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Il parere di un operatore della Campania (Italy)

Patate, tra rincari e incertezze

"Lo scenario che si preannuncia per la prossima campagna patate è un po' particolare: le spese colturali che i produttori dovranno sostenere saranno davvero elevate e i prezzi d'acquisto per il consumatore saranno un po' più alti, ma sicuramente non mancheranno i consumi, perché le patate costituiscono un prodotto di massa". A dichiararlo è Francesco Provvisiero, imprenditore campano che opera nel settore.

"Quest'anno, anche se ancora non è noto il prezzo di acquisto del tubero seme, attendiamo quotazioni più alte rispetto a quelle al consumo, anche perché i costi dei trasporti, in netta crescita, incideranno ancora di più sul prezzo d'acquisto. Questa volta bisognerà avere a disposizione ingenti capitali per affrontare la nuova campagna".

Volendo analizzare l'aspetto commerciale, Provvisiero dice: "Al momento, i consumi sono più calmi rispetto al mese scorso, come del resto accade tutti gli anni a settembre. Allo stato attuale stiamo acquistando prodotto dalla Francia e quest'anno, visto l'andamento climatico siccitoso, ne ha risentito la produzione, con una diminuzione rispetto alla scorsa campagna di circa il 30%. Stiamo acquistando patate francesi in jumbo bag da 1300 kg, a 35 centesimi al chilo. Tale quotazione dipende dal fatto che la produzione è minore e la richiesta proveniente da vari paesi europei, come Italia, Spagna e Portogallo è elevata. A questi 35 centesimi bisogna poi sommare i costi dei trasporti sia su gomma sia su ferrovia. Con questo scenario siamo preoccupati e non solo per gli aumenti! Ci chiediamo: riusciremo ad arrivare fino a maggio/giugno con la commercializzazione delle patate francesi, per poi cominciare con le nostre? Fra l'altro, ancora non sappiamo in cosa consistano le programmazioni colturali effettuate dagli imprenditori italiani".

Altra nota dolente per i commercianti di patate è il tema della frigoconservazione che, visti i rincari energetici, avrà un forte impatto sul prezzo d'acquisto, oltre che sulle "brutte sorprese" in bolletta. E Provvisiero afferma: "Noi siamo fortunati, perché 7 anni fa abbiamo deciso di impiantare i pannelli fotovoltaici per essere efficienti sotto il profilo energetico. Però ho sentito da altri miei colleghi che imprenditori operanti in questo settore hanno pagato bollette di 40 000 euro e che la frigoconservazione ha avuto un'incidenza di circa 15 centesimi sul prezzo finale".


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