Nanotecnologie e agrumicoltura

Gestione delle malattie floematiche degli agrumi

Nel corso del convegno As-Prò, tenutosi in Sicilia (vedi Freshplaza del 13/07/2022), sono state presentate le potenziali applicazioni di nanofertilizzanti ferrosi per la gestione della clorosi ferrica delle piante di agrumi. Ne abbiamo parlato con Antonino Catara, già Ordinario di Virologia vegetale e di Patologia vegetale presso l'Università di Catania, attualmente consulente scientifico di Agrobiotech.

Arancio affetto da Tristezza

"Si tratta di fattori limitanti per l'impiego di alcuni portinnesti tolleranti al virus della tristezza degli agrumi (CTV), in terreni molto calcarei - ha detto Catara - Il mancato assorbimento del ferro causa nella pianta una disfunzione che coinvolge diversi processi biologici, associati all'azione di vari geni. In considerazione del fatto che i portainnesti tolleranti alla clorosi hanno un assorbimento radicale del ferro migliore di quelli sensibili, la ricerca ha dimostrato che l'applicazione alle radici di fertilizzanti ricchi di microelementi ne favorisce la traslocazione rapida alle foglie".

"In tal senso, l'uso di nanofertilizzanti - ha aggiunto l'esperto - è oggetto di grande attenzione, in quanto essi consentono un assorbimento rapido, in dosi ridotte rispetto a quelle convenzionalmente in uso, grazie alle dimensioni estremamente piccole e alle formulazioni adottate che ne favoriscono un rilascio graduale e prolungato di accompagnamento durante le varie fasi vegetative. Inoltre, i nanofertilizzanti esercitano un'azione positiva sulla reazione del terreno, da cui dipendono anche la disponibilità di altri elementi nutritivi e il contenimento di alcuni patogeni terricoli".

"Il potenziale dei nanofertilizzanti è davvero ampio - ha spiegato dal canto suo Marcella Russo, ricercatrice di Agrobiotech - se si considera che la summenzionata modalità di intervento potrebbe essere utile anche nel caso di malattie causate da patogeni floematici che condizionano l'uso di alcuni portainnesti degli agrumi. Fra questi, vi sono il virus della tristezza, il batterio dell'HLB, e alcuni viroidi. Tali patogeni, infatti, raggiungono prioritariamente l'apparato radicale rapidamente, riducendone la biomassa e bloccandone la funzionalità, ancora prima della comparsa di sintomi fogliari. Successivamente, la formazione di callosio e la occlusione dei tubi cribrosi bloccano il trasferimento degli elaborati alle radici, che non producono nuove radici assorbenti. In molti casi il contenuto di zinco, manganese e ferro è molto basso, inferiore a quello delle foglie, e impedisce lo svolgimento delle normali funzioni da cui dipende lo sviluppo vegeto-produttivo delle piante".

Modelli di gestione che prevedono l'uso di fertilizzanti smart, secondo quanto affermato dagli esperti intervistati "hanno messo in evidenza come le applicazioni fogliari avrebbero effetti temporanei, in quanto il blocco della funzionalità del floema impedisce il trasferimento degli elaborati dalle foglie alle radici. Interessanti sono invece i risultati di una sperimentazione pluriennale condotta in Florida (USA) relativamente alla gestione della malattia HLB, la più distruttiva delle fitopatie degli agrumi, con l'applicazione dei microelementi mancanti direttamente alle radici".

"Prove effettuate in serra, nell'ambito del progetto SIRPA - spiegano i due ricercatori - hanno evidenziato che l'infezione del virus della tristezza crea una marcata carenza di manganese e ferro nelle radici assorbenti del portinnesto arancio amaro, riducendone la formazione di nuove, e ingiallimenti fogliari che causano un sensibile arresto della funzione clorofilliana, aumentando la sensibilità a stress biotici (Phytophthora nicotianae e Fusarium spp.) e abiotici (anossia). Pertanto, è stato avviato uno studio per indagare la possibilità di impiego di nanofertilizzanti ferrosi per favorire lo sviluppo della biomassa radicale dell'arancio amaro e di altri portinnesti e mitigare i fenomeni clorotici indotti da agenti virus e viroidi, assicurando un rilascio graduale e prolungato di mini-dosi del microelemento".


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