"I biofilm sono un pericolo più grande di quanto pensiamo! Proprio come noi esseri umani costruiamo le nostre case, uffici e fabbriche, i batteri e i funghi vivono in strutture simili ma su scala molto piccola e su ogni superficie del nostro ambiente". Spiega così Alessandro Montanarella, di Intracare, parlando dei sistemi d'irrigazione, che hanno necessità di essere mantenuti quanto più puliti possibili, al fine di evitare il diffondersi, insieme all'acqua, anche di fitopatie nelle coltivazioni.

"Come esseri umani, vivevamo in campi aperti, senza tetto sopra la testa, e dovevamo sopportare stress ambientali come pioggia, forti venti o caldo – prosegue l'esperto - Quindi, abbiamo iniziato a costruire baracche di legno per proteggerci e ci siamo evoluti fino a costruire alti grattacieli. Qui possiamo vivere in sicurezza, ma anche condividere conoscenze ed esperienze tra di noi in ufficio o a scuola. Pure batteri e funghi vivono in strutture molto simili"

Crescita e sviluppo del biofilm
"I batteri sono spesso i primi coloni – dice Montanarella - si attaccano a una superficie, come ad esempio l'interno delle condotte di irrigazione, e creano uno strato viscido per proteggersi. Questo strato è costituito da zuccheri, proteine, lipidi e minerali. Una volta insediatisi, i batteri all'interno della colonia si moltiplicano, la città si espande e il biofilm cresce, con la possibilità di disperdersi rilasciando nuovi batteri, in modo simile ai bambini che lasciano la casa dei genitori quando sono cresciuti. Di conseguenza, una volta presente, il biofilm è in grado di crescere e diffondersi in modo esponenziale. Il biofilm è più resistente ai fattori di stress esterni e più adattabile rispetto ai singoli microrganismi. Fattori come temperatura, umidità, livello di ossigeno e turbolenza ne influenzano la crescita e la stabilità. Una temperatura e un livello di ossigeno più elevati aumentano la capacità del biofilm di crescere e disperdersi. Inoltre, una maggiore turbolenza, come il flusso dell'acqua, crea più stress per i batteri, il che è un incentivo a formare uno strato più spesso di biofilm. Queste condizioni sono molto simili all'ambiente interno delle condotte di irrigazione".
Figura 1. Tre fasi di sviluppo del biofilm. Fase 1: Attaccamento di batteri fluttuanti alla superficie. Fase 2: si forma e matura un biofilm. Fase 3: distacco e dispersione dei batteri su altre superfici (Karaguler, Kahraman e Tuter, 2017).

L'influenza della soluzione nutritiva
"Oltre alle condizioni già menzionate, all'acqua di irrigazione vengono aggiunti fertilizzanti per migliorare la produzione delle piante – continua l'agronomo - Tuttavia, le sostanze nutritive e i minerali sono benefici anche per i microrganismi presenti nel biofilm. I minerali dei fertilizzanti vengono utilizzati come cibo e rinforzo. I minerali funzionano come impalcature, rendendo il biofilm più forte e più stabile (vedi figura 2). Ciò rende più difficile e pericolosa la rimozione del biofilm. Una volta abbattute le impalcature, la struttura batterica collassa e si staccano grandi parti di biofilm che potrebbero causare l'ostruzione dei gocciolatori. Pertanto è particolarmente importante essere consapevoli della formazione di biofilm nel sistema di irrigazione e preferibilmente prevenirla.


Figura 2. Formazione di biofilm con e senza la presenza del minerale calcio. Il risultato viene mostrato dopo 3 e 7 giorni di passaggio dell'acqua minerale (Oppenheimer-Shaanan, et.al, 2016).

Collaborazione costruttiva di funghi e batteri
Oltre ai batteri, nelle strutture del biofilm possono essere presenti anche funghi. I funghi spesso si attaccano al biofilm batterico maturo. La ricerca ha dimostrato che le ife dei funghi vengono utilizzate dai batteri come un'autostrada. Le strutture fungine servono da vettore per la dispersione dei batteri e rafforzano la formazione del biofilm. Di conseguenza, una volta che i funghi si sono attaccati al biofilm, la struttura diventa più resistente e più difficile da rimuovere.

Prevenire e rimuovere il biofilm
"Con questi pericoli in agguato - afferma l'intervistato - è fondamentale prevenire la formazione del biofilm o, se si è già formato, rimuovere il biofilm e prevenire eventuali problemi durante il ciclo di crescita. Poiché il biofilm è costituito principalmente da zuccheri, è importante utilizzare una sostanza che scompone e tratti questi zuccheri. Un prodotto a base di cloro, comunemente usato, non raggiunge questo obiettivo. Intra Hydropure, un perossido chelato d'argento, può contrastare queste strutture di biofilm, oltre ad eliminare batteri e funghi. Intra Hydropure è un biocida per l'utilizzo negli impianti idrici di irrigazione, registrato secondo la normativa europea BPR, specificatamente studiato per la rimozione del biofilm e la disinfezione. Il prodotto rappresenta una soluzione ideale per fini igienico-sanitari, migliorando la qualità dell'acqua e riducendo la pressione delle infezioni".

In sintesi
Per riassumere, il biofilm è un nascondiglio vivente per batteri, funghi e virus. Intra Hydropure previene e rimuove il biofilm nei sistemi di irrigazione, offrendo vantaggi ai coltivatori:

  • Nessuna perdita di nutrienti da parte di batteri e funghi nel biofilm, fornendo la stessa qualità e quantità di acqua per ogni pianta ad ogni irrigazione.
  • Nessuna perdita di ossigeno da parte di batteri e funghi nel biofilm; l'acqua ricca di ossigeno contribuisce ad avere radici e piante sane e resistenti.
  • Nessun punto di sopravvivenza in cui possano vivere batteri e funghi
  • Con l'uso di Intra Hydropure, hai un prodotto che si è dimostrato efficace e conforme alle ultime normative (ECHA).

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