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A colloquio con il professor Raffaele Testolin

"Morìa del kiwi, va ripensata totalmente la gestione irrigua"

La prossima edizione di Macfrut (3-5 maggio 2023) ospiterà il Salone del vivaismo e dell'innovazione varietale, che rappresenterà l'occasione per fare il punto sulla situazione a livello mondiale. A questo proposito, ospitiamo una serie di interviste con alcuni esperti della ricerca per le diverse specie frutticole. Dopo l'articolo con Gianluca Baruzzi (cfr. Freshplaza del 24/11/2022) e Walter Guerra, del Centro di Sperimentazione Laimburg (cfr. FreshPlaza del 29/11/2022) è la volta di Raffaele Testolin, professore ordinario di Coltivazioni arboree, Università degli Studi di Udine. 

"Quando si parla di morìa, mi vengono i brividi. Non è la prima volta che lo dico: io ritengo che al centro del problema ci sia la gestione irrigua. Al di là della pratica dell'irrigazione per scorrimento, da bandire per tanti motivi, occorre ripensare anche quella a goccia. Si è sempre pensato che questa tecnica fosse immune da problemi, ma non è così".

Testolin aggiunge: "Ci sono diversi studi e ricerche in merito, ma possono rendersene conto anche gli agricoltori stessi, che dimostrano quanto siano asfittici i terreni lungo le aree interessate dall'irrigazione a goccia. Ore e ore di acqua, anche se una goccia alla volta, vanno a saturare il terreno. Un terreno perennemente saturo contribuisce a causare tutti i problemi già noti".

Cosa dire per quanto concerne la ricerca sul kiwi in generale? Risponde il docente: "Un progetto di breeding nel kiwi ha una durata di 15-20 anni. Si rischia, specie al giorno d'oggi, di partire con degli obiettivi e poi virare verso altri, perché il mondo agricolo e commerciale, in arco di tempo così lungo, cambia esigenze. Di certo si cerca sempre una maggior resistenza genetica alle malattie, ad esempio verso la batteriosi, nonché la capacità dei frutti di conservarsi non solo a lungo, ma anche con caratteristiche organolettiche ideali per il consumo".

Altro problema è quello legato alla conservazione. "La ricerca può fare molto per favorire la conservazione in cella, ma altrettanto importante è la gestione da parte degli operatori. La raccolta non deve mai essere effettuata troppo in anticipo, ma serve la giusta quantità di amido. Certi parametri che leggo, di 6.2 °Brix come parametro minimo, secondo me sono insufficienti. Si rischia di presentare al consumatore un kiwi non al massimo delle potenzialità organolettiche".  

Riguardo al kiwi giallo, Testolin ricorda: "In Cina è conosciuto e consumato da sempre, mentre i consumatori italiani ed europei vi si stanno approcciando da poco. Esistono gruppi molto seri che gestiscono bene il club, ed altri dai metodi più discutibili. Non entro nel merito, ma occorre fare molta attenzione", conclude. 

Il Salone del vivaismo e dell'innovazione varietale a Macfrut prevede cinque meeting dedicati all'attività di breeding per fragola, actinidia, uva da tavola, melo, ciliegio. Dopo una relazione introduttiva tenuta da esperti di fama internazionale, la parola verrà data a chi crea e diffonde innovazione. Le aziende interessate a presentare le proprie novità varietali possono prendere contatto con la segreteria organizzativa (riferimenti qui sotto).

Per maggiori informazioni
www.macfrut.com  
[email protected]