Il 22 novembre si è tenuto presso l'Hotel Barceló a Cabo de Gata (Almeria, Spagna), il 17° Congresso internazionale delle organizzazioni di produttori (ICOP), che ha riunito relatori e partecipanti provenienti da tutta Europa.

L'evento è stato presentato da Wolfgang Braunstein, della società di consulenza austriaca gfa, organizzatrice dell'evento; Aranzazu Martin, delegato del Governo dell'Andalusia ad Almeria; Juan Antonio Gonzalez, presidente di Coexphal, e Gonçalo Andrade, presidente di Portugal Fresh, che ha svolto anche il ruolo di moderatore.

La prima presentazione del pomeriggio è stata tenuta da Jan van der Blom, di Coexphal, che ha fatto una panoramica su come si è evoluto il settore dell'orticoltura ad Almeria sin dai suoi inizi, ormai 50 anni fa, un processo in cui Jan ha avuto un ruolo attivo da quando, trent’anni fa, si è trasferito dai Paesi Bassi ad Almeria.

"L’aumento della superficie coltivata in serra a partire dagli anni '70, quando fu introdotto per la prima volta questo modello agricolo, è stata inarrestabile. Oggi Almeria conta circa 33.000 ettari di serre fotovoltaiche che producono frutta e verdura per tutto l'anno per 500 milioni di europei", ha affermato Jan. La cooperazione, realizzata attraverso cooperative, associazioni agricole o organizzazioni di produttori di frutta e verdura, è stata una delle chiavi per raggiungere questo successo.

Sono circa 14.000 i produttori con aziende con una media di 2,5 ettari di produzione, anche se un questo successo non sarebbe stato possibile senza il forte impegno del settore verso una produzione sostenibile e l'adozione del controllo integrato, che ha registrato un'impennata nel 2007, dopo i problemi causati dai residui di agrofarmaci rilevati nelle esportazioni di peperoni quadrati verso la Germania.

Luc Vanoirbeek ha parlato delle sfide affrontate dal settore ortofrutticolo, concentrandosi sullo spreco alimentare. Il problema è che se tutto lo spreco alimentare fosse un Paese, sarebbe il terzo maggiore emettitore di gas serra, dietro solo a Stati Uniti e Cina.

La sostenibilità nella produzione finirà di essere un fattore volontario per diventare obbligatorio per legge, in un contesto di prevista crescita demografica e di incertezza, che l’Ue sosterrà con le OCM (Organizzazione comune dei mercati agricoli).

Nella seconda sessione, Simona Caselli dell'AREFLH ha parlato di sostenibilità, sicurezza alimentare e cambiamento climatico, sottolineando la necessità di continuare a puntare sugli imballaggi di frutta e verdura.

Juan Carlos Pérez Mesa, dell'Università di Almeria, si è concentrato sui mercati e sulle sfide che la produzione di Almeria deve affrontare. Non solo sui fattori diretti, ma anche su quelli indiretti che hanno portato a un aumento dei costi del 34,4%, che vuol dire non solo maggiori spese, ma anche maggiori rischi.

Nel suo intervento, Pérez Mesa ha sottolineato la necessità di trasmettere ai consumatori europei un'immagine corretta dell'agricoltura di Almeria, per evitare idee sbagliate su un settore leader in termini di sostenibilità.

Raquel Aguado, di FEDEMCO, ha infine illustrato i vantaggi degli imballaggi in legno, materiale naturale, riciclabile e riutilizzabile, e ha parlato della nuova certificazione Ecowoox, l'unica a livello internazionale che certifica la riciclabilità e la riutilizzabilità degli imballaggi in legno.