I danni interni alla frutta rappresentano una problematica importante per l'intera catena di approvvigionamento dell'industria della mela. La collaborazione tra Libera Università di Bolzano, Centro di Sperimentazione Laimburg, Eurac Research e Microtec-Biometic rende possibile un progetto per migliorare la produzione ortofrutticola.

Il progetto triennale è finanziato nell'ambito del programma del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR 2021-2027) della Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige.

La docente Sanja Baric

"I difetti di qualità interni della frutta - si legge in una nota della Libera Università di Bolzano - costituiscono un problema importante sia per l'industria che per il commercio della mela. Mentre i frutti che mostrano i sintomi esterni di una malattia possono essere facilmente eliminati, il riconoscimento dei difetti interni rappresenta ancora una sfida. Durante la conservazione delle mele, le perdite post-raccolta possono arrecare gravi danni economici al settore ed è assolutamente necessario eliminare i frutti danneggiati dalla filiera commerciale".

A tutt'oggi esistono solo pochi metodi per determinare i difetti interni di qualità. Per prevenirli e per poter adottare misure adeguate al momento del raccolto, in fase di post-raccolta o durante la conservazione, le cause devono essere riconosciute con precisione e in una fase precoce.

"Nei prossimi tre anni, gruppi di lavoro dei tre maggiori istituti di ricerca dell'Alto Adige lavoreranno insieme all'azienda high-tech Microtec di Bressanone per sviluppare un'innovazione di questo tipo grazie al progetto di ricerca 'Imaging iperspettrale per l'individuazione di danni fisiologici e parassitari sui frutti di melo in fase di raccolta e post-raccolta' (HIPPA)".

L'idea del progetto è sorta dalla collaborazione tra il prof. Markus Zanker (Facoltà di Ingegneria) e la prof.ssa Sanja Baric (Facoltà di Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari) della Libera Università di Bolzano.

"Attualmente vengono condotte molte ricerche su questi temi, ma per arrivare a soluzioni pratiche e applicate è necessario un approccio interdisciplinare in cui confluiscano e si integrino conoscenze agronomiche, informatiche e tecnologiche - afferma Sanja Baric, responsabile del progetto, che ha preso il via poche settimane fa. Siamo molto soddisfatti di aver creato un team di ricercatori ed esperti provenienti da diverse discipline scientifiche: fisiologia e tecnologia post-raccolta, fitopatologia, raccolta di dati sensoriali, elaborazione di immagini e visione artificiale, intelligenza artificiale e sistemi di supporto decisionali".

"L'obiettivo comune è individuare una soluzione innovativa per l'efficiente rilevamento con tecnologia digitale e non distruttiva, dei danni interni delle mele, il monitoraggio e la previsione delle malattie post-raccolta, dei disturbi fisiologici e delle caratteristiche qualitative dei frutti. Il progetto dovrà gettare anche le basi per lo sviluppo di sensori e hardware specifici che in futuro potrebbero essere utilizzati nei robot adibiti alla raccolta o nelle selezionatrici ottiche di Biometic".

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