per la conservazione a freddo, dato che le carote devono essere conservate a temperature comprese tra 0 e 3 °C".

Secondo Lasheen, attualmente la domanda di carote egiziane è elevata, soprattutto da Regno Unito, Paesi Bassi, Russia e Francia. "Tuttavia, la domanda di carote egiziane è inferiore al previsto da parte dei paesi del Golfo, dei Paesi africani e della Giordania".

"La richiesta di carote egiziane non è circostanziale e non diminuirà se i costi energetici miglioreranno in Europa - conclude Lasheen - Ora che il mercato internazionale ha scoperto le nostre carote, penso che l'origine egiziana rimarrà una fonte importante come per altre colture".

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Zayed Lasheen
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