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I 50 anni dell'Ortomercato di Brondolo, occasione anche per parlare di futuro

E' andata ben al di là della semplice commemorazione storica la serata che Chioggia Ortomercato del Veneto ha dedicato ai 50 anni dell'Ortomercato di Brondolo. Una data così importante per l'orticoltura chioggiotta e per la sua Centrale di vendita alla produzione, del resto, non poteva non costituire anche l'occasione per una riflessione sul futuro dei Mercati, vista la stagione di grandi incertezze che attanaglia l'intero settore primario, soprattutto negli aspetti che riguardano la formazione di un giusto prezzo per chi produce.

Così l'occasione, aperta con il saluto di benvenuto del sindaco Mauro Armelao – in quanto la Città di Chioggia è stata tra i patrocinatori dell'iniziativa – ha avuto il merito di aprire ad una profonda riflessione sul futuro di queste strutture commerciali e allo stesso tempo di essere un momento di ringraziamento e rievocazione di quanti negli anni si sono prodigati per il comparto orticolo locale e per i suoi prodotti più rappresentativi.

La prima parte della serata, infatti, è stata dedicata alla consegna del premio "Radicio de Vero", il riconoscimento che il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia per il terzo anno assegna agli uomini e alle donne che al pari del Principe Rosso si sono fatte ambasciatori del nome di Chioggia nel mondo, conferendolo quest'anno a tre persone che in modo davvero assiduo, negli anni, hanno lavorato per la promozione e la valorizzazione del celebre Radicchio di Chioggia IGP. Così il premio è stato consegnato nelle mani di Patrizio Garbin, storico presidente del Consorzio di tutela, nonché produttore e confezionatore; a Pietro Cigna che dal 1978 al 2020 è stato il direttore del Mercato Orticolo di Brondolo; e a Umberto Tiozzo responsabile dell'ufficio stampa, della comunicazione e quindi ideatore di molte campagne promozionali per il Radicchio di Chioggia IGP.

Alla consegna dei premi è seguita la presentazione del libro "Mercato Ortofrutticolo di Brondolo - 50 anni di attività: 1972 – 2022", iniziativa editoriale finanziata dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo e nell'occasione presentata da Mauro Gambin, giornalista e direttore del magazine Con i piedi per terra, che ne ha curato i contenuti.

"Un centinaio di pagine – ha spiegato Gambin – che contengono cinquant'anni di una fiera storia orticola e il tributo ad una struttura che è stata strategica per l'economia della Città e del suo territorio. Una storia, tuttavia, lontana dall'essere considerata conclusa, anzi questi primi cinquant'anni sono da intendersi come il punto di una nuova partenza e il rilancio di un mondo agricolo che ha ancora molto da dire, soprattutto oggi in cui il tema dell'identità e della qualità sono diventati centrali nelle scelte alimentari della società moderna".

E appunto al domani della strutture commerciali dell'agroalimentare è stato dedicato il workshop condotto dallo stesso Giuseppe Boscolo Palo, in qualità di amministratore unico di Chioggia Ortomercato del Veneto. Al meeting hanno partecipato, il direttore della Direzione Agroalimentare della Regione Veneto, Alberto Zannol: l'assessore alle Attività produttive del comune di Chioggia, Daniele Tiozzo Brasiola; il direttore del MAAP (Mercato Agricolo Alimentare di Padova) Francesco Cera, il direttore di Veronamercato e vicepresidente di Italmercati Paolo Merci e il presidente del Mercato di Lusia e vicepresidente della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo Gian Michele Gambato con le conclusioni dell'onorevole Luca De Carlo, presidente della 9° Commissione Permanente al Senato (Industria, commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione Agroalimentare).

L'analisi condivisa da tutti è stata quella di considerare i Mercati dell'Agroalimentare, così come erano stati concepiti negli ultimi decenni, superati. Oggi gli esempi da seguire sono quelli dell'integrazione dei diversi prodotti o delle diverse opportunità commerciali sulla scorta di quanto sta accadendo in altre esperienze dove a fianco della vendita delle materie prime sono nati dei Cash&Carry, dei ristoranti, dei ticket mercantili che coniugano prodotti orticoli e prodotti ittici.

Non meno importante risultano gli investimenti rivolti all'ammodernamento delle strutture, il cambiamento climatico degli ultimi anni sta seriamente inficiando la conservazione delle produzioni, e l'adeguamento delle leggi che regolano il funzionamento dei mercati, quella nazionale risale al 1959, mentre quelle regionali sono rispettivamente del 1979 e del 1986. Si tratta di distanze misurabili in "anni luce" se consideriamo i cambiamenti che hanno interessato la società dei consumi negli ultimi decenni e quindi anche il sistema della vendita, il cui controllo andrebbe esteso lungo tutta la filiera - dal campo alle tavole dei consumatori - per garantire il giusto prezzo per chi compra e per chi vende. 

"Noi crediamo – ha concluso l'amministratore unico di Chioggia Ortomercato del Veneto, Giuseppe Boscolo Palo - che per affrontare le problematiche che attanagliano il comparto orticolo si deve partire dal principio della 'giusta remunerazione' del produttore e per farlo bisogna avere chiare quali azioni sviluppare. La nostra visione strategica è quella di creare una filiera sostenibile, virtuosa e coesa in grado di produrre e commercializzare 'prodotti di qualità in territori di qualità' quale reale valore aggiunto per uscire dalla logica delle 'commodity' ed andare verso le 'speciality' in grado di consentire una adeguata remunerazione delle produzioni come condizione per dare una giusta reddittività ai produttori".

"E' fondamentale, quindi, che il presidio del Mercato di Brondolo rimanga sempre operativo: per il comparto orticolo chioggiotto, per essere punto di riferimento nazionale per la formazione del prezzo del radicchio e per essere interlocutore riconosciuto, quale è, nel rapporto con le istituzioni regionali e nazionali. In una stagione dove da più parti viene messo in discussione il ruolo dei mercati, soprattutto da alcuni che operano nel sistema con evidenti interessi di creare monopolio, già molte strutture mercatali ortofrutticole, sia all'ingrosso che alla produzione, stanno investendo strutturandosi nell'offerta di servizi diversificati e integrando varie attività connesse all'agroalimentare. Il nostro Mercato orticolo, con la gestione di Chioggia Ortomercato, questo cambiamento strategico lo sta realizzando, rendendo possibile e sostenibile l'attività orticola all'interno del compendio immobiliare di Brondolo al punto che se non l'avesse avviato già dal 2010 con la progressiva realizzazione di un Polo Agroalimentare avrebbe seguito la stessa sorte di quelli che hanno chiuso i battenti" ha concluso Boscolo Palo.


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