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Innovativo progetto imprenditoriale di Giuseppe Battagliola

L'insalata di IV gamma come non l'avete mai mangiata prima: nasce Kilometro Verde

"Nell'intraprendere questo percorso, ho messo al primo posto gli aspetti qualitativi, di croccantezza, consistenza, sapore e sanità della foglia. Stiamo parlando di un prodotto che non esisteva, che è completamente un'altra referenza. Della IV gamma ha solo il fatto che "casualmente" sia un prodotto "pronto da mangiare". Per tutto il resto, è completamente un altro film: le varietà sono diverse, la foglia è più spessa, asciutta e senza danni meccanici. Provare per credere".

Giuseppe Battagliola (in foto), fondatore de "La Linea Verde" e storico imprenditore nel panorama del settore ortofrutticolo della IV gamma, presenta così una nuova iniziativa: Kilometro Verde, startup innovativa nell'ambito del Vertical Farming. Battagliola approccia questo nuovo progetto con la solita passione, ma ulteriormente stimolato dai nuovi valori intrinseci dello stesso: qualità, salubrità, etica e ambiente.

"Sviluppare questo progetto ha richiesto un percorso lungo, con una ricerca che durerà ancora anni. E' un settore nuovo, ancora in evoluzione proprio perché è legato alla tecnologia che, come sappiamo, non smette mai di svilupparsi". 

Bresciano DOC, Battagliola ha mosso i primi passi nel settore dell'ortofrutta a partire dal 1991, anno di fondazione dell'azienda "La Linea Verde" SPA, che l'imprenditore ha portato ai vertici del mercato nazionale e internazionale della IV gamma. La naturale propensione verso l'innovazione e la consapevolezza dell'importanza strategica della diversificazione lo portano, nel 2021, a decidere di investire in una startup, Kilometro Verde Vertical Farms

I vantaggi del Vertical Farming indoor sono molteplici. Consente di coltivare limitando esponenzialmente i consumi d'acqua e di ripristinare aree urbane riqualificando terreni e aree dismesse. Annulla le stagionalità e consente di coltivare per 365 giorni all'anno, rispondendo alle esigenze dettate dal cambiamento climatico. Permette di ottenere una resa maggiore per mq e un prodotto di qualità superiore, frutto della sola germinazione di semi non trattati, che generano piantine in un ambiente indoor, controllato in tutti i suoi parametri ambientali: dalla fonte luminosa alla ventilazione, dall'umidità ai delta termici fino alle basse emissioni di CO2. L'insalata che si ottiene è un prodotto più buono, più croccante, più saporito, incontaminato, pronto al consumo e con una shelf life più lunga, durante la quale la qualità del prodotto si mantiene costante. 

"Parliamo di cibo, in fondo - sottolinea Battagliola - e che dunque sia buono da mangiare è il parametro più importante. Questo prodotto, poi, è un'altra categoria, tanto visivamente, quanto sostanzialmente diversa. Amplierà il mercato con una gamma nuova; è una sorta di segmento più salutare, pulito e sostenibile, equiparabile al biologico. Non stiamo sostituendo la IV gamma, la stiamo estendendo verso territori ancora inesplorati, in grado di cogliere un tipo di richiesta ancora inevasa attraverso la IV gamma tradizionale". 

"Coltura idroponica e Vertical Farm possiedono una serie di elementi valoriali e di ecosostenibilità unici, per questo si sposano perfettamente con la visione e i valori che ho coltivato durante tutta la mia vita. Con questo progetto, vogliamo posizionarci all'interno di una nuova categoria di prodotto - aggiunge Giuseppe Battagliola - Pur non essendo Il Vertical Farming una novità assoluta, c'è chi si è approcciato a questo nuovo tipo di agricoltura, dando principalmente priorità all'aspetto innovativo intrinseco piuttosto che all'essere customer oriented, come Kilometro Verde. L'attitudine a sperimentare è tipica di ogni imprenditore, la tendenza è quella di alzare l'asticella, ciò che mi caratterizza è dare valore al risultato, senza dimenticare mai di valorizzare l'unicità del percorso che mi ha portato a ottenerlo"

Il Vertical Farming non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità, specialmente per quanto riguarda le fonti energetiche, colonna portante di questa attività. Kilometro Verde, consapevole di questo, ha in essere un accordo con un primario produttore/distributore di energia per la creazione di un campo solare di 10 Megawatt. La riduzione del carbon footprint è perseguita anche attraverso la mitigazione ambientale, il riciclo inteso nel suo concetto più ampio, per creare un'azienda basata sull'economia circolare.

L'obiettivo della fase di Ricerca e Sviluppo del progetto è stato quello di innescare, fin da subito, un percorso con degli obiettivi ben precisi riguardanti la futura produzione: distintività, bontà, sicurezza alimentare e un rapporto qualità prezzo consono, tali da potersi posizionare nel mercato di riferimento, la IV gamma. La conseguenza di questa strategia palesa l'intenzione di non puntare a un piccolo segmento di mercato, ma a una fetta ben più ampia. Questo aspetto ci conduce al tema varietale: la scelta è stata sviluppata con una grande casa sementiera, partner strategico, con l'obiettivo di ottenere piante più adatte al nostro contesto, distintive e performanti.

Non ultimo per importanza è stato l'aspetto dell'ottimizzazione dei costi di gestione, che hanno coinvolto diverse specializzazioni, dall'agronomia all'engineering, alle tecnologie alimentari e al risparmio energetico in relazione anche ai sistemi di illuminazione.

La startup sarà un esempio virtuoso in piena filosofia "km zero": tutto avviene all'interno, dalla semina fino alla busta.

FreshPlaza-FP - Dove saranno ubicati i primi impianti? 
Giuseppe Battagliola - GB - L'impianto pilota è a Manerbio (provincia di Brescia), che è stato negli ultimi tre anni al centro di un'importante attività di Ricerca e Sviluppo, non solo nel campo varietale ma anche in termini di engineering e risparmio energetico per ridurre l'impronta carbonica. L'input principale della ricerca è stato il desiderio di ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo, partendo da un prodotto assolutamente distintivo e con notevoli qualità in termini di sapore, croccantezza e shelf life. Dopodiché, è iniziato il recupero di un opificio esistente a Verolanuova (BS) di 11.500 mq. attualmente in fase di ultimazione. La nostra filosofia di Vertical farming è proprio quella di partire da un recupero, che può essere un'area urbana o altro, riducendo al minimo i trasporti.

FP - Di quali e quante professionalità avranno bisogno?
GB - Pur essendo Kilometro Verde Vertical Farm un'azienda agricola, in quanto si parte dal semplice seme arrivando al prodotto finito, è una realtà profondamente tecnologica, per questo usufruisce di diverse professionalità, che appartengono al settore della ricerca e della gestione e controllo della Vertical stessa. Chi lavora all'interno della farm è in maggioranza laureato e altamente qualificato.
Le discipline interessate sono quelle dell'Agronomia e dell'Ingegneria in tutte le sue forme, della gestione delle tecnologie informatiche (intelligenza artificiale) e delle tecnologie e sicurezza alimentare.
Prevediamo a regime di aver bisogno di circa 60 persone.

FP - Quale sarà il rapporto tra la start up e La Linea Verde? I prodotti finiti saranno venduti a marchi distinti? 
GB - Per la sua natura, questo prodotto è poco confrontabile con la IV Gamma. Come detto, partiamo dal seme, facciamo il vivaio, coltiviamo il nostro prodotto in un ambiente indoor fortemente protetto, dove tutti gli elementi sono monitorati costantemente, e questa è una condizione essenziale per la salubrità della pianta in quanto non viene usato nessun tipo di fitofarmaco. Infine, il prodotto sarà confezionato in una busta compostabile nella Carta. Il fatto che, senza la necessità di essere lavata, sia pronta al consumo come la IV Gamma, è una semplice conseguenza dell'alta tecnologia della coltivazione.
Per tutti questi motivi, si può ritenere questa, come già sottolineato, una nuova categoria e, per rispondere alla sua domanda, posso dirle che un'innovazione così spinta necessitava di un marchio dedicato: Kilometro Verde.

FP - E' questo un progetto che potrebbe costituire il fulcro anche di una CER-Comunità Energetica Rinnovabile?
GB - Una delle scommesse più importanti di una Vertical Farm si gioca sulla fonte energetica sia dal punto di vista economico sia da quello green. Il nostro progetto, per esempio, si fonda su due fonti energetiche entrambe considerate sostenibili: un campo solare da 10 megawatt e un impianto di tri-generazione che oltre all'energia elettrica produce anche acqua calda e fredda.
Le due linee strategiche, infatti, producono in certi momenti del giorno un'energia da fonti sostenibili eccedente che viene immessa in rete e poi restituita con un accordo che porta il nome di PPI.
Essendo adiacenti alla zona industriale puntiamo in futuro ad attuare una CER-Comunità Energetica Rinnovabile. Abbiamo avuto inoltre la fortuna di trovare un'amministrazione comunale particolarmente sensibile al tema ambientale, che ha espresso la possibilità futura di mettere a disposizione delle strutture pubbliche adiacenti all'interno di questo progetto CER.

FP - Molti fondano start up, ma quali sono secondo lei gli strumenti giusti per dare non solo vita, ma continuità e prospettive ad una start up? 
GB - Essere innovativi è un approccio di base. Nella fase esteriore di questo, sono percepibili la visione e la creatività ma, più in profondità, c'è della sana insoddisfazione che ti porta a cercare sempre la sfida con te stesso. Tuttavia, per dare continuità serviranno persone che credono in loro stesse e partecipano con passione all'impresa.
La ciliegina sulla torta però è sempre il fatto che la conseguenza del proprio lavoro possa creare continuamente valore per tutti, sia nella sfera del business sia in quella sociale, e questa è la vera chiusura del cerchio.

FP - Ci sono modelli che l'hanno ispirata per intraprendere questo innovativo progetto? 
GB - In tutta trasparenza, la vera fonte d'ispirazione è stata l'osservazione costante e attenta delle abitudini di consumo, la sensibilità verso il prodotto sano e il rispetto per l'ambiente. E' risaputo che su tanti prodotti lanciati, pochissimi diventano un successo e questo l'ho imparato anche a mie spese. Ma questa volta sono proprio partito dal consumatore.
Certo è che, strada facendo, mi sono letteralmente innamorato di un'insalata incredibile e dall'affascinante complessità di creare un habitat ad hoc per far esprimere alla pianta le sue massime potenzialità.
Non è un caso che il payoff sarà "L'insalata che non c'era".

Note sul Vertical Farming
II Vertical Farming è la nuova frontiera dell'agricoltura: si parte dal concetto di coltura idroponica indoor, al chiuso, sviluppando superfici di coltivazione non in orizzontale ma in verticale per ottimizzare lo spazio. In queste strutture verticali viene adottata l'idroponica, grazie alla quale le piante crescono in una soluzione nutritiva. Un'idea innovativa che risponde all'esigenza di un maggior risparmio di suolo, soprattutto alla luce delle previsioni di FAO sulla diminuzione della terra coltivabile pro capite a livello globale, che nel 2050 si prevede ridotta a un terzo in comparazione al 1970. Riguardo all'intero comparto idroponico, i dati parlano di un settore che svilupperà 19 miliardi di dollari a livello mondiale entro il 2027. Secondo la ricerca di Global Market Insights, "la dimensione del mercato dell'agricoltura verticale ha superato i 4,51 miliardi di dollari nel 2020 e si prevede cresca con un tasso di crescita annuale composto del 23% nei prossimi cinque anni". Va però sottolineato che i dati a disposizione non sono esclusivi del settore vertical farming, ma comprendono il più ampio mondo delle serre idroponiche ad alta tecnologia. Il Vertical Farming aprirà un nuovo scenario di mercato e di prodotto, che ben presto avrà a disposizione dati più tangibili. 


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